Il primo giorno di scuola

L'inizio della scuola è vicino e molti bambini stanno andando incontro alla loro prima esperienza. Ci sono bimbi che lo vivono con entusiasmo. Altri con timore e paura. Alcuni consigli per accompagnarli in questo primo passo nel mondo degli adulti

"Prima elementare: che passione!". Nella mia lunga esperienza ho potuto constatare il modo diverso con cui i bambini affrontano questa novità.

Ci sono bimbi che lo vivono come un giorno particolare pieno di meraviglia e di entusiasmo; stiamo parlando in questo caso degli estroversi. Essi sono contenti di caricarsi la cartella nuova sulle spalle, con tutti gli accessori nuovi per avviarsi verso un'esperienza che li immette nel mondo dell'autonomia. Di solito questi bimbi hanno potuto sperimentare nella scuola materna sicurezza e alla base senza dubbio ci sta una famiglia serena e unita. L'impatto quindi per loro è meno duro e la scuola appare per loro come un gioco divertente per cui l'inserimento e l'adattamento tornano più facili. I bambini con questo tipo di carattere espansivo e chiacchierino, vanno subito alla ricerca di nuovi amici e puntano i loro occhioni sull'insegnante per captare se ella corrisponde con altrettanta empatia alla loro natura affettuosa.
Il primo giorno di scuola è davvero un momento pedagogico per l'insegnante poiché sarà da questo primo impatto e da questa comunicazione che dipenderà la riuscita più o meno facile della carriera scolastica.
Per il bambino estroverso la corresponsione affettiva è la "miccia" che può far esplodere le potenzialità; il contrario lo blocca.

FIGURA A – (disegno di bimbo estroverso)


Per converso il bambino timido di natura, sensibile, che oltre tutto non abbia avuto un'esperienza positiva nella scuola materna o abbia subito traumi affettivi all'interno della famiglia, va verso l'esperienza scolastica con timore e paura, poiché teme di non essere all'altezza delle situazioni né degli altri bambini. Il confronto per lui è causa di notevole sofferenza ed allora vedremo comparire tutti quei malesseri che vengono definiti dal medico psicosomatici: vomito, mal di pancia, acetone...
Di solito questi bimbi fanno fatica a "salire il primo gradino" della crescita, a staccare la sua manina da quella della mamma, il tutto accompagnato dalla lacrimuccia che appare anche sul volto della mamma che se ne va dalla scuola con tutta l'ansia nel cuore. Occorre che l'insegnante accolga questi bimbi con tanto amore, così come richiesto dalla missione di docente o di maestra. E almeno per i primi tempi tenga lontana la voglia di infierire sui quaderni con la sua tremenda matita rossa. Dice il professor Cazzullo, padre della psichiatria scientifica italiana, che "il fenomeno della depressione nei giovani sta diventando una vera emergenza sociale: quel senso di distacco e di frustrazione che si manifesta fin da piccoli, spesso non visto dai genitori, talvolta diventa una seria patologia". E aggiungerei che anche l'insegnante è chiamata in causa in questo momento difficile nel quale i bimbi sono sottoposti a tanta informazione, ma sono fragili emotivamente e vanno quindi rassicurati con l'amore.

FIGURA B - (disegno di bimbo timido)


E ancora dalla mia esperienza ho tratto un nuovo insegnamento: ho visto bimbi precocemente inseriti nella scuola primaria, pagare tutte le conseguenze della disattenzione alla loro natura e ai loro ritmi biologici e psichici. E' lo scotto che essi devono pagare ad una cultura basata sull'efficientismo, sulla produttività ad oltranza e sull'ansia dei genitori.
Occorre capire che se l'intelligenza è un dono di natura, altrettanto importante è l'attenzione alla sfera emotivo affettiva ed alla sicurezza che il bambino deve avere dentro di sé per non essere violentato e costretto ad affrontare situazioni per le quali non si sente ancora pronto.
Quale consiglio pratico possiamo dare ai genitori? Oggi esistono dei test, quali quelli carta e matita, che permettono di stabilire non solo il livello di maturità emozionale, ma anche l'adattamento, l'autonomia, la sensibilità, l'ansia, la paura ... e quindi sono di aiuto per aiutare a rispettare la natura indirizzandoli a vivere con maggiore armonia.

FIGURA C - (disegno di bimbo insicuro)


Evi Crotti
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QUALCHE CONSIGLIO

Per il bambino estroverso (vedi primo disegno)
Confermatelo nell'affetto, invitate a casa ogni tanto i suoi amichetti perché possa dissetare il suo bisogno di amicizia. Fategli fare molto movimento libero e all'aria aperta. Qualche regola sulla quale essere fermi ci vuole perché il pericolo per gli estroversi è quello di essere invadenti; il tutto però sempre senza eccessi né imperativi troppo rigidi.

Per il bambino timido (vedi secondo disegno)
Non "buttatelo mai nella mischia", poiché rischierebbe la chiusura e l'inibizione. Rafforzatelo invece nella stima e, semmai, inseritelo in piccoli gruppi ben selezionati, senza però forzarlo con violenza. Un buon suggerimento potrebbe essere quello di un inserimento in un gruppo strutturato come quello dei Boy scout, oppure nel teatro affinché egli impari poi ad inserirsi gradatamente da solo nei gruppi.

Per il bambino insicuro (vedi terzo disegno)
Niente lamentele circa i sacrifici che fate per lui, andrebbero ad aumentare i già forti sensi di colpa. Piuttosto qualche lode in più che faccia da "ricostituente" psicologico. La figura paterna si munisca di pazienza per essere punto di riferimento per una futura sicurezza.

Un consiglio che vale per tutti gli educatori: ricordarsi che anche noi siamo stati ragazzini e che un vizio da evitare assolutamente è quello di considerarli reucci o reginette, per poi in altri momenti sentirli come un peso insopportabile. Loro se ne accorgono!