Putin perde 20 seggi ma tiene lo scettro di Zar

A Mosca crescono le opposizioni «di sistema» Navalny esulta: «È un risultato fantastico»

Nonostante un risultato in parte deludente, Vladimir Putin continua a mantenere lo scettro di zar di Russia. I numeri della tornata elettorale di domenica (si votava per le amministrative) non sembrano giocare a suo favore, ma la strategia si è dimostrata comunque vincente. La perdita di consensi di Russia Unita, il partito del presidente, non ha prodotto un rafforzamento delle opposizioni. A raccogliere consensi sono stati il Partito Comunista e il Partito Liberal-democratico, due forze politiche chiamate «sistemiche», che pur avendo una rappresentanza parlamentare strutturata vivono la condizione di opposizioni influenzabili. La storia insegna che in passato, soprattutto sulle questioni più importanti, hanno votato in linea con il partito di Putin e continueranno a farlo. La distinzione tra opposizioni vere, come quella di Alexey Navalny, voce critica del Cremlino, e opposizioni per modo di dire, come i comunisti e i liberal-democratici, è importante per capire il motivo per cui in passato Putin ha aperto ai suoi avversari, cercando di dirottare i voti dei delusi verso partiti tutto sommato compiacenti.

Non siamo certo in una dimensione «africana», dove i presidenti a vita di parecchie nazioni mettono in piedi (e pilotano dalla stanza dei bottoni) partiti fantoccio con i crismi dell'opposizione di facciata, solo per legittimare una parvenza di democrazia. In Russia il braccio di ferro è tangibile, ma Putin è riuscito negli anni a suggestionare parte dei detrattori, portandoli a votare per movimenti con i quali riesce a trovare accordi importanti. Al parlamento di Mosca l'opposizione, benché in gran parte di sistema, ha preso 20 seggi su 45. In particolare il Partito Comunista ha visto la vittoria di 13 suoi candidati. Bene anche il socialdemocratico Yabloko, che ha eletto tutti e tre i suoi rappresentanti, così come, per la prima volta, Russia Giusta (socialisti). Il dato di Russia Unita, che ha rieletto nove candidati a Mosca, è stato accolto con soddisfazione dal Cremlino. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, ha parlato di «mantenimento della leadership politica a livello nazionale».

Per Navalny invece le amministrative, alle quali ha preso parte il 21,77% degli aventi diritto (nonostante la sperimentazione del voto elettronico), hanno prodotto «un risultato fantastico del voto intelligente - commenta in un tweet - abbiamo combattuto insieme, grazie a tutti per il vostro contributo». La strategia di Navalny prevedeva di votare in ogni collegio il candidato che più avesse chance di battere quelli di Russia Unita in base a sondaggi effettuati nelle scorse settimane. In lizza però mancavano i candidati meno graditi e potenzialmente più pericolosi. A giugno buona parte degli esponenti dell'opposizione erano stati squalificati, con il pretesto di irregolarità nella raccolta delle 5mila firme utili per partecipare alla tornata elettorale di domenica.

Commenti
Ritratto di stamicchia

stamicchia

Mar, 10/09/2019 - 10:55

Il castello sovranista si sgretola inesorabilmente

Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Mar, 10/09/2019 - 13:13

caro stamicchia, leggere i suoi commenti mi fa sempre sentire intelligente e di ciò la ringrazio

Divoll

Mar, 10/09/2019 - 15:43

Che zar sarebbe, visto che perde dei punti in libere elezioni? Almeno, in Russia le fanno, noi in Italia non possiamo. Qundi chi sono i veri zar?

Divoll

Mar, 10/09/2019 - 15:44

Esulta Navalnij, il burattino di Soros. Ridicolo, oltre tutto, visto che Navalni non raggiunge in tutto il paese neanche lo 0,2%.