Vittoria dei genitori, Lambert potrà vivere Il Vaticano: "Un dovere tutelare la dignità"

Vivrà fino alla decisione dell'Onu. La madre: ora la battaglia per trasferirlo

L'ultimo round, per ora, lo ha vinto il gruppo favorevole alla vita. Sono la mamma e il papà di Vincent Lambert, l'uomo francese di 42 anni in stato vegetativo da oltre dieci anni, da quando un incidente stradale ha messo in pausa la sua vita. Per ora vivrà. Almeno finchè l'Onu prenderà una decisione sul suo destino, ma il braccio di ferro continua. Una lunga, dolorosissima vicenda iniziata quel terribile 2008, una lesione cerebrale che lo ha reso tetraplegico. Gli anni passati in un letto di ospedale, nel 2011 i medici che escludono ogni possibilità di miglioramento, nel 2014 la condizione classificata «vegetativa». L'anno scorso l'ennesima, drammatica conferma della situazione: «cronica e irreversibile». Eppure i genitori, vicini alla Fraternità San Pio X, ala radicale del mondo cattolico nata per volontà del monsignor Lefebvre, non hanno mai ceduto, mai indietreggiato. Per loro Vincent va difeso. «Mostri nazisti», hanno urlato l'altro giorno a chi aveva vinto la lunga battaglia legale che dava il via libera a interrompere le cure. Ad aprile il Consiglio di Stato aveva convalidato infatti la decisione dei medici che da lunedì avrebbero dovuto staccare la spina. La moglie e tutrice legale Rachel, le sorelle, i fratelli di lui, il cugino; tutti ad assicurare che in vita lui lo aveva detto che avrebbe scelto l'eutanasia. Parola difficile da pronunciare in Italia come in Francia. Vietata, così come il suicidio assistito. Lunedì sembrava finita per Vincent, era iniziato l'iter per l'interruzione dei trattamenti.

Poi il colpo di scena. La corte d'appello di Parigi che ordina la ripresa delle cure. La spina riattaccata, le squadre che tornano ai loro posti. Di combattimento. Il Vaticano che applaude e dà il suo sostegno alla scelta per la vita. «Desideriamo ribadire la grave violazione della dignità della persona, che l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione comportano». È intervenuto il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita che condividono «pienamente» quanto affermato dall'arcivescovo di Reims, monsignor Eric de Moulins-Beaufort, e dal vescovo ausiliare, monsignor Bruno Feillet. «Lo stato vegetativo, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia - si legge - non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, nè i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell'assistenza umana di base».

Era già successo, anni fa, un altro estenuante braccio di ferro, la spina riattaccata dopo 31 lunghissimi giorni. Il corpo di Vincent tirato da una parte o dall'altra in una straziante lotta. «Siamo felici di annunciarvi che il dottor Sanchez e l'ospedale hanno riattivato l'alimentazione e l'idratazione di Lambert e hanno bloccato la sedazione continua», ha dichiarato il legale, Jean Paillot, parlando fuori dall'ospedale Sébastopol di Reims. E riparte la corsa. La madre, Viviane che aggiunge «Vincent sta bene, chiediamo che esca da questo ospedale. Non è in fin di vita. Guardate i video. Tutto succede nel suo sguardo. Non ha bisogno che di bere, mangiare e d'amore».

Commenti
Ritratto di Koerentia

Koerentia

Mer, 22/05/2019 - 11:37

Nella sfortuna un uomo fortunato. I suoi genitori sono stati preventivamente avvisati. A Padova all'Ospedale "Civile" stanno uccidendo i pazienti silenziosamente e dato che combattere contro i giganti e' molto oneroso riescono pure a passarla liscia. Mai che ci sia un'inchiesta su tante morti "misteriose". Oramai in Ospedale non ti curano ma uccidono per salvaguardare il budget.

MARCO 34

Mer, 22/05/2019 - 14:30

Se deve morire spero che muoia di morte naturale senza forzare la mano con l'interruzione delle cure e quanto può procurare una morte per fame e disidratazione