Premio Herno alla galleria Wilkinson di Londra: miglior progetto espositivo

Assegnato a miart 2016, la fiera dell'arte moderna e contemporanea, il riconoscimento per la qualità del progetto espositivo. La galleria è presente nella sezione Decades e "racconta" gli Anni Ottanta. Menzioni d'onore alle gallerie Greene Naftali di New York, Zero… di Milano e Richard Saltoun di Londra

Assegnato alla galleria Wilkinson di Londra il Premio Herno per lo “stand con il miglior progetto espositivo, pensato, allestito e curato in tutti i dettagli come una mostra e capace di coniugare elevate componenti di ricerca, qualità e accuratezza del disegno allestitivo” a miart 2016, la fiera dell’arte moderna e contemporanea in corso a fieramilanocity fino a domenica 10 aprile, che vede la presenza di oltre 150 gallerie, molte delle quali estere, provenienti da ben 16 Paesi.

Ad assegnare il premio del valore di 10mila euro, la giuria composta da Lionel Bovier, direttore del Mamco, Musée d’art moderne et contemporain di Ginevra, Anna Colin, curatore associato alla Fondation Galeries Lafayette di Parigi e co-direttore della Open School East di Londra, Annie Fletcher, curatore delle mostre al Van Abbemuseum di Eindhoven e Jens Hoffmann, vice direttore e Head of exhibitions and Public programs al Jewish Museum di New York.

La galleria Wilkinson con il suo stand dedicato agli Anni Ottanta, è presente nella nuova sezione Decades che sta riscuotendo un grande successo di pubblico con il racconto delle trasformazioni artistiche e culturali del ventesimo secolo e la giuria ha preso la decisione all’unanimità per la chiarezza e il rigore dell’allestimento. Molto apprezzato il progetto espositivo, legato a ZG Magazine, la prima rivista d’arte “ ibrida”, che spaziava tra arte, cinema, moda e musica: la galleria infatti presenta una selezione di opere rarissime di alcuni artisti – Dara Birnbaum, Jimmy Desana, Derek Jarman, Joan Jonas e Laurie Simmons – che confrontandosi su temi quali identità sessuale, identità sociale e gender hanno definito il numero estivo del 1984 proprio della rivista ZG Magazine, pubblicato quell’anno in un clima di preoccupazione sociale anticipata dall’omonimo romanzo di Orwell.

La giuria ha inoltre sottolineato la solidità e l’alta qualità di miart 2016, evidente soprattutto nella proposta delle gallerie e ha assegnato una menzione d’onore alla galleria Greene Naftali di New York, presente nella sezione Established con la mostra personale di Gedi Siboni, alla galleria Zero… di Milano, sempre nella sezione Established, per la coraggiosa personale di Pietro Roccasalva e infine alla galleria Richard Saltoun di Londra, nella sezione Decades, per l’approfondita e raffinata ricerca sulle artiste femministe degli anni Settanta.

Con il Premio Herno, appuntamento fisso all’interno della fiera, miart e Herno Spa, sottolineano “il fondamentale valore dell’exhibition making e del concetto di display, puntando su valori condivisi. La ricerca di qualità assoluta e il saper fare che stanno alla base della migliore arte contemporanea e di un prodotto manifatturiero d’eccellenza sono solo un necessario punto di partenza, che deve poi essere seguito da un’altrettanta importante capacità di esporre creando un perfetto equilibrio tra creatività, estetica, funzionalità e fruibilità”. Il Premio Herno ha infatti anche l’obiettivo di evidenziare il ruolo storico e contemporaneo della galleria come luogo di produzione di conoscenza attraverso il format della mostra.