Il socialista che conquista chi non sa

Sanders entusiasma i giovani: perché non ricordano cos'è la sinistra nella memoria americana

Esiste un'America di sinistra? Sì, certo: fin dal 1848 quando fuggirono negli Stati Uniti molti reduci delle rivoluzioni fallite, senza risalire ai socialisti boemi che arrivarono nel 1683. Gli Stati Uniti sono stati prima di tutto la terra dell'utopia, the land of opportunities, ma se l'America non è come l'Australia, la Nuova Zelanda o il Canada ciò dipende da caratteri unici e tutti scomodi: i cittadini sono uguali al nastro di partenza, ma responsabili ciascuno del proprio destino. Se l'America oggi, come chiede Bernie Sanders, dovesse spendere per la spesa sanitaria ciò che in proporzione spende l'Italia, non potrebbe più permettersi di essere la prima potenza in senso militare, economico e tecnologico. Sanders che ha appena stracciato Hillary Clinton nelle primarie del New Hampshire (60 per cento contro il 38,3) è il portatore del nuovo verbo: l'America deve smettere di essere l'America e redistribuire la sua ricchezza affinché tutti siano felici.Larry David è un comico geniale, autore di una serie straordinaria come Curb your enthusiasm e imita da qualche settimana Bernie Sanders con in testa un berretto leninista e russificandone il nome in Sanderswitzky. Bernie con presenza di spirito è andato a fare un duetto con Larry il quale ha diagnosticato con sospetto: «It sounds socialist to me», questo per me è socialismo.

Sanders ha ammesso con candore, yes it is: I'm a socialist. È una stravagante novità o una scioccante eresia? Il fatto è che è davvero esistita un'America filosovietica durante la guerra fredda, guidata da intellettuali come Gabriel Kolhom o William Appleman Williams che nella sua Tragedy of American Diplomacy accolla ogni colpa dello scontro con Stalin all'immancabile imperialismo americano. Quella sinistra filosovietica dominava il sindacato degli scrittori e sì dominava Hollywood dove si scatenerà la caccia alle streghe del senatore McCarthy. Il PcUsa era stalinista, settario e dava lezioni di marxismo-leninismo anche ai russi di cui condannò unico al mondo - il patto d'alleanza con Hitler nel 1939. Da allora la selezione delle cattedre universitarie e degli autori seguita a passare attraverso una griglia di ammissione che risale a quei tempi e quegli umori, selezionando intellettuali destinati a giornali, riviste e case editrici.Sanders propone l'Unione degli Stati Socialisti d'America, una nuova società che farà pagare ai ricchi le scuole e le università per tutti, e una riforma sanitaria che curi e guarisca ciascuno a spese dei miliardari e della classe medio alta. I giovani applaudono come applaudivano i giovani inglesi degli anni Sessanta ascoltando il vecchio filosofo incendiario Bertrand Russell.

I seguaci di Sanders non sono però giovani qualsiasi: sono geneticamente figli del Sessantotto americano, della saga del campus di Berkeley, della musica di Woodstock, dei disertori fuggiti in Canada per sottrarsi al draft, la coscrizione che li avrebbe spediti in Vietnam a farsi ammazzare dai «Charlies», i Viet-cong. Fu così che si formò una sinistra sociale composta da reduci, consumatori di droghe arrivate con quella guerra, figli dei fiori, stuoli di ragazze madri, disertori, musicisti disoccupati, tutto il mondo freak delle arti sporche e graffite, una società fuori dai margini e fuori dalle regole. Sanders propone oggi un'America di profilo basso che somigli al Canada o al Belgio. È sempre esistita una sinistra americana sia riformista che rivoluzionaria, fin dai tempi della guerra d'indipendenza. Ma in tempi più moderni basta pensare agli italiani di sinistra che avevano base in America: da Giuseppe Garibaldi che faceva lo scaricatore di porto a New York afflitto da una terribile artrosi; a Gaetano Salvemini e gran parte dell'antifascismo democratico che si era trasferito in Usa. O il gruppo di punta dei comunisti rivoluzionari come Vittorio Vidali che organizzò a New York nel 1923 gli «Arditi Rossi» e che poi come agente di Stalin arruolò negli Stati Uniti un corpo di volontari per la guerra civile spagnola, sotto le insegne della «Lincoln Brigade» controllata dall'Italiano Palmiro Togliatti, nome di battaglia «Ercoli». Quel tipo di combattenti di sinistra aveva tutta l'ammirazione degli intellettuali americani e Vidali da New York fu spedito sull'Ebro diventando il mitico «Comandante Carlos» del Quinto Regimento del partito comunista spagnolo. Hemingway era estasiato in particolare dal fatto che Vidali avesse perso due dita avendo eseguito troppe sentenze con il suo revolver contro «disertori, codardi e quinta-colonnisti».

Vidali a me disse a Trieste nel 1979 di aver perso le dita nello scoppio di una bomba a mano. Hemingway, come molti americani d'avventura, prese gusto alle guerre e anche alle esecuzioni vantandosi di aver somministrato di sua mano i colpi di grazia, dettaglio che lo accomuna al dottor Ernesto «Che» Guevara il quale raccontò di aver perfezionato da medico la tecnica del colpo alla tempia. Quei combattenti furono poi recuperati nei servizi segreti americani per combattere il nazismo nell'Oss (perfidamente ribattezzato «Oh, So Social», cioè così alla moda fra intellettuali) e poi nella Cia che soffrì a lungo la presenza di agenti doppi passati ai russi. La sinistra americana era di casa dove si riunivano gli esuli italiani alla Decima strada East all'incrocio con la Terza Avenue, dove si stampavano Il Nuovo Mondo di Vanni Montana, Il Lavoratore di Luigi Antonini e Il Martello di Carlo Tresca. Quando gli antifascisti si separarono tra comunisti e anticomunisti, gli americani si schierarono con i primi. La teoria della rivoluzione allora consisteva nell'assassinio dei rivali di sinistra.

Hemingway e la maggior parte del sindacato scrittori erano d'accordo. Dopo una cena con Hemingway e l'anarchico abruzzese Carlo Tresca, il giornalista, pittore e scrittore americano John Dos Passos s'indignò e scrisse: «Tresca ha ragione: i comunisti eliminano ogni uomo che non riescono a dominare». Tresca aveva scoperto che i comunisti americani si servivano della mafia italiana per liquidare i non comunisti nel fronte antifascista. Ne ebbe una brutale conferma: nel 1943 fu assassinato dal mafioso Carmine Galante della famiglia Bonanno. È stata dunque una lunga storia di luci ed ombre, molte ombre che ancora si allungano nella memoria collettiva più datata. Il socialismo di Sanders entusiasma di più chi non sa o non ricorda, ma evoca nei meno giovani antichi fantasmi.

Commenti

Dibe

Mar, 16/02/2016 - 15:02

Vorrei segnalare al sig. Guzzanti che l'omicidio Carlo Tresca viene si quasi sicuramente imputato alla mafia come esecutore ma per quanto riguarda il mandante la storia non è ancora oggi chiara anche se con la quasi assoluta certezza viene scartata l'ipotesi che a chiederlo siano stati i comunisti. Tresca attaccò numerose volte i comunisti, ma questo non porta alla conclusione che l'ordine del suo assasinio sia arrivato dai comunisti.

Dibe

Mar, 16/02/2016 - 15:07

Vorrei segnalare che il mandante dell'omicidio Tresca è tutt'oggi sconosciuto. Trovo forzato il passaggio secondo il quale avendo avuto Tresca contrasti molto forti con i comunisti questi ne abbiamo ordinato la morte, infatti la teoria che vede i comunisti come mandanti è una delle prime ad essere state escluse, se non altro perchè avrebbero usato un loro uomo e non commissionato l'assassinio.