Se il sisma fa tremare anche l'identità culturale

Tra i danni collaterali, la perdita di opere d'arte di valore inestimabile

I disastri naturali uccidono sempre due volte. La prima le vite umane. La seconda le opere d'arte che sono il segno di riconoscimento di una civiltà.

È sempre accaduto, ed è successo anche ieri. Il terremoto che ha colpito con ferocia il Nepal ha distrutto uno dei suoi simboli, la torre di Dharahara, a Katmandu, che faceva parte della storia culturale e architettonica della città.

Dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'Unesco nel 1979, la torre - conosciuta anche col nome Bhimsen Tower - era stata costruita nel 1832 dal primo ministro del Nepal, Bhimsen Thapa, in onore della regina Lalit Tripura Sundari. Bianchissima, alta 60 metri, aveva una scala a chiocciola interna e si sviluppava su nove piani, con una terrazza circolare che regalava una panoramica straordinaria sulal città vecchia e la valle di Katmandu ai piedi dell'Himalaya. Utilizzata a lungo anche per scopi militari come torre di avvistamento e assomigliante a un minareto islamico, sulla sommità portava la statua della divinità indù Shiva.

Il crollo della torre - praticamente rasa al suolo, tanto da far dubitare sulla possibilità di un recupero - rappresenta una perdita culturale enorme per il Nepal e Katmandu in particolare. Il presidente della Commissione nazionale italiana per l'Unesco, Giovanni Puglisi, alla notizia della devastazione si è detto angosciato: «Viene meno un pezzo di cultura eccezionale e irripetibile. Il Nepal, e Katmandu in particolare, sono l'epicentro di un crocevia che tiene insieme tutta la tradizione religiosa buddista e una parte della tradizione religiosa tibetana che fa capo al Dalai Lama, i cui seguaci sono riusciti a fuggire dal Tibet sotto l'influenza cinese rifugiandosi appunto in queste terre. La zona è un crogiolo di templi e palazzi straordinari». Punto di attrazione per turisti, la torre era diventata il simbolo di Katmandu. «È come se da noi crollasse la Torre di Pisa o il Colosseo», ha detto Puglisi.

L'edificio, originariamente di undici piani, era già sopravvissuto pur con gravi danni a un precedente terremoto e aveva subito pesanti lavori di ristrutturazione. Peraltro, non si tratta di un monumento costruito in cemento armato, ma con polvere di marmo e materiali poveri, che non reggono l'impatto con le scosse sismiche cui la regione è storicamente soggetta.

Il terremoto ha causato anche danni, ancora da quantificare, all'antica piazza di Durbar - il centro monumentale della capitale su cui si affaccia il Palazzo Reale - e a molti templi antichi nella vallata di Kathmandu dove sorgono le città medievali di Patan e Bhaktapur, dove Bernardo Bertolucci nei primi anni Novanta girò Il Piccolo Buddha .