Protezione civile Spa, la maggioranza in frenata Pd: "Bertolaso si dimetta". Pdl: "E' demagogia"

Dal
Pd "opposizione fermissima" contro il dl che trasforma la Protezione civile in una
Spa. Perplessità anche da Bocchino. Bersani: &quot;Bertolaso lasci&quot;. Bondi: &quot;Impossibile sperare una sinistra diversa&quot;<strong><a href="/interni/appalti_bertolaso_qualcosa_mi_e_sfuggito/politica-berlusconi-governo-giustizia-maddalena-grandi_eventi-gip-interrogatori-bertolaso-inchiesta-g8-appalti-indagati-carcere/13-02-2010/articolo-id=421386-page=0-comments=1"><br />
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Roma - Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani ha detto oggi di sperare che il sottosegretario e capo della Protezione civile Guido Bertolaso, indagato nell’ambito di un’inchiesta della magistratura fiorentina sulla corruzione negli appalti, lasci l’incarico, altrimenti il Pd ne chiederà le dimissioni. "Fin qui non abbiamo chiesto le dimissioni del capo della Protezione Civile", ha detto il leader del principale partito d’opposizione ai giornalisti a margine di un convegno a Perugia. "Sul piano personale sarà la magistratura a determinare i gradi di responsabilità, perché si è creata una situazione oggettiva".

Dimissioni
Alla richiesta se ritiene che sia necessario che Bertolaso dia le dimissioni, però, Bersani ha risposto: "Spero che lo capisca da solo, perché sennò bisognerà chiederle... La situazione non consente un governo della Protezione Civile in condizioni di serenità e di tranquillità". L’ordinanza del gip di Firenze indica che ci sono fondati elementi per sostenere che Bertolaso abbia usufruito di prestazioni sessuali procurategli da un imprenditore arrestato nell’ambito della stessa inchiesta in cambio di favori per le sue imprese appaltatrici. Ieri il numero uno della Protezione civile ha detto che forse si è "fidato troppo" di alcune persone, ma ha respinto le accuse di corruzione. Nei giorni scorsi un altro partito d’opposizione, l’Italia dei Valori, ha presentato una mozione di sfiducia contro Bertolaso. Il sottosegretario aveva già presentato le sue dimissioni al premier Silvio Berlusconi appena lo scandalo era scoppiato, ma il Consiglio dei ministri le aveva respinte.

Alt a Protezione civile spa Bersani ha poi espresso la sua contrarietà alla "Protezione civile Spa", una società voluta dal governo per garantire la massima efficacia agli interventi del Dipartimento della Protezione civile, compresa nel decreto legge sulle emergenze già approvato dal Senato e in esame alla Camera.
"Io credo che se facciamo norme che aggravano il problema, come quelle che il governo sta proponendo, è come se ci buttassimo nel pozzo... Abbiamo visto che queste procedure sono rischiose: se adesso le applichiamo ad ambiti sempre più vasti triplichiamo il rischio, quindi spero che il governo si fermi". Dopo lo scoppio dello scandalo già alcuni esponenti della maggioranza si sono detti perplessi riguardo al provvedimento. "Ho visto qualche perplessità dentro la maggioranza, e spero veramente che ci ripensino. Comunque noi faremo un’opposizione fermissima in parlamento", ha aggiunto Bersani.

Bocchino: "Perplessità di merito" "Perplessità di merito" e, dopo l’inchiesta, anche "un problema di opportunità politica". Per questo Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, chiede a Berlusconi di "valutare bene se non sia il caso di modificare" il decreto sulla Protezione Civile Spa. A una pausa di riflessione per "valutare bene i pesi e i contrappesi", dice in una intervista a Repubblica, sarebbe favorevole anche il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Le perplessità, spiega, "c’erano anche prima", ma ora "mentre c’è un’inchiesta, è giusto pensare a uno strumento speciale come la Spa?". Tanto più che "l’opposizione fa baccano su questo": se "con vincoli più stretti ci sono stati degli episodi di malcostume, cosa succederebbe - si chiede - se questi vincoli saltassero del tutto?". La valutazione, comunque, spetta al premier e "se Berlusconi ci dice che ritiene opportuna l’immediata approvazione del decreto, il Pdl farà quadrato".

Il Pdl contro Bersani "Ormai i fatti ci dicono che è impossibile coltivare la speranza di un cambiamento della sinistra italiana - ha risposto il ministro Sandro Bondi agli attacchi di Bersani - ci dobbiamo convincere che è tempo perso attendere da parte del Pd un segnale di resipiscenza, un sia pur minimo accenno di novità, una prova effettiva di apertura, una reale testimonianza di rinnovamento". "Alla prova dei fatti, Bersani è uguale agli altri, si comporta come tutti coloro che lo hanno preceduto alla guida del partito - continua il ministro - qual è ormai la differenza fra lui e Di Pietro? Di Pietro chiede le dimissioni di Bertolaso e Bersani a distanza di qualche ora immancabilmente segue la linea truculenta e demagogica dettata da Di Pietro. Possibile che una sinistra che voglia essere riformista, seria e responsabile non abbia la forza di esprimere parole diverse da quelle pronunciate da Di Pietro, soprattutto in riferimento ai meriti di fronte all’Italia di un galantuomo come Guido Bertolaso?".