Le prime pagine del mondo celebrano Obama

La stampa di tutto il mondo festeggia il primo presidente degli Stati Uniti di colore. Dalla Francia al Medio Oriente, tutte le prime pagine sono dedicate al candidato del partito Democratico

Milano - Obama, primo uomo di colore a diventare Presidente degli Stati Uniti. E la stampa è impazzita per un evento che esce dalla quotidianità e punta direttamente alla storia.

Quotidiani anglosassoni
Non tutti i quotidiani britannici ce l’hanno fatta a fare una ribattuta con l’elezione di Barack Obama, ma chi l’ha fatto, ha scelto prime pagine "storiche": è il caso dell’Independent, nella sua edizione chiusa alle 3 del mattino, che pubblica una foto a tutta pagina del nuovo leader Usa, con la scritta "Mr. President". Il Times sceglie invece un passaggio del discorso della vittoria e titola "Questo è il nostro tempo"; il Sun sceglie di puntare sulla storicità dell’elezione e titola: "Un passo gigante per l’umanità. Obama è il primo presidente nero". Chi come il Guardian non ha prodotto una nuova edizione notturna, ieri sera ha comunque creduto nella vittoria del democratico, aprendo con "L’alba di un nuovo mondo". I siti online dei quotidiani, ad esempio Times e Guardian, puntano sulla frase del neo presidente: "Il cambiamento è arrivato". E quest’ultimo quotidiano, in un editoriale online riassume la sensazione di meraviglia di fronte a questa straordinaria impresa della democrazia Usa: "L’hanno fatto. Davvero. Spesso resi caricatura dagli altri, gli americani ieri sono entrati nel centro della storia, e hanno scelto di cambiare, per loro stessi e per il mondo".

Liberation celebra Barack
Un cielo carico di nuvoloni viola ma una Casa Bianca illuminata da una luce azzurra: così la prima pagina di Liberation celebra oggi la vittoria di Barack Obama alle presidenziali Usa, una vittoria che la Francia e i media nel loro complesso avevano largamente previsto ed auspicato. Sulla prima pagina di Liberation, il grande titolo "Le sfide del presidente": "eletto con una partecipazione storica, il nuovo capo dello stato americano si trova di fronte a problemi anch’essi storici". "Questa elezione - scrive Libè - è storica per più di un motivo per gli americani. Ma anche per noi francesi ha segnato una svolta perchè ha spazzato via alcuni pregiudizi sul sistema politico degli Stati Uniti. Abbiamo l’abitudine di dire che le loro campagne elettorali sono pittoresche ma poco ideologiche, che i candidati sono piuttosto vicini sul piano programmatico e solo la personalità conta. Invece, abbiamo assistito ad un vero dibattito fra due concezioni nette del futuro degli Stati Uniti".

Media arabi per Obama "Eletto Barak Obama presidente degli Stati Uniti, primo presidente di origine africana": sono queste le parole che da diverse ore campeggiano sui monitor delle emittenti satellitari arabe. In particolare, sia la più seguita delle tv "all news", "al-Jazeera", che la concorrente "al-Arabiya", hanno posto sullo schermo un banner rosso per ricordare che Obama sarà il primo presidente afro-americano della storia del paese. Proprio per dare maggiore importanza a questo aspetto della vittoria del candidato americano, l’emittente qatariota ha inviato un suo giornalista in Kenya per seguire il modo in cui gli abitanti del paese africano e in particolare del villaggio originario dei nonni di Obama abbiano festeggiato la sua vittoria. Un banner con le stesse parole campeggia anche sul sito dell’agenzia di stato siriaia "Sana", che non ha ancora trasmesso commenti ufficiali da parte del governo di Damasco. Leggendo invece i giornali arabi, si nota come venga maggiormente sottolineata l’aria di cambiamento che si respira negli Stati Uniti dopo la vittoria del candidato democratico. Titola infatti il giornale "al-Hayat": "Una nuova americana ricorda i tempi di Kennedy". Diverso invece è il taglio dato dal giornale diretto da Abdel Bari Atwan, al-Quds al-Arabi, notoriamente vicino alla guerriglia irachena, che titola: "Elezioni americane: la resistenza ha imposto il cambiamento". Secondo Atwan la vittoria di Obama è stata possibile grazie all’impegno del popolo americano "contrario alle guerre coloniali in Afghanistan e Iraq". Più conforme invece alle tv arabe è il giornale "al-Sharq al-Awsat", che ha titolato stamane: "Il sogno si realizza, un presidente nero alla Casa Bianca".