Prodi sulla scia di Zapatero: sì alle unioni gay

Roberto Scafuri

da Roma

Quattro milioni di voti, tanti si dice che siano, fanno gola. Non è per niente scontato che si tratti di riserva di caccia del centrosinistra, anzi. Così se la Consulta gay chiama, Romano Prodi si affretta a rispondere. Nel programma per le primarie non c’è neppure un accenno ai cosiddetti «Pacs», i Patti civili di solidarietà: dimenticanza grave, magari per scongiurare polemiche e accuse di «zapaterismo», cui Prodi si affretta a porre rimedio. Magari anche in ossequio alla linea più aggressiva, lanciata ieri, per un programma «non doroteo, né sfumato».
Ma di sfumature ce n’è ancora qualcuna, nella lettera che Prodi invia al presidente onorario dell’Arcigay, Franco Grillini. «Carissimo Franco - esordisce -, apprendo di aver provocato delusione...». Il riferimento ai Pacs non c’è, ma quello è un «breve testo che riassume solo linee generali del mio programma per le primarie...». Prodi «rassicura» la miriade di delusi: il «problema non è stato affatto cestinato ma troverà certamente soluzione nel programma finale dell’Unione». Il candidato numero uno del centrosinistra ricorda di «condividere con gli altri leader dei partiti dell’Unione l’ipotesi di una proposta universalistica che affronti regolamenti e risolva il tema dei diritti delle coppie di fatto basate su un vincolo diverso da quello del matrimonio». La proposta, specifica ancora, è quella «avanzata in Parlamento da 161 parlamentari dell’Unione e che trova la mia condivisione». Al deputato ds Grillini non resta che accogliere con gioia e gratitudine il riconoscimento prodiano, rilevandone i due punti che, secondo lui, «segnano per il movimento dei diritti civili, gay e lesbico italiano un discrimine importante». Il primo, che la legge sarà nel programma. Il secondo, che il centrosinistra fa sua la proposta di legge di Grillini, mentre «persino nel centrodestra c’è chi si interroga sull’opportunità di approvare una normativa sulle coppie di fatto comprese quelle dello stesso sesso».
Le sfumature sono importanti e l’ulteriore messaggio di saluto del segretario ds Fassino («Mi impegno al riconoscimento dei vostri diritti nel programma dell’Unione») fa capire che tutto il movimento degli ultimi giorni (delusione, minacce di non votare, lettera rassicurante di Prodi) forse è solo un po’ di fumo per i gonzi. La legge proposta da Grillini, infatti, già all’esame delle commissioni alla Camera (n. 3296), da mesi viene discussa inglobando pareri di esperti, anche proposti dal centrodestra. Non contiene alcun riferimento esplicito agli «omosessuali», è stata all’unanimità «ripulita» del termine che creava maggiori divisioni anche in seno al centrosinistra («matrimonio»), non prevede alcuna norma particolare per le adozioni (regolate da convenzioni internazionali che sarebbero comunque prevalenti rispetto a una legge ordinaria). Come conferma il relatore del provvedimento, l’avvocato Giuliano Pisapia (deputato di Rifondazione), ci sono tutte le premesse per arrivare addirittura a un testo condiviso tra maggioranza e opposizione, da votare all’inizio della prossima legislatura. Gli scogli maggiori riguardano la copertura finanziaria (la reversibilità pensionistica per il convivente di fatto è un costo notevole) e il riconoscimento delle unioni di «solidarietà», tipo quelle tra persone anziane in difficoltà economica. Altro che «sensibilità» e «impegno particolare» per i diritti degli omosessuali. Piuttosto la classica vendita di acqua millefiori come «elisir di lunga vita» (elettorale).