Sono martiri "banali". Nelle piazze e in rete nessuno si indigna

Suor Olga, suor Lucia e suor Bernardetta aiutavano i diseredati nonostante l'età. Ma per l'Italia civile i religiosi missionari devono mettere in conto il peggio. Non come le "eroine" laiche

Suor Bernadetta Boggian, in una foto dal sito della Diocesi di Parma

Sono solo suore. Buona parte d'Italia, buona parte di noi stessi, deraglia inevitabilmente verso questa inconfessabile indifferenza nell'apprendere i ciclici massacri dentro le missioni del terzo mondo. In tanti ci gioca la forsennata pulsione laicista e luciferina, che porta a considerare con fastidio tutto quanto odori d'incenso, persino barbare esecuzioni. In altri, anche nei cattolici, ci gioca invece una pigra assuefazione, come se fosse scritto nelle tavole della legge che prima o poi un prete o una suora possano finire sgozzati in qualche angolo remoto del mondo.

Le nostre reazioni sono comunque fiacche, svagate, annacquate. Niente di paragonabile al clamore e allo sdegno nazionale, con sequela di veglie notturne e marce della pace, quando le nostre giovani ragazze idealiste - e anche un po' temerarie: si può dire senza che nessuno parli di sacrilegio? - vanno a ficcarsi in guai internazionali molto seri. Emotività a corrente alternata. Però dovremmo fare uno sforzo. Però dovremmo cercare un equilibrio. Che cosa hanno di meno tre anziane suore missionarie? Cosa manca, alle loro figure, per meritarsi la corale compassione e l'unanime ammirazione dell'Italia civile? Leggendo la loro storia, si scoprono immancabilmente risvolti autenticamente pop, come piace al movimentismo post-moderno dei nostri tempi, e ideali di altezza sublime. Queste tre donne provengono da famiglie contadine, della Brianza e del Veneto. A un certo punto hanno deciso di lasciare tutto per partire. «La mia vocazione è l'Africa», diceva sempre suor Olga. Vocazione: è questa la spinta che noi uomini di mondo, mondani e mondanizzati, non riusciamo proprio a comprendere. A tradurre nella nostra lingua. Sappiamo genericamente di un irresistibile richiamo che spinge alle decisioni più estreme e alle esistenze più generose. Ma noi sappiamo pure che si vive una volta sola e che non è concessa una rivincita: come possiamo capire giovani donne (e giovani uomini) che la buttano via tutta quanta per aiutare, servire, educare, nutrire, curare perfetti sconosciuti, tra l'altro neanche sempre così riconoscenti?

Almeno di fronte a questo mistero che non riusciamo a spiegare, figuriamoci a condividere, potremmo metterci sull'attenti e concedere il massimo del rispetto. Lo stesso che ci sgorga copioso per i casi delle Due Simone e delle loro consorelle ardimentose. Ma non è così. Non ci riesce. Quelle sono eccezionali, queste sono banali. Eppure queste tre suore più o meno ottantenni hanno vissuto cinquanta o sessant'anni tra gli ultimi. Non sono andate nella miseria e nella malattia, nelle umiliazioni e nel dolore, per uno stage o per una vacanza edificante. In tutto questo tempo non hanno postato su Facebook le loro foto coi negretti derelitti, non hanno twittato contro i biechi egoismi dell'Occidente evoluto. Sono semplicemente rimaste là, prima in Sudamerica e poi in Africa, perché questa è la «vocazione». Qualcosa di così forte e insondabile, che ci sono volute tornare persino da vecchissime, più forti e più tenaci dei loro pesanti malanni. Mentre altre culture e altri religiosi vogliono salvare il mondo sparando siluri e cannonate, loro hanno sparato per una vita intera solo proiettili di bene, ad altezza d'uomo. Hanno costruito scuole, insegnato la dignità, predicato la tolleranza, hanno dato tutto senza chiedere niente (noi, che ci troviamo a Cernobbio, potremmo chiederci ogni tanto come sarebbe questo mondo senza i missionari in giro a sporcarsi le mani).

Riconosciamolo: tre donne come queste meriterebbero di essere trattate da eroine italiane, se il nostro doppiopesismo solidale non ci spingesse a scomodare certi termini e certe enfasi solo per certe donne. Per queste tre, il solito calcolo del dare e dell'avere: da come le hanno ripagate, non ne è valsa molto la pena. E comunque sono tre suore, l'hanno messo in conto, prima o poi poteva capitare.

Grazie al Cielo - e stavolta non è un modo di dire - loro e quelle come loro hanno inseguito un particolare concetto di gloria, molto diversa dalla nostra vanagloria narcisa, limitata, patacca. Sono due lingue e due mondi separati: loro guardano in alto nel silenzio, l'Italia di oggi insegue altri modelli e mitizza altri eroi. Nessuna cerimonia solenne, nessun funerale di Stato, nessuna bandiera a mezz'asta. Non è il caso, sono solo tre povere martiri.

Commenti
Ritratto di cable

cable

Mar, 09/09/2014 - 08:56

Non è così per tutti: qualcuno prega per loro, nessuno dubiti!

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 09/09/2014 - 09:26

questa è l'Italia dei SINISTRONZI! Perché meravigliarsi?

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 09/09/2014 - 09:26

Il massimo accoramento per le nostre sorelle in Cristo, Suor Olga, Suor Lucia e Suor Bernardetta. Un Bene immenso da parte di 'tutti noi'. Ma, purtroppo, ogni giorno ci sono fatti analoghi. Cosa dire dei duemila martiri palestinesi 'dell'ultima ora', in maggioranza bambini e donne indifesi? Come rappresaglia per due ragazzi incolpevoli assassinati dagli estremisti? Chi li ricorda più? Quali Veglie Notturne per loro? Cosa dire delle migliaia di 'esodati' africani e dintorni che popolano i fondali del Mediterraneo? Chi si ricorda più di Padre Dall'Oglio? O dei bambini della 'strage Cecena' nel famigerato teatro?. Oppure..... -riproduzione riservata- 9,26 - 9.9.2014

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Mar, 09/09/2014 - 09:27

Nemmeno papa Francesco non si è indignato più di tanto,anzi le tre suore sono da aggiungere ai vari e onorati martiri del cristianesimo da poter piangere.Porgi l'altra guancia.

Luigi Farinelli

Mar, 09/09/2014 - 09:28

Le "eroine" laiche sono sostenute dal sistema, fanno sfoggio di femminismo (altrimenti non sarebbero considerare politicamente corrette) e, soprattutto, sono al guinzaglio del potere mediatico, strumento della massoneria anti-cristana. Tendendo, la massoneria, a distruggere il cristianesimo tout court (da secoli opera in tal senso con sforzo costante) ed avendo i suoi gangli di potere nelle sedi delle grandi agenzie internazionali (ONU, UNESCO, EU, OMS...) ecco spiegato chiaramente come mai da questi palazzi del potere non venga mai mosso un dito quando avvengono episodi di cristiani perseguitati. Anzi, credo che in quelle sedi si battano pure il cinque quando avvengono episodi come questo. Loro che parlano di aiuti al mondo e poi brigano per sterminare i poveri e i diseredati con campagne di distruzione di massa (aborto e sterilizzazione, eutanasia e distruzione della famiglia naturale per far posto ad altre sterili), campagne promosse da think tank istituzionalizzati come il Club di Roma al soldo dei Rockefeller, Rothschild e Soros, spingenti alla denatalizzazione planetaria e alla decrescita economica per creare un mondo POCHI ricchi privilegiati - e idioti - governati da loro, gli "illuminati" massoni. Basterebbe ripensare al decennio di gestione dell'UNICEF da parte della radical femminista Carol Bellamy (1996-2006), responsabile, secondo la rivista scientifica britannica Lancet, della morte di seicentomila bambini all'anno per aver impedito loro di usufruire di medicinali e cure elementari, in compenso spingente ad impedire l'allattamento al seno perché "le donne non sono mucche". Sotto la presidenza criminale della Bellamy, il femminismo di genere divenne il principio guida dell'UNICEF, IMPEGNATO NELLA RIEDUCAZIONE DELL'UMANITA' PER RENDERLA "SENSIBILE AL GENERE"! (Alessandra Nucci: "La donna a una dimensione", pag. 49-50). Contro queste mostruosità si sono sempre battute le associazioni cristiane e per questo sono perseguitate. E ci sono sempre dei "balordi" da chiamare in causa per coprire i delitti (ricordo quello di un padre comboniano che conoscevo personalmente e che gestiva un lazzaretto presso Gelib, in Somalia, negli anni '80: pure lì agirono dei "balordi"). Se la gente riflettesse, considerando l'impegno sacrosanto, gratuito, spesso fino al sacrificio supremo, di questi VERI missionari di pace (da distinguere dalle ipocrite campagne promosse dall'ONU), si troverebbe di fronte cifre che la lascerebbero interdetta. Ma la realtà dei fatti è travisata e nascosta. Meglio tacere per non fare propaganda al "nemico" da sterminare e denigrare attraverso le campagne di disinformazione mediatica, magari sulla pedofilia, evitando di riportare le cifre reali del fenomeno (commisurate alla vera estensione percentuale) e tacendo sul fatto che ormai si propinano in certe scuole d'Europa programmi scolastici redatti da pedofili dichiarati mentre la pedofilia è in via di sbolognamento con azione subdola e costante di mainstream. Ma la disinformazione mediatica conta sull'imbecillità ideologica imposta a cervelli sempre più deboli per poterla contrastare e per poter afferrare cosa stia avvenendo nel mondo ai loro danni. E, purtroppo, ai danni di tutti, anche di quelli che non ne sono plagiati ma, troppo spesso, si comportano da ignavi, se non da vigliacchi quando c'è da menare (metaforicamente) le mani.

rickard

Mar, 09/09/2014 - 09:30

Il concetto di eroismo cambia con il tempo ed in questi tempi gli eroi non vanno più di moda. Preferiamo nascondere la nostra pochezza dietro le meschinità quotidiane infarcite di i-phones, smartphones, play stations e altre banalità simili. La fine di una civiltà si vede soprattutto da questo: quando non si sà più dare il giusto valore alle cose e quando il banale quotidiano sommerge l'universale. Ormai nella loro cieca mania di autodistruzione gli occidentali sono disposti a girarsi dall'altra parte di fronte alla fine eroica di tre donne, semplicemente perchè erano 'religiose'. Voltano le spalle all'eroismo per esaltarsi di fronte ai diritti dei gay, alle famiglie omosessuali ed alle adozioni da parte di genitore1 e genitore2. Ma questi tempi finiranno, male ma finiranno. L'eroismo ed il bene durano per sempre ed hanno valore universale, una società malata ha vita breve e le bruttezze da essa prodotte non hanno nessun valore.

edo1969

Mar, 09/09/2014 - 09:37

Quant'è vero quello che ha scritto sig. Gatti. Niente Twitter, niente facebook, niente politica che inquina le menti. Solo tre persone semplici, che nel modo più semplice hanno dedicato la vita ad aiutare il prossimo: andando dai poveri. Nessuna piccola ideologia da centri sociali per "proteggere le minoranze" o "salvaguardare le altre culture" sempre solo attraverso grandi bla bla vuoti. Eppure non si può non considerare questa semplicità cosi' straordinaria da offuscare i presunti grandi "ideali" per cui altri si muovono. I commenti di noi tutti alla loro tragica fine? semplicemente non ci sono stati. Niente mobilitazione, né indignazione. Nessuno si è chiesto quanto hanno dovuto soffrire. Un piccolo fatto di cronaca da pagine interne? Forse, visto come siamo tutti troppo occupati a dire la nostra sui grandi Problemi della Terra. Il Papa pero' ha pregato per loro, credo che è quello che avrebbe fatto più piacere a queste tre suore Cattoliche ed Italiane, che sembrano venire da un'Italia che non esiste più.

tonipier

Mar, 09/09/2014 - 09:37

" LA LOTTA COME IMPEGNO DI VITA DELL'UOMO " La maggiore dignità che l'uomo può acquisire, la più estesa ammirazione che egli può impegnare, procedono dalla saldezza del fervore che asseconda le esplicazioni positive della sua personalità, e la differenza dei meriti sociali è come la graduazione dei colori che rendono ammirevole la natura.

alby118

Mar, 09/09/2014 - 09:41

Siamo un popolo con l' itellighenzia più stupida che ci sia !

Cirilla

Mar, 09/09/2014 - 09:52

Adesso aspettiamoci invece la richiesta del riscatto per le due cretinette (mica tanto perchè qualcosa resterà anche nelle loro manine (sporche, perchè complici dei taqgliagole) mandate lì apposta per essere sicuramente liberate ma dopo che pagheremo il riscstto, come dal programma e poi baci e abbracci con Napolitano come dal programmma.

Cirilla

Mar, 09/09/2014 - 09:52

Adesso aspettiamoci invece la richiesta del riscatto per le due cretinette (mica tanto perchè qualcosa resterà anche nelle loro manine (sporche, perchè complici dei taqgliagole) mandate lì apposta per essere sicuramente liberate ma dopo che pagheremo il riscstto, come dal programma e poi baci e abbracci con Napolitano come dal programmma.

Ritratto di salrandazzo

salrandazzo

Mar, 09/09/2014 - 10:00

Mi vien da dire che nei vostri articoli, e nelle reazioni di molti vostri commentatori abituali, scatta un riflesso speculare. Se a rischiare e a morire sono due anziane suore, scatta immediato il rispetto e la comprensione. Se a morire è un Baldoni qualsiasi, o comunque qualcuno che puzza di volontariato laico e magari di sinistra invece di profumar d'incenso, allora scatta automatico il fastidio, il "se l'è andata a cercare", il "vanno nei posti pericolosi e poi a noi tocca pagare per liberarle" ecc ecc. Ora non ricordo come erano state da voi chiamate le due ragazze, comunque si faceva riferimento ad una loro qualche leggerezza mentale. Come vede, caro sig. Gatti, anche voi non siete immuni dal malvezzo del "due pesi e due misure". Cose che capitano nel paese dei campanili, del Coppi e Bartali, del "i miei martiri sono migliori dei tuoi".

Ritratto di lettore57

lettore57

Mar, 09/09/2014 - 10:01

Quoto l'articolo più volte :) è verissimo martiri di serie D. Mi auguro di no ma se dovesse succedere che qualche cooperante, che di solito si mette in spalla la bandiera della palestina, avesse un problema starete a vedere che capita ... tutti i piazza

Ritratto di sgnorrossi

sgnorrossi

Mar, 09/09/2014 - 10:05

ma scusate non mi pare sia accertato che siano state uccise x motivi religiosi, o sbaglio?

GB01

Mar, 09/09/2014 - 10:13

altre vittime di un buonismo a tutti i costi

NON RASSEGNATO

Mar, 09/09/2014 - 10:20

Niente manifestazioni di piazza perché non erano agganciate al Pd.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 09/09/2014 - 11:31

Beh, mi sembra naturale il disinteresse dei media. Non erano, giovani, fighe, non vestivano "arabian style" e non agitavano cartelli contro il regime di Assad. Tre grigie e borghesi conformiste che più tediose non è possibile concepire...

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Mar, 09/09/2014 - 12:07

Egregio signor Gatti, per me l'espressione "forsennata pulsione laicista e luciferina" basta da sola ad inficiare tutto l'articolo. Ci faccia capire, se uno è laico è luciferino? Bisogna chiamare l'esorcista per risolvere i problemi? OK, andremo tutti - noi laici intendo - da Padre Amorth, in modo da essere liberati dal demonio e diventare cattolici tradizionalisti ...

maurizio50

Mar, 09/09/2014 - 12:07

E' vero! La stampa schierata coi compagni preferisce occuparsi delle cretine che corrono in aiuto dei poveri musulmani, perchè così glielo ha suggerito la coscienza maturata nelle sezioni PD! Le tre povere suore, peraltro in età avanzata, non suscitano nè pietà nè commiserazione nella sinistra "sinceramente democratica"

il corsaro nero

Mar, 09/09/2014 - 13:14

@salrandazzo: le ricordo che per liberare le due ochette giulive un funzionario dei servizi segreti ci ha rimesso la pelle! In opiù ci è anche toccato pagare un riscatto e la bellina Sgrena non ha neanche ringraziato lo Stato per la sua liberazione nè ha speso una parola per commemorare il Dott. Calipari! Inoltre coloro che lei chiama facenti parte del volontariato laico, al 90% fanno parte di organizzazioni di sinistra che non vanno nei posti pericolosi per aiutare il prossimo, ma per provare sensazioni forti in linea con la loro ideologia! Tanto poi ci pensa lo Stato ad andarle a liberare se si dovessero trovare in difficoltà!

il corsaro nero

Mar, 09/09/2014 - 13:20

@liberopensiero77: si vada a rileggere la storia della Sgrena e della sua amichetta!

Raoul Pontalti

Mar, 09/09/2014 - 13:35

Se in Italia o in Isvizzera ammazzassero tre suore congolesi o tre frati messicani vi agitereste tanto per organizzare manifestazioni di protesta? In Burundi, cristianissimo più dell'Italia, sono state ammazzate tre suore da un disperato in cerca di soldi e forse di sesso: se il reo non è cristiano è animista ma difficilmente musulmano ché in Burundi i musulmani sono rari come le mosche bianche. Un promemoria culturale (per il mio confratello Menabellenius): ad eccezione di alcune zone costiere orientali, in particolare Zanzibar, in cui la penetrazione dell'islam, come in tutta l'Asia insulare, la Malesia etc., fu pacifica e ad opera di navigatori e commercianti, in Africa l'islam giunse fino dove poteva giungere il cavallo arabo il quale cavallo fu fermato dalle tripanosomiasi degli ungulati. La distribuzione delle religioni talvolta segue anche l'epidemiologia di certe malattie... In Burundi non arrivò il cavallo arabo e neppure il cammello (per lo stesso motivo...) e pertanto l'immigrazione musulmana oltre che recente è ridottissima. E allora come non ha senso scendere in piazza per le suore congolesi eventualmente accoppate in Europa non lo ha per tre suore italiane assassinate in Burundi trattandosi di fatti di cronaca nera e non politica, meglio quindi una prece recitata con sentimento.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 09/09/2014 - 19:13

roul pontalti@ ma ci sei o ci fai...ma che cazzo di elucubrazione sul cavallo arabo...in Africa i diritti umani non sono inviolabili anzi sono violabilissimi e l' islam fa proseliti a migliaia giorno dopo giorno e anche se qui si tratta di un episodio di comune criminalità (?) che ti dicono le chiese date alle fiamme e le decapitazioni? Certo che dietro ci sia una strategia destabilizzante a danno del mondo occidentale può ben essere, ma tirare uin ballo il cavallo arabo...beh francamente è troppo l' Islam avanza coi carri armati e contando sulla dabbenaggine di quelli come te !

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Mar, 09/09/2014 - 19:35

Zanandrea i cavalli arabi ce li riserviamo per farli abbeverare nelle fontane di Piazza San Pietro. Non ci riuscì Stalin con quelli dei cosacchi ci riusciremo noi. Contento?

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 09/09/2014 - 21:29

Omar e. m. ma se un staterello come Israele tiene a bada tutto il Medioriente che stai farneticando di cavalli abbeverati...e cazzate simili. ma vedrai che se la cosa divanta seria nemmeno a cavallo saprete dove andare.

killkoms

Mar, 09/09/2014 - 22:42

donne di Dio!mica come i membri delle tante ong della cooperazione che sull'africa ci lucrano e basta!

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mer, 10/09/2014 - 07:02

caro (si fa per dire) Omar e che ne dici se fossero gli occidentali a rifornire i propri cacciabombardieri nei pozzi petroliferi di casa vostra. Mi pare che questa prospettiva sia assai più verosimile della tua dei cavalli alle fontane romane.