Ora è a rischio l'immunità di Guaidò

I giudici chiedono la revoca per l'oppositore di Maduro. «Non li temo»

Una notizia che fa paura ma che non arriva del tutto inaspettata: verrà tolta l'immunità al presidente autoproclamatosi Juan Guaidò. Il presidente ad interim, ha minimizzato la decisione del Tribunale supremo di giustizia, che ha chiesto alla Assemblea nazionale costituente di rimuovere l'immunità di cui gode, e ha sottolineato la «mancanza di coraggio» della corte. Una mossa che certo non dev'essere arrivata in modo così repentino considerato che la Corte Suprema venezuelana è composta esclusivamente da sostenitori del presidente Nicolas Maduro.

Guaidó ha affermato che nonostante la persecuzione contro di lui, non è preoccupato. «Non dubitate del fatto che mi vogliano mettere in carcere, però io non sono preoccupato», ha detto ai suoi sostenitori a Caracas, insistendo sul fatto che non esiste alcun tipo di divieto nei suoi confronti perché «non hanno alcuna competenza per farlo». Quindi il leader dell'opposizione ha ribadito il suo appello ai cittadini a scendere in piazza il 6 aprile «contro l'usurpazione». «L'Operazione Libertad è un dato di fatto», ha detto Guaidò, che ha esortato la popolazione a protestare ogni volta che i servizi di base come elettricità, acqua e gas vengono a mancare. «In questo momento, più di 14 stati del Venezuela sono senza energia elettrica e molti altri senza acqua» ha scritto su Twitter il presidente ad interim, riconosciuto da 50 Paesi del mondo. «Però -aggiunge- c'è una buona notizia: ci sono più di 30 punti di protesta in tutto il territorio nazionale». Secondo gli organizzatori la protesta potrebbe giungere fino al Palazzo presidenziale di Miraflores. unclima di crescente quanto stressante tensione. Intanto è tornato libero l'autista del capo della segreteria. La notizia dell'arresto di Marrero era stata data dallo stesso Guaido che in un messaggio pubblicato sul proprio profilo di Twitter, lanciava «l'allarme» per l'incursione degli uomini dell'intelligence venezuelani nell'abitazione di Marrero e del deputato Sergio Vergara esponente del partito di opposizione Volontà popolare.