Nordio, il pm contro: "Trovare i colpevoli? Una caccia alle streghe"

"La nostra società non ammette l'imponderabile, non sarà facile dimostrare chi e se ha sbagliato"

La caccia alle streghe non gli è mai piaciuta e la rotta non cambia nemmeno oggi. Anche se ci sono i morti, i crolli, le rovine. «Dopo il terremoto - dice Carlo Nordio - si è scatenata una corsa spasmodica alla ricerca del colpevole, si additano presunti responsabili di qua e di là, ma questo meccanismo mi lascia perplesso. Mi pare che la società contemporanea, laicizzata, cerchi il capro espiatorio per superare tragedie che altrimenti sarebbero insuperabili, con il loro carico di morte e di dolore».

Va controcorrente anche questa volta il procuratore aggiunto di Venezia, uno dei magistrati più famosi d'Italia, prima con un editoriale per il Messaggero, poi con questa intervista al Giornale.

Dottor Nordio, che cosa non la convince?

«Viviamo in un mondo che non accetta più il lutto, il cataclisma, il terremoto che ci annichilisce e annulla le nostre presunte certezze. Un mondo che ha perso il senso del sacro».

Certo, ma qui parliamo di costruzioni inadeguate, di ritardi, di soldi mal spesi o dimenticati.

«Un attimo, questo viene dopo».

E prima cosa c'e?

«Se la società non ammette più che ci sia qualcosa che sfugge al proprio controllo, allora subito dopo il disastro parte la caccia al colpevole. Per forza. A prescindere».

Scusi ma l'Italia è piena di tecnici che hanno chiuso gli occhi e di collaudatori che hanno certificato ristrutturazioni che gridavano vendetta.

«Non sono nato ieri e faccio di mestiere il pubblico ministero, ma segnalo un modo di ragionare che secondo me è distorto. Si parte in automatico alla ricerca del colpevole e, siccome siamo in Italia e tutto viene giurisdizionalizzato, il colpevole diventa imputato a furor di popolo e va alla sbarra. Mi pare che in questi giorni si stia assistendo allo stesso fenomeno»

Guardi che sono stati i suoi colleghi a denunciare anomalie, stranezze, incongruenze. Dovrebbero forse fingere che tutto è stato fatto a regola d'arte?

«Ovviamente no, ma ci vuole cautela, non si può procedere impulsivamente, sulla base di sentimenti e risentimenti».

Si faranno indagini e verifiche e alla fine chi non ha rispettato la legge sarà punito. Non è giusto che sia così?

«Si, purché si sappia che sarà molto difficile dimostrare le colpe che tutti oggi danno per sicure».

Perché?

«Perché non è affatto semplice arrivare a una condanna per omicidio colposo o per disastro colposo, il reato classico del terremoto. Attenzione: nel processo non basta stabilire che i lavori siano stati fatti male, no si deve dimostrare che se fossero stati eseguiti nel migliore dei modi quella casa oggi non sarebbe in macerie, quel campanile non sarebbe venuto giù, quella chiesa sarebbe ancora al suo posto. Capisce?»

Non si può andare avanti per slogan o tesi semplicistiche?

«L'Italia è un Paese complesso, parliamo di un patrimonio che ha centinaia di anni, parliamo di beni che hanno avuto una vita lunga e travagliata, parliamo di opere con vincoli di ogni tipo. Naturalmente per gli edifici costruiti negli ultimi anni il discorso è più facile, ma molte abitazioni sono il risultato finale di interventi spalmati nel tempo».

Il paragone con il Giappone non regge?

«Non sono mai stato in Giappone ma mi pare che i nostri borghi e le nostre città abbiano una fisionomia assai diversa dalla loro».

L'indignazione di oggi lascerà il posto ad un'interminabile guerra di perizie?

«È un rischio concreto: perizie e controperizie in un estenuante duello fra le parti. Con un ulteriore problematica: se scopriamo che i privati per risparmiare non hanno effettuato le migliorie previste che facciamo, mettiamo sotto inchiesta le famiglie dei morti?».

D'accordo, ma l'Italia è il Paese delle tangenti, delle abitazioni realizzate più con la sabbia che con il cemento, dello scandalo dell'Irpinia. Vuole forse passare con la spugna su decenni di ruberie?

«No, dobbiamo perseguire la tangente, il falso, l'abuso, ma il disastro colposo non ammette scorciatoie. E poi dobbiamo metterci in testa che nel codice penale non esiste l'imponderabile, anche se nel nostro Paese sono stati processati perfino i professori che non avevano previsto, poveretti, il terremoto dell'Aquila».

Commenti

fifaus

Mer, 31/08/2016 - 09:25

un magistrato di buon senso.

Ritratto di MLF

MLF

Mer, 31/08/2016 - 10:00

Non ha neanche torto. Anche sul fatto che un "colpevole" a tutti i costi ci vuole, e che troppo spesso, per tacitare, viene scelto quello mediatico.

Tom Hagen

Mer, 31/08/2016 - 10:06

Trovo le argomentazioni di Nordio alquanto pretestuose. Le leggi ci sono, gli strumenti ci sono. Mancano gli uomini che abbiano il coraggio delle proprie azioni, compresi i magistrati che piu che giudicare si preoccupano di se' stessi. Veda di piantarla e vada in pensione!!!! Ha gia' scroccato abbastanza...E' la sua generazione che ha rovinato l'Italia, e purtroppo la medicina ormai gli permette di vivere a sbafo al punto di rovinare le generazioni che seguono.

Ritratto di Giovanni da Udine

Giovanni da Udine

Mer, 31/08/2016 - 10:13

Questa campagna mediatica si basa sull'ignoranza dei giornalisti e sul "colpevolismo a tutti i costi" dei PM! I primi parlano indifferentemente di "adeguamenti" o di "miglioramenti" sismici come fossero la medesima cosa; se poi un'opera pubblica è stata oggetto di intervento (magari anche solo per rifare l'impianto termico) ed è stata "collaudata" ma è crollata o è stata danneggiata dal terremoto, allora apriti cielo: sicuramente si tratta di una truffa! Dietro la spinta dei mass media i PM, ignoranti come i giornalisti ma pronti al protagonismo, rilasciano interviste e dichiarazioni promettendo accurate inchieste e severe punizioni per i colpevoli! Io ci andrei cauto con i processi sommari! La mia esperienza di Ingegnere antisismico con 37 anni di libera professione nel settore pubblico e 400 interventi di riparazione di edifici colpiti dal terremoto del Friuli del '76, mi consentono di consigliare prudenza prima di emettere affrettate sentenze mediatiche.

Ritratto di 98NARE

98NARE

Mer, 31/08/2016 - 10:17

beh complimenti a questo PM... potrebbe DIMETTERSI se sa di non essere in grado di svolgere in concreto il suo LAVORO !!!!! bla bla bla...........

Giulio42

Mer, 31/08/2016 - 10:22

L'errore è proprio quello di cercare il colpevole dopo che si è verificata la tragedia. Non serve reprimere ma prevenire e questo lo si può fare solo rivoltando la procedura attuale. Non costruire e poi controllare, a quel punto è troppo tardi e si trova sempre il controllore compiacente che chiude gli occhi. Progetto, costruzione e collaudo devono camminare a braccetto per tutta la durata dei lavori e il controllore deve essere un ente esterno, Carabinieri, Guardia di Finanza gli unici in grado di preverine.

unosolo

Mer, 31/08/2016 - 10:46

no carissimo se si vuole ci si può arrivare , la ristrutturazione dei centri storici , prendiamo L'Aquila come esempio , ebbene dopo i controlli nella ristrutturazione quanti hanno dovuto mettere sostegni interni oltre la parte esterna ? quanti muri portanti sono risultati mancanti , colonne o muri divisori che in origine erano sostegno , insomma volendo si potrebbero trovare tante pecche che hanno indebolito certe costruzioni , certamente poi ci sono anche costruzioni con poco cemento e poco ferro , i tecnici volendo potrebbero stilare un lunghissimo elenco di manomissioni al progetto iniziale , mancano controlli è vero ma quando si interviene per restauri si dovrebbe far uscire dagli uffici e fare i controlli veri non a fiducia del dichiarante ovviamente.

idleproc

Mer, 31/08/2016 - 11:03

Concordo. Sono osservazioni intelligenti, non emotive e non di superficie. Inoltre la caccia all'Untore è un modo di deresponsabilizzarsi e lasciare le cose immutate in attesa del prossimo evento creando proprio le condizioni del malaffare che si vorrebbe evitare. Sono osservazioni sistemiche non sulle singole responsabilità da accertare.

Tuthankamon

Mer, 31/08/2016 - 11:39

Condivido quanto sostenuto dal giudice Nordio. Si devono perseguire le negligenze evidenti e le responsabilità reali e realistiche evitando la "caccia alle streghe", appunto.

Ritratto di lucavelasco

lucavelasco

Mer, 31/08/2016 - 11:46

Clamoroso, un italiano che dice la verità. Nel paese dell'antimafia e della raccolta differenziata disastri e crimini son sempre benvenuti. Creano posti di lavoro. Gli untori son sempre di moda. L'ineluttabile non è contemplato. I terremoti debbono essere previsti. Per legge. Gli edifici debbono resistere alla forza della natura che i nostri bravi scienziati sanno benissimo quale sia. Dare la caccia al geometra truffatore sarà facile. In ogni casa ce n'è uno.

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Mer, 31/08/2016 - 11:47

I colpevoli sono quelli che hanno costruito le case con murature in pietra e malte di calce, destinate a sfarinarsi col tempo. La messa in sicurezza di siffatta tipologia è molto vicina alla missione impossibile. Colpevoli sono quelli che a tutti i costi hanno impedito la sostituzione di edifici fatiscenti con altri più sicuri, gli stessi utopisti che oggi chiedono la ricostruzione tale e quale, addirittura con gli stessi materiali, magari con gli stessi risultati alla prossima scossa. Sekhmet.

cianciano

Mer, 31/08/2016 - 11:58

Dott. Nordio non ci sto.....se si vuole veramente il colpevole si trova, se vogliamo giocare e rigirare sulle parole allora la cosa è diversa. In particolare nei nostri tribunali, neanche un omicidio con prova di fotografia si ha una condanna....figuriamoci per queste cose.....finirà come i precedenti e come sempre con in più un mucchio di spese.

gattogrigio

Mer, 31/08/2016 - 12:26

Temo che Nordio abbia ragione (vista anche l'indiscutibile esperienza del soggetto) Per esperienza personale, sia nelle certificazioni di qualità sia nella prevenzione infortuni in ambiente industriale, so quanto spesso i certificati, e i pezzi di carta in generale, pur legalmente corretti si scostino dalla realtà.