La proprietà privata più piccola di New York? Un triangolino di cemento davanti a un locale

È quel che resta di un palazzo del '900: in un esproprio fu dimenticato per errore

New York - Ha resistito per oltre un secolo ai tentativi di esproprio da parte dell'amministrazione di New York, ed oggi rimane il più piccolo fazzoletto di proprietà privata nello sterminato mare di cemento della Grande Mela. Parliamo di un triangolo con la base di 65 centimetri e i due lati di 70, situato nel cuore del West Village, uno dei quartieri considerati più di tendenza nella City.

La storia di questo triangolo posto sul marciapiede, all'angolo tra Christopher Street e la Settima Avenue, di fronte all'ingresso al Village Cigars store, inizia nel 1910, poco dopo la storica inaugurazione (nel 1904) del New York City Subway, la prima linea sotterranea della città e uno dei più antichi sistemi di trasporto pubblico al mondo. In quell'anno l'amministrazione comunale decide di abbattere circa 300 edifici nella zona per costruire la nuova linea della metropolitana e ampliare la Settima Avenue. Una delle vittime di questo progetto è Davis Hess, un costruttore immobiliare originario di Philadelphia, proprietario di un palazzo di cinque piani chiamato The Voorhis. Hess si difende strenuamente per conservare l'edificio, ma tre anni dopo la proprietà viene espropriata insieme ad altre storiche residenze e negozi negli undici isolati compresi tra Greenwich Avenue e Varick Street. E nel 1914, tutto ciò che rimane della costruzione è un piccolo triangolo: dopo l'atto di espropriazione, infatti, si scopre che è stato dimenticato per errore. Quando le autorità se ne accorgono cercano in tutti i modi di convincere Hess e i suoi eredi a devolvere il pezzetto di terra al pubblico per costruire un nuovo marciapiede. L'ex proprietario però non ne vuole sapere, apre una battaglia legale in tribunale rivendicando i propri diritti, e vince. Ma non è tutto, poiché per chiarire la sua volontà, il 27 luglio del 1922 fa ricoprire il triangolino con un mosaico di piastrelle gialle e nere, insieme alla targa che rimane ancora oggi e porta la scritta: «Di proprietà della tenuta Hess, che non è mai stata ceduta al pubblico».

Il giorno dopo il New York Times dedica un articolo alla vicenda, precisando che «il mosaico ha suscitato notevole interesse». «Si tratta del più piccolo pezzo di proprietà privata della città - continua il giornale - e nei libri fiscali è valutato 100 dollari». Nel 1938 il triangolo di Hess, come ancora oggi è conosciuto, viene venduto al negozio di sigari antistante per mille dollari, circa 17mila dollari attuali. Anche i nuovi proprietari del Village Cigars store hanno deciso di mantenere la tradizione e lasciare al suo posto la targa, in ricordo della battaglia di Hess per conservare la sua tenuta. E pur se il mosaico viene calpestato ogni giorno da migliaia di persone, continua a commemorare la testardaggine del magnate immobiliare di Philadelphia.

Secondo Mark, uno degli abitanti del quartiere, che da oltre trent'anni vive a pochi blocchi di distanza, il mosaico rappresenta «la protesta finale di un uomo contro il sistema». «In una città come New York in costante cambiamento, dove quartieri una volta ghettizzati e pericolosi ora sono dominio esclusivo dei super ricchi, dove al posto di quella che un tempo era una palude si ergono torri di vetro e acciaio, quei pochi segni del passato che rimangono sono di grande conforto per noi», continua. «Un po' come vedere le vecchie signore polacche che ancora siedono sulle loro verande a Williamsburg, come lo storico Katz's Deli nell'East Village - sottolinea ancora - O come il triangolo di Hess, uno dei pochi monumenti della città che ha fermamente resistito ad un secolo di mutamenti». Per tanti altri, invece, il mosaico rimane semplicemente il ricordo permanente della testardaggine e della forza dei newyorkesi.