A Parigi la prima vittima da monopattino elettrico: "Ora stop ai marciapiedi"

Morto un giovane di 25 anni: si è scontrato contro un camion. Dopo l'estate la legge

«Che questo dramma serva da esempio», commenta il vicesindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire. «Le regole elementari vanno rispettate». E in effetti la tragedia che si è consumata nella tarda sera di lunedì - erano le 22.30 nella capitale francese - sembra ormai la cronaca di una morte annunciata, un caso di scuola che potrebbe ripetersi con grande facilità se non interverranno regole più stringenti. Un giovane di 25 anni guidava il suo monopattino nel 18esimo arrondissement, nel quartiere Goutte d'Or scelto da Emile Zola come sfondo del celebre romanzo «L'assommoir», guarda caso «L'ammazzatoio», quando si è scontrato contro un camion al quale non ha dato la precedenza, finendo in arresto cardiaco in ospedale, dove a nulla è valso l'intervento dei medici. Uno choc per la capitale dove ormai i monopattini elettrici sono arrivati a quota 20mila e si stima possano arrivare a 40mila entro fine anno se non si interverrà. Uno choc soprattutto per il conducente del camion, fermato per omicidio involontario. A Parigi è il primo incidente mortale dopo l'annuncio dell'introduzione di una serie di misure da parte del sindaco Anne Hidalgo meno di una settimana fa, in attesa che la legge sulla mobilità, di cui si dibatte in Assemblea nazionale, entri in vigore dopo l'estate. Ma lo scorso aprile un ottantenne era deceduto a Levallois-Perret, Île de France, investito da un monopattino elettrico.

La dinamica dell'incidente parigino ricorda decine di altri episodi accaduti nella capitale negli ultimi mesi, dove spesso è il conducente del mezzo a subìre i danni peggiori. Ma non solo lui. Ha fatto molto rumore il caso di una mamma e del suo piccolo di sette mesi, travolti mentre attraversavano la strada, e la storia di una pianista dell'Opéra Garnier, che ha riportato una doppia frattura al braccio dopo essere stata investita sul marciapiede. Episodi che provano il caos causato dalla febbre delle trottinettes in città, esplosa per garantire spostamenti veloci anche quando si devono percorrere tratti medi, e antidoto perfetto alla fretta in città frenetiche come Parigi. Ma gli incidenti hanno fatto emergere un'assenza di regolamentazione preoccupante, fino alla ben più pericolosa assenza di copertura assicurativa, come nel caso della principale fra le 12 società di noleggio che operano a Parigi, la Lime. Fatti che hanno spinto la sindaca Hidalgo a parlare di «anarchia» e a correre ai ripari, in attesa che la legge colmi un vuoto legato alla recente esplosione del fenomeno. Il monopattino elettrico è arrivato sulle strade circa un anno fa. Il Comune di Parigi ha pensato bene di cominciare da due questioni: divieto di parcheggio sui marciapiedi, dove i monopattini vengono spesso abbandonati, limite di velocità dagli 8 ai 20 chilometri orari, in base alla zona in cui si circola (alcuni oggi raggiungono i 25 chilometri orari e oltre). L'obiettivo è limitare il business a due-tre operatori e fissare un tetto di circa 15mila mezzi per la città.

Misure che potrebbero non bastare. Perché ormai «è la legge della giungla», spiega la ministra dei Trasporti Élisabeth Borne, che punta al passaggio successivo: divieto di circolazione sui marciapiedi, con multe fino a 135 euro, luci e freni obbligatori, cuffie vietate. «Creeremo una nuova categoria di veicoli nel codice della strada - ha aggiunto la ministra -. Potranno circolare sulle piste per il jogging, sulle corsie per le biciclette ma non sui marciapiedi». Una questione che risolverà solo una parte dei problemi, quelli legati ai pedoni o ai disabili sui marciapiedi, ma rischia di aprirne altri non meno rilevanti, visto che lasciar circolare i monopattini in strada potrebbe essere comunque molto rischioso, considerata la differenza di velocità rispetto alle auto e il voto dell'Assemblée nationale, venerdì scorso, contro l'uso obbligatorio del casco.

Il dibattito sulla regolamentazione dei monopattini elettrici non riguarda solo la Francia. La Germania li ha autorizzati dopo un lungo confronto. Alla luce dell'esperienza francese, Berlino ha imposto una serie di regole: marciapiedi vietati, via libera su piste ciclabili e strade e divieto di guida ai minori di 14 anni.

Commenti

cir

Gio, 13/06/2019 - 14:38

basta proibirli, chiusa la storia.