Presentazione della Vergine

Nella legge mosaica l’obbligo di presentare i figli al Tempio valeva solo per i primogeniti maschi. Nella prassi, tuttavia, poiché le madri dovevano compiere determinati rituali anche dopo la nascita di femmine, era invalso l’uso tra gli antichi ebrei di portare al Tempio anche le piccole. La festa di oggi ha un’origine orientale e si basa su una vecchia tradizione legata, in verità, a un’incerta notizia ricavata da alcuni vangeli apocrifi. Maria, cioè, all’età di tre anni sarebbe stata affidata al Tempio dai genitori, Anna e Gioacchino, perché vi venisse educata. Il cosiddetto Protovangelo di Giacomo porta addirittura a due gli anni dell’età della Vergine. Ma ci assicura Fabrizio De Andrè in una delle sue canzoni che gli anni erano tre («...presero i tuoi tre anni e li portarono al Tempio...»), anche se il cantautore scomparso lascia capire che non si trattano così i bambini. La pia leggenda continua con il lungo soggiorno della Madonna fanciulla al Tempio, quale vergine consacrata al Signore, anche se storicamente il Tempio di Gerusalemme non aveva alcuna vergine consacrata, proprio perché queste erano presenti in diversi culti pagani (come le Vestali a Roma). Qui, dodici-tredicenne, sarebbe stata offerta in moglie ad alcuni pretendenti (con suprema indignazione di De Andrè: «...del corpo di una vergine si fa lotteria...»). Il prescelto: un vecchissimo Giuseppe, il cui bastone sarebbe fiorito miracolosamente. La festa partì nell’VIII secolo dall’Oriente e fu recepita dai latini solo nel XV. Pio V la tolse ma Sisto V la reintrodusse alla fine del XVI secolo.