Protesi più sicure con materiali biocompatibili

È naturale che chi si sottopone ad un intervento chirurgico per il posizionamento di impianti in titanio desideri, oltre che una perfetta funzionalità della protesi, anche un aspetto estetico ottimale. Un risultato che, con l'utilizzo dei materiali tradizionali - come le leghe metalliche o l'oro rivestiti in ceramica o resina - non è sempre raggiungibile, dato che è piuttosto difficile riprodurre la naturale lucentezza e la trasparenza dei denti.
La tendenza attuale è quindi quella di ricercare nuovi materiali che possano svolgere il compito di sostenere efficacemente le protesi dentarie garantendo, nello stesso tempo, un aspetto estetico soddisfacente. Tra questi, l'ossido di zirconio presenta caratteristiche particolarmente interessanti: «Questo materiale accoppia una durezza di oltre 100 Mph alla leggerezza e alla biocompatibilità del titanio, il materiale di cui sono costituiti gli stessi impianti e che l'organismo riconosce come compatibile, tanto che l'osso vi si lega in maniera stabile attraverso il processo dell'osteointegrazione», sottolinea Emilio Francini Naldi, dottore in medicina e chirurgia e odontoiatra a Firenze, Milano, Roma e Udine (numero verde 800252020, sito internet www.efran.it). «Oltre a ciò, lo zirconio è di colore bianco, ed attraverso un processo di infiltrazione conferisce alle strutture una base cromatica del tutto simile a quella dei denti naturali: scompare il colore "opaco" e privo di vitalità di certe ceramiche, e scompaiono anche i bordini scuri che diventano evidenti quando la gengiva subisce una retrazione, provocata talvolta dal contatto con i bordi metallici delle corone».
Già utilizzato da molto tempo nelle protesi ortopediche, l'ossido di zirconio sta ora offrendo risultati notevoli anche in campo dentale: «Questo composto viene lavorato attraverso procedure computerizzate», spiega l'esperto. «Dopo che una telecamera ha scannerizzato il moncone del dente, uno strumento, sempre guidato dal computer, procede, attraverso la fresatura di un blocchetto di materiale, a modellare la struttura, che viene successivamente sinterizzata ad alta temperatura in modo da ottenere la durezza ottimale. Tale procedimento fornisce al tecnico una struttura di alta precisione e di altissima qualità, su cui lavorare stratificando la ceramica e, al dentista, un prodotto perfetto dal punto di vista estetico e di precisione, da posizionare nella bocca del paziente. La biocompatibilità del materiale, inoltre, favorisce una risposta ottimale della gengiva che, non presentando alcuna reazione al contatto, non si ritrae e non accusa alterazioni quali arrossamenti o gonfiori. La lavorabilità del materiale ci permette addirittura di creare direttamente i monconi, cioè le parti che vanno a più diretto contatto con l'impianto e sostengono la corona, e di avere quindi una resa estetica e funzionale davvero ineguagliabile».
Si potrebbe quindi definire l'ossido di zirconio come il "materiale di elezione" nella protesi fissa su impianti? «Attualmente, direi proprio di sì», risponde il dottor Emilio Francini Naldi. «Con l'implantologia, sono abitualmente chiamato ad affrontare situazioni nelle quali, accanto alla necessità di risolvere problemi funzionali quali carenze di elementi dentali, difficoltà di masticazione, insufficienza di spessore osseo, sono presenti sempre più spesso elevate esigenze estetiche, e talvolta è davvero difficile ottenere con la protesi su impianti un aspetto che risulti indistinguibile rispetto ai denti naturali. L'ossido di zirconio ci aiuta moltissimo da questo punto di vista, rendendo il sorriso privo di inestetismi e molto più luminoso».