Taiwan apre ai dissidenti, ira Pechino

Il governo offre aiuto ai manifestanti di Hong Kong

Il governo di Taiwan ha offerto la propria assistenza ai manifestanti di Hong Kong che hanno lasciato la Regione amministrativa speciale cinese in seguito alle proteste contro gli emendamenti alla legge sull'estradizione. Lo ha reso noto l'ufficio che si occupa dei rapporti con la Cina, in un comunicato in cui spiega che è possibile fornire assistenza ai residenti di Hong Kong «la cui sicurezza e libertà sono in pericolo urgente per ragioni politiche». L'ufficio non ha però confermato le notizie provenienti da media locali e dall'emittente Radio Free Asia riguardanti richieste di asilo per i manifestanti giunti a Taiwan, di cui non è stato specificato il numero, affermando che, nel caso in cui le richieste di asilo arrivassero, i casi in questione verrebbero trattati «secondo il principio del rispetto dei principi umani e su interesse umanitario». La vicenda potrebbe irritare fortemente Pechino che considera Taiwan una provincia ribelle destinata alla riunificazione con la Cina. Sul caso si è espressa da Saint Lucia, durante il suo secondo giorno di visita nell'alleato diplomatico centro-americano, anche la presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. «Credo che i dipartimenti in questione siano informati sulla situazione», ha detto Tsai, citata dall'agenzia di stampa di Taiwan Central News Agency. «Questi amici da Hong Kong saranno trattati in maniera appropriata su ragioni umanitarie». Taiwan non ha una sua legislazione sui rifugiati, ma ha già permesso in passato ai dissidenti e attivisti cinesi di rimanere sull'isola con la concessione di visti di lungo periodo.