Una protesi per la stenosi della valvola dell'aorta

Il cuore invecchia, sorgono problemi alle valvole cardiache. Come la stenosi (il restringimento) severa della valvola aortica. Una condizione debilitante, molto frequente nella popolazione anziana, dovuta alla degenerazione e calcificazione della struttura valvolare. A livello nazionale, si stima che la patologia colpisca circa 31mila italiani, sopra i 75 anni. Più di 2.600 persone in Campania. Quando la malattia diventa sintomatica, se non si interviene con il trattamento, la prognosi è infausta: la mortalità ad un anno è superiore al 30 per cento. L'unica via terapeutica efficace è la sostituzione chirurgica della valvola aortica. Procedura spesso non praticabile, per via dell'elevatissimo rischio operatorio o dell'inoperabilità del paziente. In questi casi, un trattamento valido e salvavita, oggi è rappresentato dalla Tavi (Transcatheter Aortic Valve Implant), tecnica avanzata e poco invasiva. Prevede l'impianto di una protesi valvolare aortica percutanea, posizionata mediante catetere all'interno di quella naturale malata, attraverso un accesso transfemorale, aortico diretto e anche via succlavia/ascellare. In Italia ogni anno si effettuano più di 1500 impianti trans-cateterali della valvola aortica. Numeri in linea con la media europea, Germania a parte, dove si eseguono almeno 6mila procedure Tavi l'anno. «La stenosi valvolare aortica severa è una delle cause di maggiore mortalità nei pazienti ultrasettantenni», spiega Giovanni Sorropago, responsabile del modulo di emodinamica-cardiologia interventista della Clinica Montevergine di Mercogliano (Av) dove si pratica questa tecnica all'avanguardia. «Questi nuovi trattamenti permettono al paziente operato di superare con successo l'intervento di valvuloplastica», aggiunge Sorropago. La Clinica campana, punto di riferimento nel centro-sud per la cardiologia, è tra i primi centri d'Europa ad effettuare questa delicata procedura, resa oggi ancora più semplice e soprattutto più sicura per il paziente, grazie all'impiego di tecniche sempre più raffinate: un trend in crescita, da 48 interventi eseguiti nel 2008 sino a 138 del 2012 (in totale ad oggi circa 500 impianti Tavi). L'intervento si esegue in anestesia locale.