«La prevenzione serve anche a risparmiare risorse»

Cursi (An): «Occorre anche una campagna informativa rivolta ai soggetti più a rischio»

Mentre la Regione continua a imporre tagli (perfino sulle analisi del sangue), c’è chi si impegna per ottenere risparmi grazie alla prevenzione. È questo il senso del protocollo d’intesa per la lotta al tumore del colon retto, presentato a Palazzo Madama dall’Anisap-Lazio (Associazione laboratori privati) e dalla Fimmg-Lazio (Federazione medici di medicina generale) con la collaborazione di Alfa Wassermann Spa per la fornitura gratuita dei reagenti per l'individuazione del tumore del colon retto.
Il presidente della commissione sanità Ignazio Marino, si è detto lieto dell’intesa raggiunta.«In questo caso la prevenzione è determinante per la diagnosi precoce specie per patologie diffuse come quella relativa al colon retto, seconda causa di morte dopo il cancro al polmone». Anche il presidente dell’Anisap Lazio Vittorio Cavaceppi ha espresso soddisfazione sul raggiungimento dell'accordo: «Il progetto, che si basa sulla ricerca e sul monitoraggio a fini statistici, è apprezzabile perché garantisce, alla fine del percorso, sia la salvezza di vite umane sia un risparmio economico». I risultati saranno valutati da una Commissione scientifica istituita dall'Anisap e poi saranno trasmessi alla Regione.
Pierluigi Bartoletti, segretario regionale Fimmg-Lazio, ha detto che «è fondamentale la presenza dei medici di famiglia, che sono a diretto contatto con il paziente, per l'opera di prevenzione specialmente per la fase successiva all'attuazione dello screening». Il vicepresidente della commissione Sanità Cesare Cursi, ha sottolineato l'importanza dell'accordo «perché parte del processo di deospedalizzazione inizia proprio dall'azione di prevenzione, attraverso una capillare e incisiva campagna di informazione». «Occorre - ha detto Cursi - sensibilizzare l'opinione pubblica su una patologia che rappresenta una delle più frequenti cause di morte per neoplasie nei Paesi occidentali. Ora è possibile ridurre la mortalità e l'incidenza del carcinoma del colon retto con l’identificazione precoce del tumore grazie a un efficace metodo di screening nei soggetti a rischio appartenenti alla fascia di età tra i 50 e i 74 anni. Nel Lazio - ha ammonito Cursi - l'incidenza della neoplasia del colon retto colpisce il 4-6% degli uomini e il 3,5-4,5% delle donne».