La strage nel giorno del libro "bomba" sull'islam

Sotto protezione Houellebecq, scrittore che immagina una Francia in chador

Michel Houellebecq

La Francia dilaniata da un multiculturalismo mal gestito e mal riuscito. Un dramma che si consuma con quello che potrebbe passare alla storia come l'11 settembre del giornalismo, l'assalto alla redazione del settimanale Charlie Hebdo , una strage assurda per “vendicare” il profeta Maometto. E in coincidenza con tutto questo uno degli intellettuali più in vista e più contestati del Paese, Michel Houellebecq, manda in libreria un romanzo bomba sul tema dell'islamizzazione: Sottomissione . Cosa ha immaginato Houllebecq? Nel suo libro fantapolitico, uscito proprio ieri, si ipotizza una Francia del 2022 finita nelle mani dell'integralismo islamico. Sono trecento pagine, con una tiratura di 150mila esemplari, diffuse illegalmente -un piccolo giallo- già prima della pubblicazione, che stanno provocando feroci polemiche. Qualcuno l'ha definito «sublime», qualcun altro «irresponsabile» (lo stesso aggettivo che Charlie Hébdo usa sotto la sua testata: «Informazione irresponsabile»). Tanto per dire, sulle barricate di chi grida allo scandalo c'è il direttore del quotidiano gauchiste Libération , Laurent Joffrin, che ha accusato Houllebecq di giocare con l'Islam e di aderire alle idee del Front National di Marine Le Pen, favorita nella corsa all'Eliseo. Invece altri intellettuali come lo scrittore Emmanuel Carrère, Michel Onfray o Alain Finkielkraut, l'hanno apprezzato. Carrère ha parlato su Le Monde di Soumission come di «un libro sublime, di straordinaria consistenza romanzesca». Onfray ne ha apprezzato «La fiction politica ma anche metafisica: un romanzo sull'ignavia delle persone... Come un universitario specialista di Huysmans può convertirsi all'Islam? Ne scopriamo le ragioni poco alla volta... Questo libro è meno un romanzo sull'Islam che un libro sulla collaborazione, la fiacchezza, il cinismo, l'opportunismo...».

Quello che appare evidente è che il romanzo fa definitivamente saltare il coperchio del politicamente corretto calato a forza su una situazione sempre più ingestibile. E in cui i francesi non si riconoscono più. Peggio, se Houellebecq immagina una sottomissione «dolce», strisciante, figlia dell'ignavia degli europei e dei petrodollari, la realtà sembra andare oltre. Non c'è niente di dolce, c'è una pioggia di proiettili. Tanto che dopo la strage di ieri la polizia ha prima messo sotto sorveglianza Flammarion, la casa editrice, che ha pubblicato Sottomissione . Poi l'ha evacuata. Perché la cultura è nel mirino. E Houellebecq? Gia un decennio fa aveva scatenato un putiferio dicendo che l'Islam è una religione per «imbecilli». Nelle ultime interviste (prima della strage) è stato più morbido, rassegnato, ironico: «L'ateismo perde è troppo triste. Noi rimarremo una parentesi nel cammino dell'umanità». Anzi l'Occidente sarebbe sull'orlo di «Un suicidio economico, demografico e soprattutto spirituale». Ma è chiaramente un bersaglio, anche lui è stato messo sotto sorveglianza speciale. Ironia della sorte proprio nel numero di questa settimana Charlie Hebdo scherzava sullo scrittore, rappresentato in copertina come uno strambo astrologo nell'atto di fare questa previsione: «Nel 2015 perderò i miei denti, nel 2022 festeggerò il Ramadan». Ma l'aggressione fondamentalista è più rapida di così. E assumono un tono inquietante le parole di Houellebecq (sempre intervistato prima dei fatti), che sulla copertina del Nouvel Observateur in edicola oggi, afferma: «Sono sopravvissuto a tutti gli attacchi».