Nello studio dei testi sacri la differenza tra noi e loro

La Bibbia è stata storicizzata. Per l'islam sarebbe blasfemia

Per capire la differenza che c'è fra il cristianesimo e l'islam partiamo dal celebre passo della Bibbia in cui Giosuè, dopo aver pregato il Signore, gridò alla presenza di tutti gli israeliti: «Sole, fermati su Gabaon! E tu, luna, sulla valle di Aialon! Il sole si fermò, la luna restò immobile, un popolo si vendicò dei suoi nemici». «Vedi - dissero a Galileo - se il libro sacro dice che il sole si è fermato vuol dire che si muoveva e la tua teoria eliocentrica è sbagliata». Galileo rispose che la Bibbia aveva usato solo il linguaggio dell'epoca. Ma vi sono passi della Bibbia che non sono solo in contrasto con fatti naturali ma anche con l'insegnamento del Vangelo, per esempio quando Dio comanda a Giosuè di sterminare tutta la popolazione di Gerico: «Donne, fanciulli e vecchi e buoi, e pecore e asini» (Giosuè 6, 21). I filosofi e gli storici cristiani hanno spiegato questi massacri come la sopravvivenza di costumanze antiche poi superate. La Bibbia per i cristiani va quindi analizzata, storicizzata, ricondotta all'epoca in cui è stata scritta. I sacerdoti nei seminari perciò studiano storia, linguistica, filosofia, antropologia.

Invece il Corano per i musulmani proviene direttamente da Allah di cui è la parola unica e definitiva. Esso è increato come Lui e tutto ciò che noi possiamo sapere di Lui e tutto ciò che Egli vuole dai sui fedeli è scritto nelle sue pagine. Anche il Corano ha una esegesi. Ma questa può essere fatta solo da grandi dotti e i suoi passi non possono venirne storicizzati, cioè ricondotti ad una particolare circostanza o ad un particolare momento storico. L'esegesi consiste nello scavarli e riscavarli più a fondo facendone emergere l'infinita ricchezza. I corrispondenti dei seminari cristiani, le scuole coraniche, sono molto diverse.

Vi si impara il Corano a memoria, si studia la lingua araba, l'esegesi coranica, l'esegesi della sharia (il diritto islamico), e infine l'esegesi degli hadit e delle azioni del profeta. È un universo autosufficiente e chiuso in cui qualsiasi altra interpretazione o spiegazione psicologica, storica, sociologica o antropologica sarebbe considerata blasfema.

Commenti
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Zagovian

Dom, 12/04/2015 - 16:40

"La Bibbia per i cristiani va quindi analizzata, storicizzata, ricondotta all'epoca in cui è stata scritta. I sacerdoti nei seminari perciò studiano storia, linguistica, filosofia, antropologia"...Alberoni,diciamola tutta la verità!Se le cose sono cambiate all'interno della chiesa cattolica,non lo dobbiamo a membri della chiesa stessa,ma ai martiri,che la chiesa ha immolato sull'altare della "miscredenza",ad una "metabolizzazione" culturale avvenuta in secoli(contro la quale la chiesa ha sempre lottato...).L'ISLAM,di questi MARTIRI,di questa "metabolizzazione",non ha traccia,se non pochissimi esempi(vedi il recente Al Sisi...).Il processo filosofico,che si è andato affermando in Occidente nei secoli,non si è materializzato nei paesi islamici.Siamo ormai su posizioni inconciliabili,distanti oltre 500 anni!!

VittorioMar

Dom, 12/04/2015 - 17:43

...sono "in piccioletta barca" e non mi inoltro "nello gran mar dell'Essere"ma è evidente che queste tre religioni sono imcompatibili tra loro!C'è qualcuno capace di mettere insieme tre pensatori e trovare una possibile sintesi?Una possibile convivenza senza efferatezze?Un reciproco rispetto?Senza tormentarsi con problemi esistenziali astratti?

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bonoitalianoma

Dom, 12/04/2015 - 21:21

Dalla loro gli islamici hanno le norme coraniche applicate pedissequamente, non bevono alcoolici, mangiano la carne macellata secondo loro modalità, fanno i digiuni giornalieri e quant'altro mentre nel mondo cristiano le norme sono scritte e le applicano solo i "fedelissimi" per cui la maggioranza della popolazione si perde nelle baldorie con l'alcool e le droghe, il digiuno si chiama dieta e le norme che regolano la società sono "antiquate". Il baratro ce lo troveremo sotto i piedi manco senza accorgercene. BUON VIAGGIO ALL'INFERNO CIVILTÀ CORROTTA DAI FACILI COSTUMI.

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liberopensiero77

Lun, 13/04/2015 - 12:07

A differenza di Zagovian, penso che i martiri cristiani non c’entrano nulla con l’esegesi biblica, che è cominciata seriamente in epoca pre-illuminista e illuminista con i filosofi e i teologi come Thomas Hobbes, Baruch Spinoza, Richard Simon e Jean Astruc, raggiungendo il suo apice scientifico con Julius Wellhausen nel XIX secolo (v. per es. su wikipedia la voce “esegesi biblica”). Alla fine del XX secolo il Vaticano ribaltò la sua iniziale condanna dell'esegesi biblica, giungendo sino a consigliarla agli studiosi cattolici. Riguardo l’esegesi del Nuovo Testamento il precursore fu Hermann Samuel Reimarus (1694-1768), seguito poi nel XIX secolo da studiosi importanti come David Strauss, Ernst Renan, Johannes Weiss e Albert Schweitzer, fino agli autori del XX sec. come Karl Barth e Rudolf Bultmann, tutti interessati ad investigare il «Gesù storico» all'interno delle narrazioni evangeliche.

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Zagovian

Lun, 13/04/2015 - 12:41

@liberopensiero77:....non mi riferivo a mariri "cristiani",nel senso canonico,ma "laici",a persone con una visione critica e "miscredente",che non si bevono tutte le fanfaluche che le religioni,hanno sempre raccontato.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 13/04/2015 - 13:00

Ah, vabbè, ho capito male, allora siamo d'accordo. Il mio post "integra" il tuo ...