La Spagna conferma la linea umanitaria "Assistenza sanitaria agli irregolari" Così il socialista Sánchez ribalta Rajoy

Madrid A pochi giorni dall'annuncio del premier spagnolo Pedro Sánchez di volere accogliere a Valencia la nave Aquarius, rifiutata dalle autorità italiane per denunciare il disimpegno di Bruxelles nell'aiutare Roma a gestire i flussi d'immigrati, il governo di Madrid ha comunicato che restituirà l'assistenza medica gratuita a tutti i sin papeles.

Lo ha dichiarato ieri in conferenza stampa la portavoce dell'esecutivo socialista, Isabel Celaá: entro sei settimane decadrà il reale decreto 16/2012 che negava le cure sanitarie ai clandestini, esclusi minorenni, donne in attesa e malati cronici. Sei anni fa la legge fu firmata da re Juan Carlos I su richiesta del governo di Mariano Rajoy. La Moncloa pensava di contenere così i costi della sanità nazionale, con un potenziale risparmio di 900 milioni di euro all'anno, ma era anche un esplicito messaggio a chi non era in regola, di non raggiungere la Spagna.

«Stiamo per restituire il diritto di accesso alla sanità a tutti», ha chiarito la portavoce, precisando che «prima dobbiamo votare per l'eliminazione della 16/2012». «Il signor Rajoy - ha detto Celaá - aveva lasciato senza assistenza sanitaria integrale tutti coloro che avevano una situazione d'irregolarità che non gli permetteva di avere un lavoro regolare e una conseguente assistenza medica».

Nel 2012 la legge che privava gli irregolari del medico aveva sollevato parecchie proteste. Trasgredendo alla norma, varie associazioni di medici, così come numerose associazioni umanitarie, offrirono assistenza gratuita ai sin papeles. «Entro i prossimi cinque anni non avremo fondi per curare gli spagnoli», aveva lanciato l'allarme nel 2012 Ana Mato Adrover, l'allora ministra della Salute. I Popolari per giustificare la legge, oltre allo spauracchio del crescente debito pubblico, la pensarono per chi non poteva ottenere il numero di previdenza sociale, e, quindi, per coloro che entravano da clandestini, via mare o via terra in Spagna. Ma il reale decreto colpiva anche i residenti comunitari in Spagna e fermava il turismo sanitario della Ue. Tuttavia, uno studio del 2016 del Sistema nazionale di sanità della comunità d'Aragona ha dimostrato che i clandestini ricorrono molto meno degli spagnoli alle cure pubbliche perché si ammalano di meno e sono in condizioni di salute migliori, essendo più giovani (età media tra i 17 e i 30 anni).

Per l'opposizione de Popolari la mossa di Pedro è pensata soltanto per non contraddire quell'improvviso gesto umanitario d'accoglienza nei confronti dell'Aquarius, perché nel 2017 soltanto 16mila clandestini sono stati regolarizzati, mentre dal 2015 ad oggi quasi 400mila sono stati respinti. Con buona pace delle direttive Ue.

Commenti
Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Sab, 16/06/2018 - 13:32

perfetto, mandiamoli tutti da loro