Al premio Fregene l’anteprima delle Biagiotti Dolls

Anna Maria Greco

Maxifiocchi su vestitini di lino ecru, tenere gonne di chiffon stampato effetto bouquet, sinfonie di organza e tulle bianco: sulla passerella del Premio Fregene stasera le 25 piccole Dolls del marchio Biagiotti porteranno l’allegria di una griffe sempreverde. Il riconoscimento speciale 2005 va quest’anno a Lavinia Biagiotti Cigna che, dalla scomparsa del padre Gianni nel ’96, affianca la madre Laura nella conduzione dell’azienda e vi porta una ventata nuova. «Sono orgogliosa e felice - dice - di ricevere il premio Fregene che mia madre fu la prima stilista a conquistare, nel ’94. E questa piccola sfilata è il mio modo di ringraziare». Così, lo stesso riconoscimento va a due generazioni del made in Italy e l’evento si festeggia con l’anteprima della collezione Laura Biagiotti Dolls primavera-estate 2006, la linea diventata in soli due anni leader nella moda bambino. Sarà Eleonora Cadeddu, la piccola star di «Un medico in famiglia» a guidare le 25 bambine che sfileranno nei giardini del castello di San Giorgio a Maccarese, in un’atmosfera fiabesca, da romantica festa delle principesse. Gian Antonio Stella per la narrativa, con il suo romanzo «Il maestro magro» (Rizzoli), il direttore del Tg2 Mauro Mazza per il giornalismo, Gianni Minà per la saggistica, Mario Tozzi per la divulgazione scientifica e culturale e Pino Scaccia come inviato speciale sono gli altri vincitori della XXVII edizione del Premio Fregene, istituito nel ’79 dal giornalista Gino Pallotta come omaggio a personalità che hanno contribuito alla crescita della nostra società. A tutti verrà consegnato l’Ippocampo cavalcato dalla Musa dell’arte, scolpito da Angelo Canevari e un assegno. La giuria, presieduta dalla figlia del fondatore Marina Pallotta, è composta da Magdi Allam, Stefano Balassone, Paola Cacianti, Laura Delli Colli, Fulvio Damiani, Domenico De Masi, Gianpiero Gamaleri, Luciano Onder, Maria Rita Parsi, Daniela Tagliafico, Cinzia Tani, Mario Verdone e da due membri onorari, Rossana Montesperelli Pallotta e Angelo Consalvo. «La manifestazione è bipartisan e intende rappresentare uno spaccato significativo della vita culturale italiana e «raccontare» alcune delle vicende più interessanti a livello internazionale - spiega Marina Pallotta -. Un premio vive della tradizione che costruisce e delle innovazioni che introduce, vive di memoria e di futuro, come ogni attività culturale. In questi anni così profondamente segnati dal mutamento, la cultura ha un ruolo importante per aiutarci a comprendere e ad immaginare e dunque ad essere parte attiva del nuovo che occorre costruire. Ogni premio, anche questo, può dare un suo contributo».