Il presidente brasiliano in fuga dal Palazzo: "Infestato dai fantasmi"

Temer e la moglie via dall'Alvorada, i motivi confidati in un'intervista: «Strane presenze»

Spiriti, fantasmi e «strane presenze» hanno costretto il brasiliano Michel Temer ad abbandonare la residenza ufficiale destinata a tutti i presidenti del paese del samba, il Palazzo dell'Alvorada. A rivelarlo al mondo non è stato né Carlinho «o vidente» un medium che pare veda e preveda tutto, dalla recente tragedia aerea della squadra di calcio della Chapecoense ai terremoti cileni né una delle tante donne di Bahia che leggono i «buzios», le conchiglie, fumando sigari e scroccando soldi a turisti in cerca di sogni di mezza estate. No, a denunciare «i dispettosissimi fantasmi all'Alvorada» è stato lo stesso Temer, intervistato questa settimana da Veja, il settimanale più letto e diffuso in questo paradossale Paese che si chiama Brasile. «Dopo un paio di mesi ha confessato testuale O Presidente - da marzo abbiamo deciso di andarcene dall'Alvorada perché è troppo grande, otto stanze enormi. Ma soprattutto perché sin dalla prima notte non sono riuscito a chiudere occhio, sentivo presenze maligne». In realtà «pure mia moglie Marcela percepiva cose strane», continua O Presidente in uno stream of consciousness degno più di Ghostbusters che di James Joyce «mentre l'unico a starci bene era il nostro piccolo figlio Michelzinho che passava tutto il suo tempo da una stanza all'altra correndo dietro a ça va sans dire - fantomatici fantasmi».

Temer e la sua famiglia erano entrati all'Alvorada il 18 gennaio, dopo che sino a settembre dell'anno scorso a occupare la residenza presidenziale era stata Dilma Rousseff, costretta a fare le valigie dopo l'impeachment per malversazioni e falsificazione del bilancio statale. Marcela, la moglie di Temer, secondo quanto rivelato dalla televisione Globo ha addirittura contattato un prete per scacciare gli spiriti maligni dalla residenza presidenziale, una sorta di esorcista di fantasmi ma, assicurano gli amici di famiglia, «il rito non è servito a nulla».

I maligni hanno ironizzato che, essendo il Palazzo dell'Alvorada un'opera maestra di Oscar Niemeyer (grande ammiratore di Lula e di Stalin e trapassato nel 2012 elogiando sul letto di morte l'allora presidente Rousseff, già pessima all'epoca) in realtà ad aver costretto a sloggiare Temer sarebbe stato proprio il fantasma dell'ultracentenario architetto comunista. Insomma, un presidente in fuga e tormentato dall'anima dell'esimio de cuius perché colpevole, a dire del fantasma di Niemeyer, d'avere cospirato contro «Santa» Dilma, avendone organizzato nell'ombra l'impeachment quando era il suo vice. E così, per assurdo che possa sembrare, Temer, moglie e figlio sono tornati a vivere nel Palazzo Jaburu «causa fantasmi» mentre assicurano i loro più stretti collaboratori - all'Alvorada il presidente organizzerà grandi eventi diplomatici e incontri tra parlamentari.

Cattiverie, spiritacci e leggende metropolitane, come quella che il presidente in fuga a causa dei fantasmi sia in realtà un adepto del satanismo. «Malignità messe in rete da qualche mio nemico cretino» ha smentito recentemente lui ma - vuoi per il suo naso aguzzo o, forse, per l'attacco della sua capigliatura che gli disegna una «V» in fronte che lo fa assomigliare a un maggiordomo da famiglia Addams - è un dato di fatto che, ancora oggi inserendo i termini Temer e satanista su Google si aprono 116mila pagine.

Certo è che per riuscire a sposare Marcela - first lady oggi ghostbuster ma anche un'ex Miss alta, bionda, bella e che, soprattutto, ha 42 anni meno di lui - Michel dev'essere senza dubbio un «satanasso» a detta di parecchi suoi ammiratori, anche se ha paura dei fantasmi.