Prandelli rischia, ma alla fine vince

da Firenze

Alla fine la spunta il carattere dei viola. Mai domi. È una Fiorentina a trazione spiccatamente anteriore quella schierata da Prandelli nel derby. Fuori combattimento all'ultimo istante Donadel, il lottatore di centrocampo e senza alternative il tecnico viola riesce a portare comunque a casa i tre punti con una mossa di azzardo. Sotto di una rete all'intervallo decide di rinunciare all'apprto, inconsistente, di Liverani mandando in campo la terza punta, Pazzini. Alla fine avrà ragione, la Viola rimonta con Toni dopo una conclusione di Mutu e rovescia il risultato con Jorgesen, il jolly più prezioso di casa Della Valle.
Ma quanta sofferenza! Per assurdo la vittoria arriva quando le idee sono come i muscoli, appannate e non grazie al forcing iniziale che porterà Toni e compagni a bombardare la porta di Manitta. Poi quella che nel pugilato sarebbe stata una netta vittoria ai punti rischia di tramutarsi in un ko quando Lucarelli, sempre lui, punisce Frey sfruttando l'amnesia della difesa. Il vantaggio labronico nasceva da una rimessa laterale di Pfertzel, Dainelli schiacciava il pallone a terra sui piedi di Vidigal veloce a far proseguire per Lucarelli. Che anticipava Gamberini e Ujfalusi. Il Livorno avrebbe potuto chiudere i conti in avvio di ripresa se Vidigal non avesse peccato di egoismo, e che poi arretrava sempre più in difesa. Fino ad essere decisamente punito. Arrigoni invocherà alla fine le attenuanti, l’uscita per infortunio di Coppola e Passoni. Ma puntare tutto sempre e solo sulle eccezionali capacità di Lucarelli non sempre paga. Per la Fiorentina tre punti importanti, soprattutto per il morale. Ma Prandelli prenda buona nota dei pericolosi scricchiolii della difesa.