Regionali, stravince l'astensione: un elettore su due non vota

Venti anni fa, nelle Regionali del 1995, andò a votare l'81,26% degli aventi diritto. Oggi siamo al 53,9%. Calo verticale in tutte le Regioni

A conti fatti quasi un elettore su due ha scelto di non andare a votare. L'affluenza delle Regionali si ferma al 53,9%, facendo registrare una vera e propria emorragia di voti, visto che siamo ben undici punti in meno rispetto a cinque anni fa, quando andò a votare il 64,1% degli aventi diritto. Anche per l’elezione dei sindaci e dei consigli comunali, di solito più sentita dagli elettori perché maggiore è il radicamento sul territorio, è andato a votare il 65%; il dato precedente superava il 73%.

Ma il calo dell'affluenza è particolarmente vistoso se diamo un'occhiata alle percentuali degli ultimi venti anni. Nel 1995 l'affluenza fu dell'81,26%, quasi una percentuale bulgara se confrontata coi dati di oggi. Poco più di trentatre milioni di elettori, con 3,39 milioni di schede nulle e 1,56 bianche. Cinque anni dopo, nel 2000, si cominciò a registrare un forte calo, con il 73,04% di aventi diritto che si recarono alle urne (circa 30 milioni): 2,175 milioni le nulle, 671mila le bianche.

Nuovo calo, anche se piccolo, nel 2005, con un'affluenza del 71,39% (29,7 milioni). Le bianche furono 1,6 milioni, le nulle 517mila. Robusto balzo indietro nel 2010, con solo il 63,58% di italiani che andò a votare (26,2 milioni): le schede nulle furono 1,1 milioni, le nulle 360mila.

Quest'anno la percentuale di elettori è di poco superiore al 50%, anche se il numero complessivo di votanti non è confrontabile con gli anni precedenti visto che a votare sono state solo sette regioni. Il trend dell'affluenza, tuttavia, è in netto calo lungo tutto lo Stivale. Il calo è verticale anche rispetto alle Europee dello scorso anno, quando in Veneto votò il 63,9%, in Liguria il 60,7%, in Toscana il 66,7%, in Umbria il 70,5%, nelle Marche il 65,6%, in Campania il 51%, in Puglia il 51,5%.

Il calo Regione per Regione

Alla chiusura dei seggi in Liguria ha votato per le regionali il 50,7% degli elettori, in diminuzione di più di dieci punti rispetto alle precedenti omologhe, quando furono il 60,9%; in Umbria ha votato per le regionali il 55,4% degli elettori, con un calo di dieci punti; in Campania ha votato il 51,9% contro il 63% di cinque anni fa; il Veneto, che registra la percentuale più alta, si è fermato al 57,2% (era il 66,5%), in Toscana ha votato il 48,2% degli elettori, in diminuzione di circa undici punti rispetto alle precedenti omologhe (60,9%). Forte il calo di votanti in Puglia, dove ha votato per le regionali il 50% degli elettori, in diminuzione rispetto alle precedenti regionali, quando andò a votare il 63,2%. Disaffezione forte anche nelle Marche, visto che è andato a votare per le regionali il 49,8% degli elettori, con un calo di quasi tredici punti rispetto alle precedenti omologhe (62,8%).

Commenti

Giorgio5819

Lun, 01/06/2015 - 09:52

Posto che anche l'astensione è un diritto, non si capisce come il 50% degli aventi diritto al voto decidano di fregarsene di come viene amministrata la propria vita. Gente che poi, di fronte a problemi seri che devastano la nostra esistenza, sbraita, sciopera, contesta, lamenta, e non fa niente per dare una svolta a una situazione di precarietà sociale come quella italiana di oggi. Evidentemente sono contenti di non avere sicurezza, legalità, decoro delle proprie città e paesi.

elgar

Lun, 01/06/2015 - 10:32

L'astensionismo è una brutta bestia. Un paese che si dice civile non si può astenere dal decidere democraticaticamente chi dovrà fare l'amministrazione della polis ovvero la politica. Non basta poi dire genericamente "eh ma intanto siamo sempre noi quelli che paghiamo" o " è tutto un magna magna" salvo poi pensare alle partite o al ponte del 2 giugno. Anche se c'è da dire che una tornata elettorale seppur regionale o comunale non la si fa in concomitanza di un ponte vacanziero. Perchè per molti la tentazione di partire è tanta. E qualcuno al potere contava proprio su questo. Ma proprio per questo motivo in un momento come questo non votare, quale che sia l' opinione politica, è da incivili.

Ritratto di alejob

alejob

Lun, 01/06/2015 - 11:10

Possiamo anche dare la colpa della giornata che il GRULLO ha destinato per il voto. I Cittadini sono stanchi di mangiare sempre la FRUTTA MARCIA, Sono stanchi di sentire sempre le stesse cose in politica, cose che non potranno mai essere realizzate nei fatti, ma solo parole. Ci vuole un cambio di UOMINI asl potere cha abbiano in TESTA come mettere in linea questo paese, con il lavoro, (PRIORITARIO), sicurezza a coloro che hanno lavorato, UNA DEGNA PENSIONE che possano VIVERE e sicurezza per un futuro INCERTO, che si PROFILA davanti a noi.