Padova / Lo "sceriffo" vede il bis. E la sinistra si coalizza

Pur di ostacolare il ritorno dello «sceriffo» Massimo Bitonci, che al primo turno è volato oltre il 40%, a Padova va in scena la pax tra Pd e la sua sinistra. Divise al primo turno, le liste hanno siglato la tregua per convergere le forze sul candidato dem Sergio Giordani. L'imprenditore l'11 giugno si era fermato al 29,2%, seguito dal rivale di centrosinistra Arturo Lorenzoni, al 22,8%.

Ma oggi l'ex sindaco del Carroccio - caduto con la sua giunta sei mesi fa per il tradimento di due consiglieri di Forza Italia (poi espulsi dal partito azzurro e passati con i gli avversari democratici)- può contare sul sostegno del centrodestra unito. Ed è intenzionato a riprendersi la città dopo la parentesi di commissariamento seguita alla sfiducia: «Voglio continuare il lavoro da dove è stato interrotto: priorità a riduzione delle tasse e alla sicurezza». Due incognite si frappongono al traguardo: l'astensione e i voti sciolti dei 5 stelle.