Regionali Calabria, Oliverio riabbraccia Zingaretti

Il governatore accoglie l'appello all'unità del segretario e ritira la sua candidatura. Dall'altra parte ci sarà un centrodestra di nuovo unito

Il Pd riabbraccia il governatore 'reietto' Mario Oliverio. Ieri il presidente della Calabria è stato al centro delle cronache, non solo politiche, sia perché la Procura di Catanzaro ha invocato il terzo processo a suo carico, in questo caso per peculato, sia perché il governatore in carica ha ritirato ufficialmente la sua ricandidatura, accogliendo così l'appello all'unità che gli era stato rivolto da Nicola Zingaretti.

Il segretario dem, infatti, al presidente calabrese aveva chiesto una mano per “battere la peggiore destra emersa in Italia dopo il ventennio fascista”. Un chiaro invito a fare un passo di lato affinché tutto il centrosinistra potesse appoggiare la candidatura del 're del tonno' Pippo Callipo.

Oliverio, considerati i pochi margini di manovra a sua disposizione, ha infine accettato la proposta di Zingaretti, che già da tempo aveva comunicato l'intenzione di portare il “cambiamento” nel Pd calabrese. Le inchieste giudiziarie di certo non hanno giocato a favore dell'ex parlamentare. Oliverio attualmente è imputato in tre diverse inchieste della Procura di Catanzaro, con accuse che vanno dall'associazione a delinquere alla corruzione.

Pochi giorni fa, il colpo finale: la mega inchiesta giudiziaria 'Rinascita Scott' – che ha portato all'arresto di più di 330 persone in tutta Italia – ha coinvolto pure due tra i suoi più stretti collaboratori, ovvero il suo storico braccio destro, l'ex vicepresidente della giunta regionale Nicola Adamo (divieto di dimora in Calabria), e il segretario del Psi Luigi Incarnato (domiciliari).

L'operazione ha inoltre scatenato le ire della deputata del Pd (e moglie di Adamo) Enza Bruno Bossio, che ha accusato il procuratore Nicola Gratteri di aver arrestato “metà Calabria” solo per fare “show”: “Colpire mille per non colpire nessuno. Anzi, sì. Colpire la possibilità di Oliverio di ricandidarsi”.

Fatto sta che il governatore, persi i suoi 'uomini-macchina' più preziosi – quelli che avrebbero materialmente lavorato alla stesura delle liste – ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco e accettare l'invito di Zingaretti.

Oliverio, ieri pomeriggio, ha così convocato la sua coalizione per una valutazione sulla situazione politica “alla luce dell’appello del segretario nazionale del Pd”. Scontato il 'sì' finale, “con l’obiettivo di contrastare e sconfiggere il centrodestra a trazione leghista”.

Il centrosinistra torna dunque a compattarsi in vista del voto del 26 gennaio, un risultato raggiunto grazie all'apertura del Pd nei confronti del governatore in carica, a cui Zingaretti aveva espresso la sua “stima politica e personale”. E ora sono già in corso le trattative per trovare spazio in lista agli uomini di Oliverio.

In ogni caso, per Zingaretti e il Pd la sfida non sarà facile: dall'altra parte della barricata ci sarà un centrodestra di nuovo unito sotto la guida della deputata di Forza Italia Jole Santelli.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 24/12/2019 - 16:33

Un abbraccio di cui non ci importa nulla. Fatti, non chiacchiere, ma solo quelle ci saranno, da un governo di parolai. Vedremo se la propaganda anti Salvini aiuterà la sinistra a vincere in Emilia Romagna, antico feudo comunista. Se perdono ancora forse sul Colle Quirinale ci sarà un sobbalzo? Fra poco vedremo.