Premi non pagati a Gilardino ecco l’ultimo asso del Milan

In arrivo nuovi proprietari per il Parma che deve due milioni al bomber: se li accolleranno i rossoneri. Samuel non convocato dal Real. Toni oggi a Firenze

Franco Ordine

C’è un altro asso nella manica di Alberto Gilardino e dei suoi procuratori, Bonetto e associati. Si chiama premi e riguarda l’intesa inserita nel suo rinnovo contrattuale, premi legati al numero dei gol realizzati dal centravanti biellese, mai versati però dal club della Parmalat, salvatosi dalla retrocessione al culmine dello spareggio col Bologna. Non sono una cifra enorme, d’accordo eppure rappresentano per Gilardino e i suoi procuratori una carta da giocare al momento opportuno. E cioè nelle prossime ore, in coincidenza con la decisione ufficiale da parte del nuovo gruppo chiamato a gestire la società di calcio, di dare una risposta solenne e definitiva all’offerta presentata dal Milan che resta invariata. Ventidue milioni erano e 24 milioni possono diventare, con l’aggiunta di una disponibilità di Galliani a versare, direttamente, per conto del Parma, la cifra arretrata dei premi previsti dal contratto sottoscritto l’anno scorso, presenti Baraldi e Cinquini, direttore generale e ds, responsabile dell’area tecnica.
Il pagamento della cifra messa a disposizione dal Milan, in tre rate annuali, è l’ultimo passaggio prima dell’annuncio che non risulta «appeso» al cambio di proprietà ormai imminente. Paolo Pizzarotti e il suo partner Dallara, i nuovi probabilissimi soci di riferimento del Parma calcio, sono al corrente della trattativa e anzi la considerano uno sbocco decisivo per costruire la squadra del dopo Gilardino. Pizzarotti, tra l’altro, industriale di spicco del ramo costruzioni, già impegnato in EurosDisney a Parigi e Malpensa 2000, prossimo protagonista della metropolitana leggera da realizzare a Parma, nel giro delle sue amicizie cittadine viene considerato un tifoso milanista doc oltre che un amico personale del premier Silvio Berlusconi. La dichiarazione di Gilardino, datata sabato 9 luglio, poi, ha un valore simbolico: è il suo richiamo solenne a rispettare la propria volontà nel trasferimento, senza perdere altro tempo. Un gesto di solidarietà nei confronti del Milan e una spinta ulteriore a ultimare il negoziato in vista del ritiro rossonero che parte giovedì mattina, a Milanello.
La settimana clou del calcio-mercato non passa solo da Parma ma anche da via Durini, sede dell’Inter, chiamata a completare due trattative in piedi da tempo (Samuel e Pizarro) e a guardarsi dalla concorrenza del Palermo per Makinwa. Il gesto del Real Madrid la dice lunga sullo stato dell’arte: Samuel viene cancellato dalla lista dei calciatori in partenza per la lunga tournée in Asia e Usa, quindi a disposizione del suo futuro club. Si tratta di limare il negoziato e le cifre dell’accordo prima di considerare a tutti gli effetti Samuel uno dei colpi del calcio-mercato e il pilastro di cemento armato della difesa nerazzurra del prossimo torneo. Zamparini è deciso a sostituire Toni, in partenza per Firenze (dove viene raggiunto da Fiore), con il nigeriano inseguito anche dallo Stoccarda del Trap. Non c’è tempo da perdere: o si chiude entro oggi, col colloquio decisivo tra i due ds, Corvino e Foschi, con il ritocco della cifra, 11,5 milioni richiesti da Zamparini, oppure salta tutto e in questo Makinwa può tornare nell’orbita interista costretta a inseguirlo per riempire la casella lasciata libera dalla partenza di Vieri. Saltasse l’amico di Martins, Moratti potrebbe anche presentarsi da Henry.
Fari puntati su Luciano Moggi (auguri, oggi compie 68 anni) e sulla Juventus. L’inizio del raduno dei campioni d’Italia, oggi a Torino con successivo trasferimento a Salice Terme, non deve trarre in inganno. Capello lavora sul campo, al telefono provvede Lucianone a tessere la tela della trattativa con gli inglesi che lamentano, quotidianamente, d’essere diventati una seconda scelta, dietro lo strapotente Chelsea che però non riesce a convincere neanche Gerrard, dopo aver corteggiato inutilmente Shevchenko.