A Pistoia il sindaco dem indagato ha firmato la resa dopo 71 anni

Al suo posto Tomasi di Fratelli d'Italia, imprenditore di 38 anni

Pistoia Era il 22 dicembre 1946 quando Giuseppe Corsini, diventò il primo sindaco di Pistoia nell'Italia repubblicana. Naturalmente col Partito comunista italiano. Da allora la marea rossa non si è mai interrotta: altri 13 mandati, tutti comunisti (tra i quali anche l'ex vice presidente del Senato, Vannino Chiti), hanno visto altrettanti primi cittadini guidare la città fino al 1992 quando vinse un candidato dell'allora Pds. Poi l'Ulivo dominò dal 1994 al 2012, quando spuntò il candidato Pd, Samuele Bertinelli, battuto domenica da Fratelli d'Italia (insieme a tutto il centrodestra) con Alessandro Tomasi, imprenditore di 38 anni, già in consiglio comunale da 10 anni.

Una sconfitta storica nel vero senso del termine, dato che per 71 anni Pistoia ha sempre avuto amministrazioni di sinistra. Adesso si cambia. Tomasi ce l'ha fatta con il 54,28%. La clamorosa sconfitta di Bertinelli è da attribuire al Pd (renziano) che si è lasciato convincere a ricandidare (senza primarie) il sindaco uscente, ignorando i mal di pancia locali. Tanto che sono esplose liste alternative a Bertinelli: liste di disturbo che hanno portato via fette di elettorato importanti (fino all'11%) e che hanno reso impossibili apparentamenti al secondo turno. A pesare sull'esito delle urne, la rognosa vicenda giudiziaria che riguardò Bertinelli nell'agosto 2016, indagato assieme a tutti e cinque gli assessori della sua giunta e ad alcuni dirigenti del municipio nell'ambito di un'inchiesta sulle nuove assunzioni a Palazzo di Giano. Accuse pesanti: i magistrati ipotizzarono «l'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, la concussione, l'abuso d'ufficio, il falso».

Per questo, forse, che Bertinelli ha deciso di non far parte del prossimo consiglio comunale. L'ex sindaco rinuncia al posto che pure gli spetterebbe di diritto. Il voto di domenica, infatti, è stato inequivocabile e segna una sconfitta politica per tutto il Pd di Renzi. Bertinelli ha capito che il rapporto con la città era ormai impossibile da ricostruire.