Razzista, omofobo e classista: ecco il vero "Che" oltre l'icona

Nasceva 90 anni fa Ernesto Guevara, mito della sinistra Che ha raccontato un uomo ben diverso dalla realtà

San Paolo Ricorre oggi il novantennale di Ernesto Che Guevara. Nato a Rosario, Argentina, da una famiglia benestante, Guevara si laurea in medicina ma quando nel 1955 conosce Fidel e Raúl Castro in Messico, capisce subito che la sua vocazione è fare il guerrigliero, per liberare non solo Cuba dalla dittatura bensì l'intera America latina dagli Usa. Suo nemico numero uno è infatti l'imperialismo yankee che - per lui stalinista dichiarato anche dopo la destalinizzazione imposta da Kruscev - rappresentava il «male assoluto».

«Ho giurato davanti a una fotografia del vecchio e compianto compagno Stalin che non avrò riposo fino a che non vedrò annientare queste piovre capitaliste», disse nel 1959, subito dopo che la Revolución trionfò all'Avana ma sono molte le sue frasi rimaste nella storia, come la celebre «sì abbiamo fucilato, fuciliamo e fino a quando necessario fucileremo ancora perché la nostra è una lotta alla morte», pronunciata nel 1964 all'ONU. Ma anche l'assai meno nota «come puoi tenere il libro di questo finocchio in ambasciata?».

Già perché così, nel 1965, in visita nella sede diplomatica cubana di Algeri, Guevara si rivolse al suo ambasciatore quando vide la summa «Teatro Completo» del poeta e drammaturgo Virgilio Piñera. L'episodio, raccontato dal vincitore del Premio Cervantes Guillermo Cabrera Infante nel suo «Mi Cuba», dà un'idea dell'odio del Che verso gli omosessuali. Fu proprio Guevara ad istituire, nel 1960, il primo campo di lavori forzati a Cuba per gay, nella regione orientale di Guanahacabibes, all'entrata del quale c'era scritto «Il lavoro vi renderà uomini». E lì, come lo stesso Che spiegò nel 1962, «ci mandiamo chi ha commesso peccati contro la morale rivoluzionaria». Ovvero gay, trans e lesbiche «che non rientravano nel modello dell'uomo nuovo proposto dal Che, uno dei più convinti leader omofobici dell'epoca» scrive Emilio Bejel nel saggio «Gay Cuban Nation».

Molti anche gli spunti sui lavoratori di quando il Che fu, contemporaneamente, presidente della Banca Centrale di Cuba e ministro dell'industria, tra 1959 e 1963. Su tutti due che lascerebbero di stucco i sindacalisti di oggi «compagni, non è corretto aumentare lo stipendio di chi lavora di più, ma piuttosto tagliare quelli di chi produce meno» ed il fatto che «è essenziale rimanere nelle fabbriche durante le ferie anche senza guadagnare nulla in più». Grazie all'editore Giangiacomo Feltrinelli la foto col basco del Che immortalato da Peter Korda diventa uno dei simboli di pace, un'icona dello slogan «fate l'amore, non fate la guerra» insieme a Gandhi e Madre Teresa sulle barricate del Maggio francese e nelle marce contro la guerra in Vietnam, ma la realtà è tutt'altra. Pochi sanno infatti che, a oggi, il Progetto Verità e Memoria di Archivio Cuba ha provato ben 144 omicidi commessi direttamente dal Che. Tra le sue vittime compagni di guerriglia, poliziotti uccisi di fronte ai figli, ragazzini e decine di oppositori politici fucilati nel Forte della Cabaña, fatti fuori al paredón, da Guevara in persona. È del resto lo stesso Che a mettere, nero su bianco, nella sua autobiografia Textos Políticos «l'odio come fattore di lotta, l'odio intransigente contro il nemico che spinge oltre i limiti naturali dell'uomo e lo trasforma in una, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere».

Ancora oggi, tanti lo celebrano in Africa e negli Usa, dov'è un idolo secondo solo a Malcom X e Martin Luther King anche per il movimento che difende i diritti degli afroamericani Black Lives Matter. Pochi di loro, però, sanno del razzismo, testimoniato dai suoi «Diari della Motocicletta». Quando è in Venezuela, ad esempio, Guevara scrive che i «negri hanno mantenuto la loro purezza razionale grazie alla scarsa abitudine che hanno di farsi il bagno». Più avanti, in Brasile, comparando portoghesi e coloured, è sempre lui a scrivere «il disprezzo e la povertà li unisce nella lotta quotidiana ma il modo di affrontare la vita li separa totalmente: il negro, indolente e sognatore, spende i suoi soldi per qualsiasi sciocchezza, l'europeo ha invece una tradizione di lavoro e risparmio». Anche questo fu il Che.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Gio, 14/06/2018 - 09:18

allora era un vero comunista!

pasquinomaicontento

Gio, 14/06/2018 - 09:46

Mejo uomo che "OMO"

27Adriano

Gio, 14/06/2018 - 09:59

Dalle idee sembra un simbolo di pace (eterna) da affiggere nelle chiese, nelle sedi del partito e sui muri del per niente onorevole fiano.

27Adriano

Gio, 14/06/2018 - 10:13

Un cinico criminale come tutti i komunisti, idolo dei ventri sociali, kollettivi e terroristi nostrani. I sostenitori andrebbero rieducati con i lavori forzati.

Ritratto di -Alsikar-

-Alsikar-

Gio, 14/06/2018 - 10:14

"Razzista, omofobo e classista"? Allora il 'Che' è stato un grande. Se oggi fosse vivo, vomiterebbe addosso all'attuale, leziosa categoria dei progressisti fru fru.

cgf

Gio, 14/06/2018 - 10:16

Ovvia che vuoi che sia essere omofobi e classisti per un 'giudice del proletariato' il quale non ha mai assolto nessuno, centinaia di processi per centinaia, forse migliaia, di imputati tutti condannati a morte, spesso la sentenza eseguita personalmente. In alcuni casi con tecniche degne di Josef Mengele. Persino Fidel ad un certo punto DOVETTE allontanarlo da Cuba e pare anche che a far sapere alla CIA gli spostamenti dell'argentino...

jenab

Gio, 14/06/2018 - 10:29

e già, gli estremi si toccano..

donzaucker

Gio, 14/06/2018 - 11:05

Basta fare questi confronti anacronistici, il Che è nato nel 28 e morto nel 67, periodo nel quale essere razzisti, classisti e omofobi era una cosa normale.

cir

Gio, 14/06/2018 - 11:37

mi sa che i sinistri hanno capito un be nulla di questo uomo. Lui era contro l' imperialismo yankee, i nostri tifano per Soros e globalizzazione...gay compresi

il sorpasso

Gio, 14/06/2018 - 11:37

Informate immediatamente i kompagni

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Gio, 14/06/2018 - 11:41

Pensare che una volta lo stimavo pensando che era con i lavoratori e contro gli sfrutattori. Poi ho letto che ha ucciso tanta altra povera gente solo perchè era contrario alla sua idea lo disprezzato. Quello che non capisco, abbinare la sua figura, con i diritti umani, da parte della sx.

VittorioMar

Gio, 14/06/2018 - 11:48

..ormai è stato superato ..il nuovo EROE è IL MIGRANTE NERO !!

Ritratto di UnoNessunoCentomila

UnoNessunoCentomila

Gio, 14/06/2018 - 11:50

Dopo questo nodo al pettine i compagniucci derelitti devono dipanare le antinomie: femminismo - islam ; negazionismo - foibe; solidarietà - Capalbio; accoglienza- vaticano; emancipazione della donna- burqa. La lista dei paradossi è sterminata, in sintesi si può riassumere col fatto che i sinistrati sono in perenne conflitto col proprio cervello!

DRAGONI

Gio, 14/06/2018 - 11:55

LA PARTE SANA DI: Ernesto Che Guevara!!!

Ritratto di gabriele74-cina

gabriele74-cina

Gio, 14/06/2018 - 12:07

Quando ero in Argentina potevo scegliere se andare a vedere la casa natale di questo tizio oppure alla Cumbrencita.... ovviamente sono andato in questo ultimo posto. La casa del Che avrebbe potuto provocarmi una reazione allergica

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Gio, 14/06/2018 - 12:27

I gay vanno tollerati, me non odiati, anche perché potrebbero normalizzarsi. Invece, onora il padre e la madre, la generosa genitorialità deve essere sempre onorata.

steacanessa

Gio, 14/06/2018 - 13:50

Un assassino beatificato, quello è stato l’ignobile comunista. Provo pietà quando vedo decerebrati con la maglietta deturpata dall’immagine dell’indegno.

Libertà75

Gio, 14/06/2018 - 13:58

infatti l'omofobia (come l'antisemitismo) è patrimonio culturale della sinistra mondiale, nel XX secolo l'unico dittatore non omofobo fu Mussolini, l'unico che fece finta di perseguitarli per poi dire che in realtà non esistevano (certo esistevano, ma alla fine meglio negare l'esistenza e lasciarli in vita piuttosto che ammassarli e poi "decidere" cosa farne).

cgf

Gio, 14/06/2018 - 15:22

@gabriele74-cina non so quando è andato, di certo la Cumbrencita era molto meglio quando era ancora + 'isolata', ora la strada è asfaltata, irriconoscibile!

cgf

Gio, 14/06/2018 - 15:29

@-Alsikar- guardi che tra il CHE e Carlo re dei Franchi, il quale amava trafiggere personalmente con la propria spada chiunque la pensasse diversamente da lui, ma si "guadagnò sul campo" l'appellativo di Magno, oppure molto più recentemente Adolfo o Iosif, odiato il primo ed idolatrato il secondo, non c'è tantissima differenza, medesima altezzosità, boria, presunzione, spocchia, superbia, tracotanza e SANGUINARI. @donzaucker

pisopepe

Gio, 14/06/2018 - 17:56

NON ERA SOLO UN ANTIGAY MA UN ASSASSINO DI 5000 PERSONE E SOLO I DEFICIENTE LO PORTANO SULLE MAGLIETTE COME E VERO I DETTO POPOLO BUE SI PUO DIRE LO STESSO DEI LEGHISTI

killkoms

Gio, 14/06/2018 - 19:01

un vero komunista!