"Non porterà le imprese a fare innovazione"

Un euro per ogni chilo: così funzionerà la plastic tax.

Un'imposta che serve davvero all'ambiente, presidente Ciotti?

«In realtà è una sorta di Iva mascherata: facile fare cassa sulla plastica che si trova dappertutto. Vogliamo davvero l'economia circolare? Allora si sappia che richiede due cose: al cittadino la raccolta differenziata e all'impresa l'innovazione. Questa tassa, al contrario, non spinge né i cittadini alla raccolta corretta né le imprese a investimenti innovativi, in mancanza di un quadro normativo certo».

Che cosa invece occorre fare ?

«Serve la collaborazione fra cittadini, imprese e istituzioni. È quello che fa il nostro consorzio, il Corepla, che collega appunto i produttori di imballaggi, i Comuni, i selezionatori e i riciclatori di rifiuti plastici: una filiera virtuosa che mette l'Italia ai primi posti in Europa».

Come funziona il riciclo in pratica?

«I rifiuti plastici, il sacco giallo per capirci, differenziati dai cittadini e raccolti dai Comuni vanno ai centri di selezione, 33 in tutta Italia, che pesano e valutano la qualità del prodotto. Ad esempio la bottiglia viene separata dal tappo, si dividono i tre colori principali destinati ad usi diversi: possono diventare altri contenitori o anche indumenti. Quaranta bottiglie riciclate si trasformano in un pile, per dare un'idea. Per ogni tonnellata di rifiuti conferiti il Corepla versa ai Comuni il contributo ambientale di 300 euro: nel 2018 sono stati 350 milioni di euro in tutta Italia».

Il sistema attuale funziona, quindi?

«Certo: siamo operativi dalla Val d'Aosta alla Sicilia, con un servizio di raccolta capillare. In alcune città, Milano ad esempio, i tassi di riciclo sono già ai massimi livelli. In altre parole, non ci serve una plastic tax: chi produce imballaggi già paga i contributi ambientali. Anzi, l'Italia è l'unico Paese che fa pagare di più quelli meno riciclabili: così si spingono le aziende all'innovazione sostenibile».

Che cosa proponete al governo al posto della tassa?

«Diamo più forza e più fondi ai consorzi, per fare sempre meglio il nostro lavoro e aumentare la raccolta, il riciclaggio e il recupero della plastica in tutto il Paese. Così si risparmiano materia prima ed energia: si fa bene all'ambiente e anche all'economia».