La Spezia ad un ex sindacalista Cisl Si sbriciola la roccaforte di Orlando

Il ministro spezzino telefona al vincitore azzurro Peracchini

La Spezia Una rivoluzione ben più di una sorpresa. Il feudo rosso di La Spezia, dove la sinistra governava dal 1972 è caduto. Pierluigi Peracchini, candidato del centrodestra è il nuovo sindaco. Peracchini ha sfiorato il 60% dei consensi, annichilendo la resistenza di Manfredini, candidato di un centrosinistra lacerato da litigi e divisioni interne. Peracchini ha saputo convincere tutti gli spezzini con un linguaggio serio e moderato. Lui, ex sindacalista della Cisl, cattolico e con molte simpatie a sinistra, ha presentato un programma puntato sui temi più sensibili per la cittadinanza, dal decoro alla pulizia fino alla sicurezza. «Dopo 45 anni di dominio della sinistra è un evento storico. Abbiamo compiuto un'autentica impresa - racconta al Giornale il neo sindaco - Una grande squadra, partendo dal presidente Toti fino a tutti quelli che hanno collaborato. È stata una lunga notte di festa ma ora dobbiamo subito metterci al lavoro. Innanzitutto per pulire La Spezia, non possiamo permetterci figuracce con i turisti».

La voglia di fare supera quella di crogiolarsi nella gioia della vittoria e le priorità sono già in scaletta, non senza un pizzico di polemica. «Siamo già al lavoro per prendere in mano la situazione, anche perché il sindaco uscente (Federici, Pd, ndr) si è dileguato e dobbiamo cercare di capire il corretto funzionamento della macchina comunale in attesa della formazione della nuova giunta».

Se il sindaco uscente è sparito, una telefonata di congratulazioni è arrivata dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, spezzino di nascita. «Il Pd isolato politicamente e socialmente perde quasi ovunque. Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito», ha twittato Orlando, specificando poi che lui a La Spezia «è in minoranza da tre anni». Proprio la spaccatura profonda tra l'ala di Orlando e quella della capogruppo in Regione Raffaella Paita, ha contribuito notevolmente al tracollo della sinistra in quello che era un feudo storico. Al contrario il centrodestra unito ha compiuto l'impresa. Dopo la Regione, Savona e ultima Genova, anche il fortino di La Spezia è caduto.