Il ribaltone di Como: Mister Emergenza manda a casa la sinistra

Landriscina, il medico che ha fondato il 118, centra la vittoria. L'affluenza crolla al 35,8%

A Como ha vinto Mario Landriscina. E cioè Mr. 118, l'uomo che ha organizzato l'emergenza sui laghi, tra Como, Lecco e Varese, esponente della società civile, medico rianimatore con il cuore nel centrodestra. E certamente è anche l'aria che tira in tutta Italia ad avergli tirato la volata finale. Landriscina è finito sul New York Times come emulo del sindaco sceriffo Rudolph Giuliani, che vuole ripulire dai migranti Como, famosa nel mondo per i vip alla George Clooney: disturberebbero il decoro della bella città sul lago, perché respinti dalla linda Svizzera che ha chiuso le frontiere.

Lui, che è un conservatore, contrario alla legge sullo ius soli e sicuro fan del sindaco Rudy, candidato di Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, non va fiero di qualche scivolone e delle posizioni più estreme che gli vengono attribuite. Persona apprezzata nel mondo del volontariato, ha anche un curriculum di rispetto: ha operato per conto di un'agenzia delle Nazioni Unite, nella cooperazione internazionale e nella Santo Domingo del dopo terremoto. E ha tentato di prendere le distanze dagli eccessi che non sono mancati, soprattutto nell'ultima fase della campagna elettorale, come quando è apparso un manifesto anni '40 che ritrae un uomo di colore che assalta una donna bianca. E dopo la vittoria insiste: «Quella vignetta di pessimo gusto è stata la pessima rappresentazione di un candidato che ho più volte condannato pubblicamente. Nonostante questo, la sinistra ha continuato a cavalcare la vicenda».

Alla chiusura dei seggi l'astensionismo però si è rivelato altissimo. L'affluenza è stata del 35,82 per cento: si può stimare che il vincitore sia stato eletto con il 15 per cento dei voti degli aventi diritto. Landriscina ha avuto la meglio con il 52,68% sul 47,32% di Maurizio Traglio, l'imprenditore scelto dal centrosinistra per cercare di mantenere una città che non l'ha mai amata. Quando in tutta Italia impazzava ancora il pentapartito, per avere un'idea del conservatorismo storico di Como, qui le alleanze erano ancora bicolori Dc e Pli.

La sinistra è riuscita a convincere i comaschi solo nel 2012, dopo lo scandalo paratìe, il muro su cui poi è inciampata anche la sinistra. Adesso, nel programma Landriscina c'è il Museo del razionalismo e dell'astrattismo nella Casa del Fascio di Terragni. Una scelta caratterizzante? «Una scelta di valore per chi ha scritto queste pagine importanti dell'arte - risponde il sindaco - ma non pensiamo per questo di dimenticare i percorsi di Alessandro Volta, altra eccellenza di Como, e il nostro romanico».

Al primo turno la distanza tra i due candidati di centrodestra e centrosinistra (Pd, una lista civica vicina ad Ap ed ecologisti) era già molto alta: 34,8 per cento dei voti per il medico Landriscina, mentre Traglio si era fermato al 26,9 per cento, nonostante sia un imprenditore molto noto e di una famiglia di peso, con una storia che va da Coca Cola a Alitalia fino a Vhernier. Ma già al primo turno aveva votato il 49,1 per cento degli elettori. Tra festeggiamenti e lutti, un dato su cui riflettere.

Commenti

buri

Lun, 26/06/2017 - 09:55

un segno dei tempi addio kompagni