Le Pen, il Front e 8 piccoli indiani

È il miglior risultato da 30 anni, ma è una magra consolazione

«Molti nemici molto onore» recita un antico detto, ma se i nemici sono troppi la sconfitta è certa e l'onore lascia il tempo che trova. Marine Le Pen doveva vincere contro i socialisti; contro i post-gollisti; contro Jean-Luc Mélencohn, che la insidiava da sinistra; contro Emmanuel Macron, che la insidiava dal centro e dalla destra; contro il minacciato assenteismo alle urne, mai rivelatosi così gigantesco nella sua attuazione (il 57% di non votanti); contro un sistema elettorale che favorisce la governabilità a scanso della rappresentatività; contro il suo stesso partito, litigi, colpi bassi, vecchi fantasmi. A fronte di tutto ciò porta a casa la propria elezione e un pugno di deputati, otto, insufficiente però a formare un gruppo. È il miglior risultato da un quarto di secolo a questa parte, ma è una magra consolazione.

Un sondaggio dell'Ipsos, a ridosso del primo turno delle presidenziali, aveva già fotografato quello che poi sarebbe successo. Il 70% degli intervistati era diffidente rispetto alla propria classe politica, più del 50 voleva un candidato «per la gente e contro le élites», il 51 era per la priorità dei francesi sul posto di lavoro, il 69 voleva regolamentare le frontiere... E però, di fronte alla domanda chiave se fosse necessario un cambiamento radicale per ottenere tutto questo, solo il 40 aveva detto sì. Cambiare tutto per non cambiare niente, applicare vecchie ricette con nuove teste sembrava insomma essere la risposta maggioritaria di quei francesi divisi fra la loro adesione ai valori dominanti e la constatazione di un declino nazionale. Il sistema elettorale si è incaricato di tradurla, dando pieni poteri a un presidente che con il 30% dei voti del 50% del corpo elettorale si prende la maggioranza assoluta, la democrazia dell'oligarchia insomma.

Se e come funzionerà è presto per dirlo, e non è comunque materia di questo articolo. Più interessante è chiedersi se il trionfo del «globalista-europeista» Macron rappresenti l'inizio della fine dei cosiddetti «populisti-sovranisti».

Una prima osservazione è che in Francia il populismo si è, come dire, splittato, andando a ricreare nel suo interno la vecchia dicotomia destra-sinistra. C'è d più, quello della France insoumise di Mélenchon ha una consistenza di gran lunga superiore al Front National, all'incirca il doppio dei deputati e un gruppo parlamentare a sé. Ciò significa che non solo il Front National non ha più il monopolio di quel terreno, ma che difficilmente in futuro ci potrà essere per i due schieramenti una convergenza sia elettorale sia politica. Se si calcola che al primo turno delle presidenziali avevano rappresentato in totale il 40% dell'elettorato, si capisce come si tratti di un'opposizione forte, ma sterile, la somma impossibile di due debolezze.

La seconda osservazione è che il populismo-sovranismo per crescere ha bisogno della decadenza. È una sintesi brutale, ma rende l'idea. Ciò obbliga i suoi rappresentanti a sperare che le ricette economiche, politiche, sociali di chi governa si rivelino fallimentari, ma provoca anche una preoccupante carenza di analisi e di alternative plausibili. Questo inserisce il terzo elemento. Il populismo-sovranismo interpreta le ansietà e i disagi dei cosiddetti perdenti della globalizzazione, ma non riesce a convincere chi, pur preoccupato per la profondità della crisi, non è ancora nella condizione piscologica di accettare un cambio tanto radicale quanto imprevedibile. C'è di più: quel disagio, elettoralmente, si concretizza soprattutto nell'astensione, nel non voto, è una protesta passiva, è il rifiuto di un sistema, ma non l'adesione convinta a un sistema alternativo.

Tutto, in conclusione, finisce per girare intorno alla questione dell'euro e qui i populisti-sovranisti debbono farsi un bell'esame di coscienza, perché lo sbandieramento di un'uscita di cui si sa l'impossibilità pratica a livello nazionale, mette il piombo nelle ali di qualsiasi possibilità di allargamento elettorale e predispone a una battaglia partitica che soddisfa soltanto chi con quella battaglia si assicura un posto in parlamento. È insomma il trionfo della partitocrazia e non dell'interesse nazionale.

Ai francesi si sa, piacciono le rivoluzioni quanto il bonapartismo; le prime incarnano le sue passioni più profonde, il secondo il freno che le corregge e le incanala in una sorta di edonismo nazionale tinto di grandeur. Macron in fondo ha vinto perché scongiurando la prima permetteva però di sognare il secondo. Bisognerà vedere se riuscirà a incarnarlo e il sovranismo potrà avere un seguito solo se quell'incarnazione si rivelerà una finzione senza sostanza. Ma, nell'attesa, si deve attrezzare e studiare. Se l'estremismo è stata la malattia infantile del comunismo, il semplicismo rischia di essere la malattia senile del populismo.

Commenti

Luigi Farinelli

Mar, 20/06/2017 - 09:21

Eppure, il "semplicismo" dei "populisti" pare il solo basato su analisi effettive dei fatti e non sulle ideologie: sono i "populisti" a dire che 2+2=4 e in 5 non ci si può stare in uno spazio ristretto; a dire (la maggior parte degli scienziati) che il "riscaldamento antropico" è una bufala pazzesca che, tra l'altro, impone il mancato sviluppo dei Paesi poveri invitandoli a emigrare; a dire che le scriteriate politiche di de-natalizzazione stanno portando i Paesi europei alla morte demografica; che le ideologie laiciste stanno attaccando i principi morali dei popoli; che l'Europa è una forma di dittatura finanziaria. A queste istanze giustificate razionalmente dei "populisti-sovranisti" il regime del pensiero unico contrappone il nulla dialettico, proprio perché non sarebbe in grado di spiegare nulla al di là della facile menzognera demagogia e delle bufale ideologiche di cui è spacciatore.

maxmello

Mar, 20/06/2017 - 09:58

xLuigi Farinelli: non voglio fare polemica, rispetto il suo ragionamento espresso in modo civile e ponderato ma l'uomo grazie a Dio non è un animale solo razionale, altrimenti stia sicuro, la nostra specie si sarebbe estinta tanto tempo fa. Gli uomini sono empatici e non sono capaci di fare scelte come delle fredde macchine, a volte qualcuno si butta nel mare agitato per salvare un bambino pur sapendo che le probabilità di morire nel tentativo sono dieci volte superiori a quelle di salvarlo. Lei e tanti come lei resterebbero sugli scogli dicendo che la matematica è sfavorevole ma non tutti...non tutti.

Ritratto di orione1950

orione1950

Mar, 20/06/2017 - 10:19

Spero che il mio commento sia pubblicato a dispetto di quelli, sullo stesso argomento, che non sono stati pubblicati. Farinelli ha ragione ma aggiungo, alle sue evidenziate storture, il sistema di voto maggioritario francese. Con questo sistema, quella della Le Pen é una vittoria se solo si pensa che prima i deputati erano due. L'articolista fa il confronto col comunista melenchon ma non dice che, al ballottaggio, il comunista puó aver avuto l'appoggio degli altri partiti; cosa che il FN si sogna. Perció, aver quadruplicato i rappresentanti all'Assemblea Nazionale, é una vittoria per FN.

Ritratto di -Alsikar-

-Alsikar-

Mar, 20/06/2017 - 11:16

Al di là della Le Pen, rimane il dato di fatto che il partito di Macron, col 14% circa dei consensi reali sul totale, ha ottenuto circa il 61% dei seggi reali disponibili. Come dire che un tizio, che rappresenta il 14% di una comunità, governa contro il parere dell'86% di quella stessa comunità. Domanda lecita: quale tipologia di democrazia o presunta tale può permettere un'aberrazione simile? E’ vero che anche in Italia abbiamo i ballottaggi e in parlamento il premio di maggioranza. E questo significa che anche in Italia una minoranza governa sulla stragrande maggioranza. Evidentemente, anche in Italia, c’è la stessa patologia. E' proprio vero che il concetto di 'dittatura' può avere tante varianti.

Nick2

Mar, 20/06/2017 - 11:43

Alsikar, nessuno obbliga chi non si presenta alle urne a non votare. Perché pensi che, chi non vota sia contrario a chi verrà eletto? Semplicemente si rimette alla decisione di chi vota. Se conosci una forma migliore di democrazia faccelo sapere...

maxmello

Mar, 20/06/2017 - 11:44

Alsikar il suo è uno errore comune dovuto ad un ragionamento capzioso veicolato di solito da un certo tipo di informazione di parte. Non votare è di per se una scelta. Chi decide di non esprimersi (per mille rispettabilissimi motivi) decide allo stesso tempo di farsi rappresentare dal vincitore. Nessuno è stato obbligato a casa quindi se l'assenteismo ha un valore da un punto di vista politologico non ne ha nessuno da un punto di vista di qualità della rappresentanza politica. Come può facilmente constatare non esiste nessun sistema democratico con un quorum per le elezioni politiche proprio per i motivi sopra citati. Non è affatto una aberrazione né una patologia. In democrazia non scegliere è una libera scelta essa stessa.

Polgab

Mar, 20/06/2017 - 11:48

Il Front National Populista? Chi dice questo o non capisce niente o è comunista ( che poi è la stessa cosa).Mai come quest'anno il FN è stato così forte. Certo sono stati eletti solo 8 deputati, ma quanti sono andati al ballottaggio? Molti, moltissimi.Se non fosse per l'eterno front républicain avrebbe avuto non 8, ma almeno 25 deputati eletti. Il FN avanza eccome! E i suoi elettori sono Francesi, mentre quelli del partito comunista francese (France insoumise) sono per lo più musulmani e questo la dice lunga sulla missione che i comunisti si sono fissati: distruggere gli autoctoni con qualsiasi mezzo.

Massimo Bocci

Mar, 20/06/2017 - 11:49

X Alsikar-, .....Non Pet nulla, questo il sistemino Meticcio (truffa Soros) che piaceva tanto a Rignano e agli accoliti servi PD,la consultazione plebiscitaria (la loro) che hanno già sperimentato come con le primarie (20€) Napoletane (catt,camorra docet) così avrebbe regnato (sotto dettatura e ordini tassativi) indisturbato e satollo, protetto Meticcio,UE per lustri e lustri, poi con l'avvento in coso,dell'import forzati schiavi clandestini, African ONG, uno non avrebbe più nemmeno avuto una rimembranza (ma nemmeno più sento parlare) di cosa sia mai stata la democrazia anche perché noi Italioti (ignari) tra un broglio PD e un altro l'abbiamo bazzicata poco nel regime 70 ennale catto-comunista. Saluti.

swiller

Mar, 20/06/2017 - 12:07

Non preoccupiamoci il MACCARON non durerà molto.

Luigi Farinelli

Mar, 20/06/2017 - 13:00

xMaxmello:h.9:58 è facile per me dare uno schiaffo (metaforico) alla sua sicumera buonista. Durante il mio soggiorno per lavoro in Somalia (1986-1990) ho adottato e poi portato in Italia prima che la Marina italiana intervenisse a sgomberare gli Italiani ivi residenti la bambina (somala) di un anno che ora, sposatasi in Italia mi ha già regalato due nipotine. Sono certo che lei sia in buonafede ma anche presuntuoso come lo sono le persone che considerano l'uso della ragione un ammennicolo inutile, in regime di ideologie devastanti. Non ho bisogno dei suoi consigli per attenermi ad un indirizzo che considerai anche la ragione per risolvere i problemi, metodo che, a quanto pare, oggi è abbastanza desueto. Per questo siamo ridotti come siamo.

killkoms

Mar, 20/06/2017 - 13:51

@alsikar,imbecilli quei francesi e che l'hanno votato (perché è solo un euroidiota) e quelli che sono rimasti a casa!

igiulp

Mar, 20/06/2017 - 13:54

Quando il FN, con le stesse regole "democratiche", riuscirà (forse) a governare, vi sarà chi parlerà di fascismo. Al momento, tutti muti, la costituzione (?) è rispettata.

@ollel63

Mar, 20/06/2017 - 14:24

una legge elettorale schifosa e un popolo bue che nemmeno va a votare ... Se questa è una democrazia siamo proprio alla fine. Veddrete cosa succederà appena i musulmani diventeranno il 15% della popolazione ... LO so già non ci sarà più spazio per voi popolo bue di bianchi occidentali senza palle.

Raoul Pontalti

Mar, 20/06/2017 - 16:10

Ha rinnegato il padre,ha rinnegato la patria (perché ha affermato che il governo legittimo era quello di Londra a guida De Gaulle e non quello costituzionale che aveva siglato l'armistizio), ha rinnegato le tradizioni del FN che non contemplavano la xenofobia ed erano europeiste come era europeista il MSI che lo tenne a battesimo nel 1972 e con il quale fece gruppo al Parlamento europeo negli anni 80 e tutto ciò per un pugno di voti, ma snaturando il partito e senza riuscire nell'operazione politica obbligata per sortire dalla marginalità: accordarsi con i neogollisti. Sproloquiare di (impossibile) uscita dall'euro procura il voto immediato dei soliti castroni ma chiude le porte delle alleanze e preclude alla distanza di ottenere credibilità politica.

Mannik

Mar, 20/06/2017 - 16:51

Farinelli, quindi la maggior parte degli scienziati sostiene che il riscaldamento antropico è una bufala?

Mannik

Mar, 20/06/2017 - 16:54

@ollel63 - Legge elettorale schifosa? Interessante, nel caso delle elezioni negli USA è sempre stato detto, la legge è così, quindi bisgona accettarla...