Torna l'incubo del dopo 11 settembre. Dalle buste all'antrace agli edifici evacuati

Morirono 5 persone, ma Bin Laden non c'entrava: le spediva un biologo

Era trascorsa appena una settimana da quell'11 settembre 2001 destinato a entrare nei libri di Storia, per drammatica semplificazione, come l'Undici Settembre, la data nera e indelebile dell'attacco terroristico dei fanatici dell'islam al «grande Satana» americano. New York e tutta l'America erano sconvolte: mai nessuno aveva osato colpirle al cuore, e l'incredibile ferocia messa in atto da Al Qaida su ordine del sinistro Osama bin Laden diffondeva un senso di insicurezza fino ad allora ignoto in un Paese convinto della propria invulnerabilità.

Il 18 settembre l'immensa nuvola di polvere tossica sollevata dal crollo inaudito delle Twin Towers non aveva ancora finito di depositarsi su Manhattan quando un'altra polvere, ancor più velenosa e temibile, cominciò a far parlare di sé. Misteriosi pacchi e buste contenenti una sostanza bianca venivano consegnati uno dopo l'altro a esponenti politici americani e a redazioni giornalistiche, causando numerosi avvelenamenti e - in cinque casi - addirittura la morte dei destinatari. Le analisi condotte sui campioni di quella polvere assassina permisero di identificare l'agente mortale: si trattava di spore di antrace, una tossina responsabile dello sviluppo di un'infezione che in natura colpisce soprattutto animali come mucche, pecore, capre e cavalli, ma occasionalmente anche l'uomo per contatto con le bestie infette.

L'antrace, noto anche come carbonchio per via del colore nero delle lesioni della pelle che si sviluppano sugli individui malati, sembrava scelto apposta per fare paura. E in effetti in un'America già profondamente scossa dilagò presto una psicosi dell'antrace che portò moltissimi cittadini a denunciare di aver ricevuto buste contenenti polveri misteriose e a riferire di sintomi simili a quelli della temutissima infezione polmonare. Come purtroppo accade in questi casi, si scatenarono anche psicolabili che si divertivano a spedire in giro per l'America (e anche all'estero) buste e pacchi contenenti polveri inquietanti che portate in laboratorio si rivelavano innocue.

Qualcuno però si ammalava davvero di antrace, e cinque persone ne morirono. Fu il caso di Bob Stevens, che lavorava nella redazione del tabloid Sun, il primo su cui fu riscontrato il batterio del carbonchio. Tutte le altre vittime si ammalarono per essere venute a contatto con buste e pacchi nel tragitto tra gli uffici postali e i destinatari. La scamparono, invece, Tom Daschle e Patrick Leahy, i due senatori del partito democratico cui erano state inviate lettere contenenti le spore fatali.

Mentre il presidente George W. Bush premeva per una rapida soluzione del caso, l'Fbi seguiva le piste più disparate, privilegiando Al Qaida, i servizi segreti dell'odiatissimo dittatore iracheno Saddam Hussein e senza trascurate gruppi interni di fanatici neonazisti. Ci vollero anni per venirne a capo, e alla fine si capì che almeno in questo caso i terroristi non c'entravano. Le indagini, concluse nel febbraio 2010, indicarono come unico colpevole un biologo che lavorava in un laboratorio dell'esercito americano, Bruce Edwards Ivins. Nel 2010, però, l'uomo era già morto: si era suicidato con un'overdose di tranquillanti nel luglio 2008, un mese dopo la sua incriminazione. Ancora oggi i documenti con le prove della sua instabilità mentale sono secretati.

Commenti

cir

Gio, 25/10/2018 - 11:17

ale' ..oh ...oh.. !!

ortensia

Gio, 25/10/2018 - 13:18

Dem come la maxine Walter, la pelosi,la clinton hanno incitato o giustificato la violenza politica. Mala tempora currunt send peiora parantur.