Strage di bimbi in Venezuela: in un anno 11mila morti

San Paolo Jocelita non ha più lacrime per piangere perché in Venezuela sono diventate un lusso anche quelle. Nell'ospedale universitario, un tempo uno dei migliori di Caracas, per suo figlio Alfonso, 3 anni, i medici hanno detto che non c'è più nulla da fare. E non perché la sua leucemia sia incurabile ma perché in città ormai non si trovano più neanche i farmaci per la chemio. Un destino tragico quello di Alfonso e di migliaia di pazienti venezuelani su tutti i più fragili, ovvero bambini e anziani - che stanno precipitando ogni giorno che passa sempre più in basso insieme al Paese intero dove scarseggiano beni di prima necessità, farmaci e attrezzature mediche di ogni tipo. «Operiamo con le luci dei telefonini» denuncia uno dei chirurghi dell'ospedale, che chiede di non essere identificato per paura di rappresaglie «siamo al collasso, stiamo vivendo una situazione simile a quella della Siria».

Un grido di dolore che in queste ore si è aggiunto ai dati allarmanti sull'aumento della mortalità infantile diffusi via Internet - per la prima volta dopo 3 anni - dal ministero della salute. Dati che sono costati il posto al ministro Antonieta Caporale, subito destituita dal presidente Nicolás Maduro che non accetta critiche di alcun tipo al suo governo, come sa bene el pueblo che da oltre un mese qui scende in piazza, pagando anche con la vita.

Secondo i dati pubblicati sulla pagina web del ministero della salute nel 2016 l'aumento della mortalità infantile è stato del 30% rispetto al 2015, con 11.466 bambini morti tra 0 e 1 anno per cause che, da sole, dovrebbero scatenare quantomeno l'allerta dell'Oms, ovvero setticemie, polmoniti, parti prematuri e asma. E se muoiono come mosche i neonati, anche le neomamme a Caracas rischiano sempre di più di lasciarci la pelle se è vero che la mortalità materna è incrementata del 65% nel solo 2016, con 765 decessi registrati.

«Qui ci si ammala anche di malaria - denuncia Laura che nello stesso ospedale di Caracas assiste disperata il marito Pablo - non ci sono disinfestazioni e tutti potenzialmente possiamo esserne colpiti». Sino a qualche anno fa la malattia risultava debellata in tutto il Venezuela, poi con il chavismo è tornata «alla grande» e i casi registrati sono oramai migliaia, in aumento del 75,4% rispetto al 2015. E sia chiaro, la destituzione della Caporale per il suo «eccesso di trasparenza» non è affatto una novità: in 18 anni di potere in Venezuela il chavismo ha già immolato ben 16 ministri della Sanità.

Commenti

killkoms

Dom, 14/05/2017 - 15:04

le delizie di un paese "comunista",anzi "bolivariano"!

frabelli1

Dom, 14/05/2017 - 17:03

Un paese che non ha rispetto e non tiene in considerazione i bambini non hanno ragione di esistere.

cgf

Dom, 14/05/2017 - 21:30

chissà se il grande capo dei Pemon è contento della situazione, mai conosciuto un bolivariano più contento di chavez come lo era lui. I Pemon sono la comunità indigena che in pratica ha il monopolio sulle visite al salto Angel.