Programmi scellerati insegnati ai nuovi prof

Carissimo Granzotto, nel file allegato a questo messaggio troverà le schermate che ho catturato (in teoria le schermate sarebbero riservate, per accedervi occorre l'apposita password) nel sito ufficiale dell'Indire (Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la ricerca educativa). Per farla breve si tratta di questo: tutti i docenti vincitori di concorso devono, prima di essere ufficialmente assunti in ruolo, completare un «percorso di formazione», parte in presenza e parte online. La parte online consiste nella preparazione di una dozzina di tesine, su temi indicati dal ministero, presumibilmente utili a formare i nuovi insegnanti. Potrei mostrarle vagonate di scempiaggini, ma si legga, per suo divertimento e sconforto, quali vengono considerati i temi in materie storiche per gli insegnanti della primaria. Della serie «come ti erudisco il pupo». Poi si discute su come cambiare la società...

Già la definizione di quel materiale, di quella sbobba, fa aggricciare la pelle: «Spunti didattici innovativi e metodologie formative efficaci per una serie di attività legate ai diversi campi di esperienza e ambiti disciplinari riconducibili agli stessi obiettivi trasversali richiesti dalla progettazione dei Piani di Studio Personalizzati e delle Unità di Apprendimento». Stando a quanto afferma l’Indire gli obiettivi proposti risulterebbero essere: «Praticare la didattica laboratoriale, individuare dispositivi transdisciplinari e costruire unità di apprendimento trasversali». Ciò al fine di «inquadrare le problematiche della valutazione in una prospettiva di valutazione di sistema».
È il trionfo del socio-scuolese, gergo bischero, scellerato e vuoto, rifrittura d’aria, sussiegoso nulla, tritume di luoghi comuni rivestiti con stracci esoterici. Roba da restarci secchi. E adesso viene il bello, vengono gli «spunti» (per didattiche più o meno trasversali, più o meno transdisciplinari destinate a creature di sei anni d’età): «Bambini di ieri e di oggi – Educazione al rispetto delle risorse naturali: il diritto all’acqua potabile nel XXI secolo – Educazione alla cittadinanza: c’è qualcosa di nuovo sotto il sole – I diritti dei bambini – La cittadinanza al femminile — La strega e l’emarginazione della donna nella modernità: l’altra metà del cielo – Le nuove schiavitù della globalizzazione – L’Italia da paese di emigrazione a paese d’immigrazione. Un laboratorio trasversale tra storia ed educazione alla convivenza civile – Lo straniero e il rifugiato politico: per una antropologia della reciprocità – Una visita al Museo degli stermini». Urge intervento della neuro. Quanto meno del Telefono Azzurro.
Paolo Granzotto