Sapienza prima al mondo Nella storia antica siamo all'avanguardia

Oxford e Cambridge battute. Politecnico di Milano e Bocconi tra le migliori università

Ci hanno spiegato, negli ultimi anni, che ormai gli studenti inglesi conoscono il latino molto meglio di noi (vergogna...), che i campioni degli studi classici sono al di là della Manica, che gli archeologi del ventunesimo secolo nascono fra i prati di Oxford e Cambridge. Poi è arrivata questa classifica, la QS World University Rankings by Subject, che nel 2018 annuncia un primato tutto nuovo, anche se riguarda qualcosa di molto antico: l'Università La Sapienza di Roma è prima, al mondo, per quanto riguarda la materia «Classics & Ancient History», cioè «classicità e storia antica». Forse vale la pena ripeterlo: un ateneo italiano, pubblico, è considerato il numero uno al mondo in una classifica internazionale. In un ambito molto specifico, certo (fra l'altro introdotto quest'anno da Qs Rankings, che considera in tutto 48 materie, raggruppate in cinque macro-aree): ma La Sapienza si posiziona davanti proprio all'Università di Oxford (seconda) e a quella di Cambridge (terza). Seguono la Ludwig-Maximilians Universität di Monaco, la Sorbona di Parigi (eh sì... anche davanti ai francesi) e la mitica Harvard (sesta). C'è da dire che, in materia, gli atenei italiani ben piazzati sono tanti: al dodicesimo posto l'Università di Pisa, al tredicesimo Tor Vergata, al trentesimo Pavia; e poi l'Alma Mater di Bologna (trentaduesima), la Normale di Pisa (quarantesima), l'Università di Milano (quarantanovesima) e quella di Siena (cinquantesima).

La Sapienza avanza anche in altre materie: è nona nell'ambito dell'Archeologia, 33esima in Library Management (gestione delle biblioteche) e 39esima in Fisica e Astronomia. Più in generale, nella macro-area Arts & Humanities si classifica settantacinquesima, migliorando di 28 posizioni rispetto all'anno scorso (le prime tre al mondo, nel settore, sono Oxford, Harvard e Cambridge). Sempre parlando di macro-aree, e in particolare quella Engineering & Technology, l'ateneo col risultato migliore fra gli italiani è il Politecnico di Milano, diciassettesimo, circondato dai soliti nomi (primo il Mit, seconda Stanford, terza Cambridge), oltre che dall'ondata orientale (Tokyo, Singapore, Pechino, Seoul, Hong Kong, Taiwan...). Più nel dettaglio delle singole materie di studio, l'ateneo milanese è quinto nell'ambito del Design e nono in Architettura.

Si posiziona bene anche l'Università Bocconi di Milano: nella macro-area Scienze sociali e Management l'ateneo privato milanese è l'undicesimo al mondo; poi è decimo nell'ambito Business e Management, ventinovesimo in Contabilità e Finanza, sedicesimo in Economia e Econometria. La classifica di QS Rankings ha preso in esame oltre mille università in 150 Paesi e, come criterio di valutazione, considera la reputazione accademica e in ambito aziendale, le pubblicazioni e le citazioni. L'università che ha conquistato più primi posti per materia è Harvard, seguita dal Mit e da Oxford; anche se, nella classifica generale del 2018, l'ateneo numero uno è il Mit, seguito da Stanford e Harvard. Al vertice, poche sorprese...

Commenti
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giovinap

Gio, 01/03/2018 - 09:53

le conosciamo, le conosciamo queste classifiche! specialmente quelle italiane(non mi riferisco alla "sapienza" in italia non solo nel campo universitario, chi paga di più va in vetta a qualsiasi classifica.

cgf

Gio, 01/03/2018 - 12:46

Meglio darsi da fare a COSTRUIRE la Storia moderna anziché vivere di passato. Siamo ancora fermi a Massimo D'Azeglio al quale è stata attribuito "Abbiamo fatto l'Italia. Ora si tratta di fare gli italiani"

Maver

Gio, 01/03/2018 - 15:46

E' un dato di fatto che il nostro non è un paese come gli altri. Tremila anni di Storia alle spalle necessitano di una politica che sappia reggere il testimone fra le generazioni: passate presenti e future. Contro questa realtà s'infrange l'inanità del progetto progressista che ora vorrebbe fare tabula rasa (il suo imperativo implicito ) e prendendo le mosse dall'oblio, scommettere su un futuro puramente ipotetico.