Siamo un popolo oppresso dalla dittatura della burocrazia

Così gli italiani sono oppressi dal dispotismo burocratico

Che al governo ci sia il centrodestra ovvero il centrosinistra, l'effetto per il cittadino è sempre lo stesso: nuove tasse. Era stato Einaudi ad imporre che per ogni nuova legge ci fosse la copertura finanziaria. Il principio è corretto ma evidentemente qualcosa ne impedisce il buon funzionamento se il processo legislativo, che dovrebbe essere a carico della fiscalità generale a pagarlo è, immancabilmente, il contribuente con una tassazione supplementare... La verità (...)(...) è che lo Stato costa troppo rispetto a ciò che rende, perché pesa su di esso la burocrazia cui deve chiedere assistenza ad ogni proprio atto. Per cui, la soluzione dovrebbe essere una grande riforma della Pubblica amministrazione che elimini la presenza eccessiva della burocrazia dall'attività legislativa, che dovrebbe cadere sotto la fiscalità generale, e dalla vita del cittadino. Lo aveva capito Berlusconi, che si era ripromesso di ridurre la pressione fiscale, lo ha promesso Renzi senza che nessuno dei due abbia tenuto fede all'impegno preso perché il difetto sta nel manico. Vale a dire nello Stato moderno. Trecento anni fa, l'uomo si è liberato dal dispotismo del monarca assoluto, che decideva a propria discrezione della vita dei propri sudditi. Sulla base del principio democratico «nessuna tassazione senza rappresentanza politica» la sovranità è passata dal monarca al popolo. Ma il risultato è stato lo stesso: in nome del popolo sovrano, il rapporto tra cittadino e potere politico si è trasformato, il cittadino è ritornato suddito come era sotto il sovrano assoluto; la fiscalità è lo strumento con il quale il potere politico esercita il proprio dispotismo. In definitiva, solo una grande riforma della Pubblica amministrazione può liberare il cittadino dalla dittatura della burocrazia, che tiene sotto il proprio controllo anche la politica. La volontà generale di Rousseau - che avrebbe dovuto realizzare la massima democrazia - si è tradotta nel suo contrario con il risultato che il cittadino conta ancor meno di quanto contava di fronte al monarca assoluto.Piero Ostellinopiero.ostellno@ilgiornale.it

Commenti

fisis

Ven, 13/11/2015 - 14:59

Grazie, dottor Ostellino, per la chiarezza illuminante delle sue analisi. In effetti, vivere sotto una dittatura, seppure, come dice lei, burocratica, non è una gran bella cosa, per il sottoscritto come per tanti altri amanti della libertà. Ciò spiega il quotidiano disagio, per usare un eufemismo, che tutti noi avvertiamo. Certo, questo diasgio è andato crescendo, nel corso degli ultimi anni, in particolare con l'avvvento in Europa di un'Unione sempre più dispotica e illiberale, e in Italia con l'instaurarsi di un regime cattocomunista soffocante che ha invaso tutti i messi massmediatici.

beale

Ven, 13/11/2015 - 15:45

c'è la dittatura della burocrazia ma non c'è il popolo fatto di individui: tutti sudditi!

Cheyenne

Ven, 13/11/2015 - 15:50

NO DA QUELLA DEI MAGISTRATI

cameo44

Ven, 13/11/2015 - 15:51

Come mai i tanti giuristi costituzionalisti difensori civici e tanti al tri ancora non fanno valere i diritti dei cittadini? si parla tanto di Stato democratico e liberale ma questo Stato tratta i cittadini come sudditi tante leggi sono incostituzionali come tanti sono gli abusi ad oggi è solo e sempre la solita casta che si autodifende leggasi diritti quisiti validi solo per loro e non per i normali cittadini Lo Stato può modificare le leggi ed emanarne di nuove ma mai con la retroatti vità dato che ogni concorso è un patto fra lo Stato ed il cittadino ed i patti vanno rispettati e non cambiati in corso d'opera ma questo de ve valere per tutti e non per alcuni

Rossana Rossi

Ven, 13/11/2015 - 17:15

E' esattamente così. Chi saprà porci rimedio??????

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Ven, 13/11/2015 - 17:31

Ostellino sostiene in definitiva: “…solo una grande riforma della Pubblica amministrazione può liberare il cittadino dalla dittatura della burocrazia, che tiene sotto il proprio controllo anche la politica”. Io non ci credo perché non ne sono convinto. Comunque, burocrazia o non burocrazia, ciò che è vero è che siamo un popolo oppresso da una dittatura sinistra, punto e basta. E di cui buona parte di noi non è ancora consapevole. Se un 33 per cento, secondo i sondaggi, voterebbe ancora pd nonostante quello che i sinistri tutti ci stanno facendo... (1 di 3)

vincar

Ven, 13/11/2015 - 17:55

Siamo il Paese fondato sul timbro. Se hai una montagna di documenti in perfetta regola, puoi avviare un'attività. Ma se manca un timbro.........

Ritratto di pensionesoavis

pensionesoavis

Ven, 13/11/2015 - 17:59

"Siamo un popolo oppresso dalla dittatura della burocrazia" RIBELLARSI...NO?

laura bianchi

Ven, 13/11/2015 - 19:38

@Ostellino:in poche parole de mierda.Perdoni lo spagnolismo.

NotaBene

Ven, 13/11/2015 - 22:39

Tutti i ragionamenti che sento sull’argomento mi sembrano viziati da un corto circuito logico, pure quelli del pur ammirabile Ostellino. Corto circuito a più livelli che blocca tutto e tutti. Infatti, il politico evita di riformare la pubblica amministrazione perché sennò gli italiani non li voterebbero. Gli italiani si lamentano della burocrazia ma poi lanciano chiari messaggi ai politici: chi di noi non ha almeno un parente nella pubblica amministrazione? La giustizia non restituisce ai cittadini la libertà dalla dittatura della democrazia-burocrazia (unica entità?) perché essa stessa ne è un’emanazione fondante. La scuola produce intelletti schiavi del politically correct…

NotaBene

Ven, 13/11/2015 - 22:42

Gli Italiani, ignoranti di economia politica, credono che, se io faccio un favore a te e tu la fai a me, e cosi' tutti insieme ci accordiamo per evitare le noiosità della competizione, la fatica di guadagnarsi la pagnotta con il merito, ecc., ebbene cosìguadagnamo tutti. Peccato, che da mo' viviamo in un'economia GLOBALE, che non perdona. Tutti bocciati in blocco.

moichiodi

Ven, 13/11/2015 - 23:05

Grazie alla rivoluzione liberale e alle leggi bruciate da Calderoli!

ghepardo50

Sab, 14/11/2015 - 07:34

è l'effetto della globalizzazione, di troppa diversità si muore. Se si perde il gruppo di appartenenza, che ci identifica e protegge, si muore. Tutto il resto sono chiacchere

mstntn

Sab, 14/11/2015 - 07:55

Di riforme ne abbiamo viste sempre con il risultato che le cose peggiorano. Unica riforma mai fatta è licenziare in tronco gli impiegati che non fanno funzionare subito e bene le cose. Ovviamente devono essere la metà e vietare loro di parlare di politica, sindacati e sport che oggi è l'unico lavoro che fanno.

Duka

Sab, 14/11/2015 - 08:03

VERAMENTE SIAMO UN POPOLO OPPRESSO DA UNA SINISTRA VETERO-COMUNISTA BECERA E IDIOTA.

levy

Sab, 14/11/2015 - 11:35

Sempre più tasse per finanziare uno stato inefficiente, sarebbe meglio il contrario.

Riccardo1965

Sab, 14/11/2015 - 14:23

Piagnistei da bottegai.

levy

Dom, 15/11/2015 - 04:34

Il costo dello stato è direttamente proporzionale alla sua inefficienza, sembra che più aumenta la quantità ne diminuisca la qualità. Tasse per finanziare il macchinone e oppressione per far pagare le tasse, poi la chiamano democrazia, ma io non sono sicuro se una brutta democrazia sia la miglior forma di governo, ciò che produce ultimamente è quasi tutto da buttare. Siamo sotto la dittatura di una cattiva democrazia, forse la democrazia di un buon dittatore sarebbe migliore.

levy

Dom, 15/11/2015 - 04:42

"In nome del popolo sovrano" troppo spesso il significato di questa frase è stato rubato per farne un cattivo uso, il popolo distratto ha la colpa di non essere stato un buon guardiano.

ClaudioSaggini

Dom, 15/11/2015 - 09:18

Non credo sia possibile governare più di tanto l'umanità. Esistono dei limiti genetici invalicabili e di conseguenza limiti culturali. La democrazia attuale è veramente la peggiore forma di governo ad eccezione di tutte le altre finora conosciute (Churchill). ClaudioSaggini

jobact

Dom, 15/11/2015 - 22:18

Purtroppo nei giorni scorsi è morta mia madre. Senza averlo richiesto, con spedita efficienza l'Ufficio di stato civile mi ha fatto pervenire IL CERTIFICATO DI MORTE. In calce è scritto "Il presente documento ha validità di 6 mesi dalla data del rilascio come da DPR 445/2000 " Che dite posso sperare ??

Korintos

Lun, 16/11/2015 - 07:02

Dott.Ostellino, mi scusi ma la sua mi sembra un'analisimolto di superficie, quasi un chiacchiericcio. Noi, a mio giudizio, siamo oppressi da una politica nazionale e internazionale senza idee, dove l'unica cosa che conta sono i soldi, la ricchezza. Abbiamo costruito un sistema dove il potere economico surroga (anientandolo) il potere politico. Siamo ostaggio di una ristretta oligarchia finanziaria che attraverso la burocrazia esercita la dittatura privando il cittadino (aristotelicamente) de diritto di cittadinanza.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 16/11/2015 - 19:19

Risposta non c'è? Si, riformare la Riforma del Titolo V° della Costituzione così che un Provvedimento Governativo sia eguale a tutte le Regioni speciali o meno. L'altra arma è che come diceva e dice Berlusconi la Repubblica sia Presidenziale e quello che decide il Presidente è Legge salvo tagliare i Parlamentari che Berlusconi aveva fatto ma i Referendum della sinistra ha boicottato; quelli sono colpevoli Forza Italia ha fatto sempre bene. Shalòm.

little hawks

Lun, 16/11/2015 - 19:35

La burocrazia, tanto vituperata, nei paesi onesti ed efficienti e' lo strumento veloce ed oggettivo con cui si assicurano i servizi dello Stato ad ogni cittadino. In Italia la politica ha voluto prevaricare la burocrazia inserendo persone, politicamente affidabili, in posti di potere senza le necessarie competenze. Ecco i dirigenti promossi dai partiti e dai sindacati che costano moltissimo ma non esplicano le funzioni necessarie, ecco i dipendenti assunti per raccomandazioni che non sanno cosa fare, ecco lo schifo della macchina statale in Italia.

disturbatore

Lun, 16/11/2015 - 20:19

Gli italiani sono sicuramente quelli che piu´sentono sulle loro teste gli effetti soffocanti della dittatura burocratica . La dittatura burocratica la si trova dappertutto in Europa ma in Italia e´doppia. Alle regole dettate da Bruxelles si aggiungono quelle dovute alla loro interpretazione e quelle nazionali, alla fine il cittadino e´costretto a vedere il territorio in cui vive , come un carcere dal quale non puo´scappare senza lasciarci pure le mutande . Chi scrive ha esperienza di vita diretta in due Paesi europei , uno di questi e´l´Italia , le tasse su un immobile le devo guadagnare all´estero e rispedirle in Italia. Agli italiani all´estero l´unica casa che hanno gliela tassano come seconda. E pensare che hanno investito tutta una vita nel Paese Italia .

ghepardo50

Mar, 17/11/2015 - 07:22

no! siamo oppressi dal politicamente corretto che impedisce il buon funzionamento delle cose, compresa la burocrazia, la quale pur nel marasma è l'unica cosa che funziona e se salta sparisce lo stato civile per far posto al far west

mauro etiam

Mar, 17/11/2015 - 14:40

Oggi ho visto il titolo della trasmiddione Fatti e Disfatti: "La libertà non è gratis" Sono pienamente d'accordo: liberiamo l'lItalia da questi arraffoni che ci gestiscono sia a livello di Governo, Regioni, Province,Comuni ed Enti inutili vari!