Pune, islamici rivendicano attentato

Rivendicato l'attentato di sabato a Pune in cui aveva perso la vita una ragazza italiana. Un movimento clandestino accusa il rifiuto dell'India di discutere il futuro del Kashmir con il Pakistan e gli accordi stretti con gli Stati Uniti

Nuova Delhi - Un movimento clandestino pressoché sconosciuto, il Laskhar-e-Taiba (LeT) Al Alami, ha rivendicato l'attentato di sabato a Pune (India centro-occidentale) che ha causato dieci morti e 60 feriti, motivandolo con il rifiuto dell'India di discutere il futuro del Kashmir con il Pakistan.

La rivendicazione La rivendicazione è stata fatta con una telefonata a Nirupama Subramanian, corrispondente ad Islamabad del quotidiano indiano The Hindu. L'interlocutore ha precisato di chiamarsi Abu Jindal e di essere il portavoce del LeT Al Alami (International). Dopo aver ribadito le motivazioni dell'attentato, l'uomo ha anche precisato che il suo gruppo è una scissione del Laskher-e-Taiba che "prende ordini" dai servizi segreti pakistani. Un'altra ragione per giustificare l'attentato, ha concluso, è "l'alleanza" che l'India ha stretto con gli Stati Uniti. Nello scoppio avvenuto nella 'German Bakery' ha perso la vita, fra gli altri, la giovane toscana Nadia Macerini che viveva a Pune da sette anni.