"Troppa nera in tv? Seguiamo solo quello che interessa alla gente"

Il direttore di Videonews a Fiorello: "Il poco piace ai dittatori, il molto è della democrazia"

«Smettiamola con la cronaca nera a tutte le ore per fare ascolti». L'appello lanciato da Fiorello ha subito suscitato un dibattito, soprattutto in rete. Lo showman ha deciso di postare un video sui suoi canali social quando ha visto la madre impaurita per i servizi televisivi degli ultimi giorni sui casi della giovane colpita con l'acido e dei due ragazzi accusati di aver ucciso i genitori. Fiorello chiarisce: «Vorrei porre uno spunto di riflessione. È possibile intervenire ed eliminare una volta per tutte questi casi dai rotocalchi? Nel pomeriggio una volta si faceva gossip, si sorrideva... Parlate di libri, parlate di storia. Non potete ammorbare il pubblico per ore con dettagli di cronaca nera. Davanti alla tv ci sono anche i bambini...». Fiorello si rivolge a tutte le televisioni. Giriamo l'appello a Claudio Brachino, direttore di Videonews, la struttura Mediaset dei programmi che si occupano di approfondimento.

Dunque, Brachino, Fiorello ha ragione?

«Lui è un grande uomo di tv, però la sua è una critica generica, una provocazione. Posso prenderla in considerazione dal punto di vista qualitativo ma non quantitativo».

Cioè nelle reti Mediaset non si fa tanta cronaca nera?

«Se consideriamo tutta la programmazione giornaliera, oggettivamente no. Mattino 5 si occupa anche di politica, economia ed esteri. Pomeriggio 5 se ne interessa nella prima parte, mentre nella seconda si dedica a temi più leggeri. Quarto Grado e Terzo indizio sono trasmissioni di genere seguite da un tipo di pubblico specifico».

Però questi programmi vengono spesso accusati di spettacolizzare i fatti di sangue, di seguirli morbosamente, di enfatizzare le interviste...

«Questo si chiama semplicemente giornalismo, si chiama seguire i fatti che interessano alla gente. Preferisco dare una notizia in più piuttosto che darne una in meno. Il troppo è meglio del poco, perché il poco piace ai dittatori e il molto, anche con errori, è il simbolo della democrazia. Noi raccontiamo tutti i fatti importanti, dal terremoto al terrorismo. E, questi di oggi, mi dispiace per Fiorello che ha scelto l'occasione sbagliata per parlare, sono casi che fanno discutere come fu quello di Pietro Maso reo confesso dell'uccisione dei genitori e come è la questione del femminicidio».

Ma si ha la sensazione di un'overdose.

«Semplicemente perché di certi casi se ne interessano tutti i media contemporaneamente. E si smetta di dire che seguiamo la cronaca nera per gli ascolti: spesso non sono i momenti più seguiti».

Però ci sono molti modi per presentare le notizie.

«Infatti, e noi cerchiamo di starci molto attenti, ogni giorno. Prima di tutto rispettando il codice deontologico per i minori e, in secondo luogo, cercando di non eccedere nei particolari e, soprattutto, di approfondire e spiegare le situazioni attraverso i nostri giornalisti e gli esperti. Se poi qualche errore scappa, siamo i primi ad ammetterlo e a correggere».

Come quello accaduto a Pomeriggio 5 l'altro ieri quando Barbara D'Urso ha detto che «Ci sono uomini che per troppo amore fanno cose che non vorrebbero fare», chiarendo poi di essere stata fraintesa.

«Appunto, infatti Barbara ha poi chiarito il suo pensiero che non era certo quello di giustificare un delinquente. Il suo intento era di aprire gli occhi alla ragazza, che ha preso le difese del suo carnefice. In ogni caso, io rivendico il diritto di intervistare una donna maggiorenne che dice quel che pensa, anche se è scioccante, non possiamo censurarla».

La D'Urso è spesso nell'occhio del ciclone..

«Lei è una donna di spettacolo prestata alle news che usa anche un linguaggio confidenziale per entrare in sintonia con gli intervistati. Ha un suo stile di conduzione e di fare battaglie. E dietro di lei c'è una squadra di giornalisti che fa seriamente il suo lavoro».

Dunque, non è il caso di tornare ai pomeriggi riempiti di cartoni animati e di trasmissioni per bambini?

«Ma figuriamoci, come direbbe Bauman, il sociologo appena scomparso, non dobbiamo seguire la retrotopia, una visione mitica del passato. I bambini e i ragazzi hanno i canali specializzati per loro. E se si imbattono in notizie troppo dure, spetta ai genitori il compito di decodificarle».

Commenti

piazzapulita52

Sab, 14/01/2017 - 09:09

Non si tratta di cronaca nera! Si tratta della realtà tragica che stà vivendo in nostro (ex) paese invaso da clandestini vagabondi nullafacenti africani con la complicità dei traditori della Patria! Le altre notizie, riguardanti episodi "nostrani", fanno parte del diritto di cronaca! Certo, andando avanti così, non avendo più i genitori alcuna autorità sui figli, non essendoci più valori, droga dilagante, unioni civile e quant'altro, di queste notizie ne sentiremo sempre di più! Caro Fiorello, mettere la testa sotto la sabbia come fa lo struzzo per non vedere è una cosa senza senso! Il problema c'è, molto grave, e va risolto e non certamente facendo finta di niente guardando programmi demenziali che ci impone la TV di stato!

Luigi Farinelli

Sab, 14/01/2017 - 10:49

I media stanno abusando del tema "femminicidio esaltandolo quale grave problema sociale mentre i dati veri dicono ben altro: delitti su donne compiuti da Italiani in diminuzione costante dagli anni '90. Seppure un solo caso sia di troppo, far percepire la menzogna spudorata che le donne siano uccise e stuprate dalla mattina alla sera è una truffa (su 123 donne uccise nel 2014, solo 50 era per delitti passionali: lo 0,0002% della popolaz. femminile, e non il 5% come si vuole far credere). C'è una lista di delitti di uomini (4 volte superiori a quelli su donne) comprendente 20 casi mensili completamente sottaciuti dai media (240 casi annuali!). I morti maschi per infortuni sul lavoro sono costantemente sopra il 95% della popolazione totale ma guai parlarne! L'ideologia femminista vuole demonizzare "l'ssassino che ti dorme accanto" per abbattere la famiglia "patriarcale" e imporre il gender nelle scuole per "rieducare" i maschi. Con l'approvazone del Governo.

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ilvillacastellano

Sab, 14/01/2017 - 11:03

"Il direttore di Videonews a Fiorello: "Il poco piace ai dittatori, il molto è della democrazia"". Caro direttore, secondo me non deve essere né l'uno né l'altro. Il troppo del poco o del molto, storpia sempre. La saggezza antica e dei nostri padri è sempre valida.

diesonne

Sab, 14/01/2017 - 11:32

diesonne il direttore di vifeoneuw non ha ragione e alla gente non piace la pubblicità del crimine-dare la notizia essenziale senza contorni e particolari e ripetere il fatto in tutte le trasmissioni è semplicemente nauseante.si approva il crimine e si fa solo spettacolo-cambiate registro come io cambio canale

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Giano

Sab, 14/01/2017 - 14:23

"Il poco piace ai dittatori, il molto è della democrazia". Idiozie ne ho sentite tante, ma questa è una delle frasi più idiote di sempre. Se l'informazione è in mano a gente come Brachino stiamo freschi. Il resto a dopo.

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Giano

Sab, 14/01/2017 - 15:09

E’ da almeno 15 anni che scrivo contro l’eccesso di violenza in TV, fin da quando ho cominciato ad usare internet. L’ho fatto sul mio blog e su molti forum, compresi alcuni della Community RAI e sul forum del Grande talk e poi TV talk, che si occupa proprio di televisione ed analizza i programmi TV. Il risultato è che o non ricevevo nessuna risposta, oppure i commenti venivano censurati. Più o meno come quello che succede qui. Vale per la violenza, ma anche per il gossip. Non solo ci impongono le loro scelte (con la ridicola e falsa giustificazione che è quello che vuole la gente), ma non abbiamo nemmeno la possibilità di lamentarci e di criticare certi programmi. Anche censurare il dissenso fa parte del “molto che piace alla democrazia”? Vittorio Feltri, che qui conoscete molto bene, nel suo libro “Buoni e cattivi”, nel pezzo in cui parla di Belpietro, dice: “Il guaio è che i giornalisti si ritengono sempre più furbi del lettore medio”. Appunto.

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Giano

Sab, 14/01/2017 - 15:24

Caro Brachino, spettacolarizzare nei fatti di sangue e sguazzare nella melma della cronaca nera più che giornalismo è segno di turbe di menti malate. Chi lo ha detto che questi sono fatti che interessano la gente? Ne è sicuro? Anch’io sono “gente” e le notizie di delitti, le macchie di sangue, i dettagli macabri non li reggo. Come non mi interessa sapere i dettagli di tutti i morti ammazzati di giornata elencati in quella specie di bollettino di guerra che chiamano Telegiornale. Ed ho la sensazione di non essere solo. Questa storia del diritto/dovere di cronaca o del fatto che la gente vuole sapere, è una patetica bugia con la quale giustificate questo giornalismo da maniaci e da lavandaie. Perché non fate un sondaggio serio su ciò che vuole la gente, sia sullaTV, sia sull’accoglienza degli immigrati, sia sulle paginate piene di pettegolezzi da cortile che chiamate gossip? Non lo fate perché non vi conviene.

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Giano

Sab, 14/01/2017 - 15:46

Brachino, prima dice che seguite la cronaca nera perché è quello che interessa alla gente, poi dice che spesso quei programmi di nera non fanno grandi ascolti. Allora non è vero che “interessa alla gente”. Dice di rispettare il codice deontologico per i minori. Sa quante scene di violenza vede mediamente al giorno un bambino (ma anche un adulto)? Sa cos’è la Carta di Treviso? E’ tutto in rete. Dice che programmi come Quarto grado e Terzo indizio, sono “trasmissioni di genere seguite da un tipo di pubblico specifico”. Questo li rende meno violenti? E’ come guardare Zelig? Barbara D’Urso è ingiustificabile; è lei stessa una forma di “violenza” al senso etico ed estetico dello spettatore. Non è l’élite che deve adeguarsi alla massa, ma il contrario. Non si deve plebeizzare la cultura, ma acculturare la plebe. Assecondare i gusti della massa non è democrazia, è idiozia.

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Giano

Sab, 14/01/2017 - 15:46

Brachino, prima dice che seguite la cronaca nera perché è quello che interessa alla gente, poi dice che spesso quei programmi di nera fanno grandi ascolti. Allora non è vero che “interessa alla gente”. Dice di rispettare il codice deontologico per i minori. Sa quante scene di violenza vede mediamente al giorno un bambino (ma anche un adulto)? Sa cos’è la Carta di Treviso? E’ tutto in rete. Dice che programmi come Quarto grado e Terzo indizio, sono “trasmissioni di genere seguite da un tipo di pubblico specifico”. Questo li rende meno violenti? E’ come guardare Zelig? Barbara D’Urso è ingiustificabile; è lei stessa una forma di “violenza” al senso etico ed estetico dello spettatore. Non è l’élite che deve adeguarsi alla massa, ma il contrario. Non si deve plebeizzare la cultura, ma acculturare la plebe. Assecondare i gusti della massa non è democrazia, è idiozia.

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Giano

Sab, 14/01/2017 - 15:57

Pardon. La frase “programmi di nera fanno grandi ascolti”, va corretta in “Non fanno…”.

Ritratto di Giano

Giano

Sab, 14/01/2017 - 15:57

Ed infine, siamo sicuri che tutta questa violenza spiattellata mattina e sera su stampa e Tv non possa stimolare emulazione in soggetti a rischio dall’instabile equilibrio psichico? Ne siamo davvero sicuri? Ma dobbiamo essere sicuri al 100%, perché se c’è anche una sola possibilità che ciò avvenga, allora vi si potrebbe accusare di incitamento alla violenza. E le possibilità sono ben più di una. Chiunque sappia come funzionano i meccanismi di condizionamento dell’opinione pubblica sa bene che anche la ripetuta visione di scene di violenza genera aggressività pronta ad esplodere al minimo pretesto; quelli che la stampa eufemisticamente chiama “futili motivi”. Il meccanismo mentale di imitazione che funziona benissimo con i messaggi pubblicitari (altrimenti non si investirebbero miliardi in spot) funziona esattamente nello stesso modo per i messaggi di violenza. Non vi fa venire almeno un dubbio?

duca di sciabbica

Sab, 14/01/2017 - 16:07

Giornalista a chi ?ma questo qui non è quello che concepì il servizio sul giudice dai calzini color turchino? Malacoda, il mio magnifico pastore belga, ha più diritto di lui di essere iscritto all'ordine dei giornalisti.

Lapecheronza

Sab, 14/01/2017 - 17:17

Non a tutti piace la stessa cosa. A molti piacciono le donne, a molti gli uomini, il sesso, a qualcun'altro astrofica o biologia molecolare, le dita nel naso o le frustate agli altri e a se stessi...quindi dopo che la boiata del seguiamo quello che interessa la gente, vediamo di dare una botta (magari facendo godere qualche violento) a quella manciata di neuroni di cui qualcuno dispone e si inizi a ragionare.