Il Sultano non cede: "Niente elezioni"

Erdogan: governerò fino al 2023. Il partito fa ricorso in tutti i distretti

Il partito del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l'Akp, ha presentato una serie di ricorsi per contestare il risultato delle elezioni amministrative a Istanbul, dove il candidato del Chp all'opposizione, Ekrem Imamoglu, ha rivendicato la vittoria. «Abbiamo presentato le nostre obiezioni alle autorità responsabili del processo elettorale riguardo tutti i 39 distretti di Istanbul - ha detto il segretario dell'Akp a Istanbul, Bayram Senocak - Abbiamo individuato irregolarità che non rispondono al principio di elezioni giuste». Secondo Senocak, citato dall'agenzia ufficiale Anadolu, ci sono «discrepanze significative» tra il numero reale di voti ottenuti dal candidato sindaco dell'Akp, l'ex premier Binali Yildirim, e quelli trasmessi alla commissione elettorale. Nelle serata di domenica, entrambi i candidati hanno rivendicato la vittoria, con il candidato del partito di governo, l'ex primo ministro Binali Yildirim, che aveva dichiarato di aver vinto con un margine di circa 4.000 voti. Alle elezioni locali del 31 marzo il Partito repubblicano popolare (Chp), principale partito di opposizione del paese, ha rivendicato la vittoria nelle tre principali città del paese: Ankara, Istanbul e Smirne. Il partito è in vantaggio in 10 città metropolitane del paese e 10 province mentre il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (Akp) è in vantaggio in 15 città metropolitane e 24 province.

Eppure, i risultati del voto amministrativo non avranno ripercussioni sulla tenuta del governo in Turchia. Lo ha assicurato Ibrahim Kalin, il portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, negando l'ipotesi di elezioni anticipate. «Erdogan ha il mandato fino al 2023. E fino ad allora non ci saranno elezioni», ha dichiarato Kalin sul proprio account Twitter.

«La prevalente lettura è che l'economia abbia giocato un ruolo rilevante sui risultati delle elezioni amministrative in Turchia». Lo affermano fonti diplomatiche commentando la sconfitta registrata in alcune grandi città, tra cui la capitale Ankara, dell'Akp. Secondo le fonti, è improbabile che il «Sultano», alla luce del voto, possa rivedere la linea politica adottata dopo il golpe del luglio 2016.