Pregiudicati appena rilasciati sorpresi a scassinare un’auto

Stefano Vladovich

Acciuffati accanto un’auto rubata mentre forzano la gettoniera di un telefono pubblico. Rilasciati dopo tre ore, pochi minuti dopo gli agenti li beccano alle prese con la serratura di un’altra macchina, parcheggiata a una ventina di metri dal commissariato.
Protagonista di questa storia una coppia di incorregibili delinquenti. Con un curriculum zeppo di furti, truffe e spaccio di sostanze stupefacenti. Soprattutto reati contro il patrimonio quelli commessi in una decina d’anni di «carriera» da Umberto F. e Giuseppe R.G., 28 e 30 anni, di Ostia. L’ultimo episodio sabato pomeriggio. I poliziotti del XIII commissariato pattugliano le stradine della pineta di Castelfusano, di giorno invase da prostitute di ogni razza e colore, di notte patria incontrastata di trans e malavitosi della zona. Alla vista della volante Umberto e Giuseppe cercano di nascondersi nel folto della macchia. Le guardie pensano a un paio di tossici ma decidono di controllare bene. Uno dei due scende dalla macchina di servizio e si avvicina al punto in cui li hanno avvistati, l’altro controlla la targa della Ford Fiesta, risultata rubata il giorno prima. Il primo slaccia la fondina, mette la mano sull’arma pronto al peggio quando i ladri gli si parano davanti: sono a terra, tentano di nascondere fra i rovi quello che resta di un apparecchio telefonico pubblico divelto chissà dove per recuperare qualche spicciolo. A quel punto non resta che ammanettarli e chiuderli nella camera di sicurezza del commissariato. Solita procedura per Umberto e Giuseppe: identificazione, interrogatorio di rito, scelta dell’avvocato, lettura delle accuse. Il magistrato, però, dopo tre ore di attesa decide di rilasciare i banditi con una denuncia a piede libero per ricettazione. Sono le ore 20 quando i due escono dalla postazione di polizia di via Giuseppe Genoese Zerbi. Saranno passati al massimo cinque minuti quando due agenti «smontanti» li intravvedono armeggiare con una specie di chiavistello sulla portiera di un’altra Fiesta parcheggiata proprio lungo la strada del commissariato. Non ci sono dubbi, la stanno «spadinando» per portarla via. Bloccati e ammanettati, non resta loro che confessare. «Non sapevamo come tornare a casa. Eppoi è più forte di noi: se non lo facciamo stiamo male».