Quadri, sculture e installazioni con la firma degli architetti

Cosa succede quando un architetto prende in mano un pennello? Oppure quando decide di mettersi alla prova con sculture, assemblaggi e installazioni? Per scoprirlo basta recarsi nel cuore del centro storico, in piazza San Matteo e varcare la soglia dell’Ordine degli Architetti che ha sede nel chiostro della Chiesa.
S’intitola «Art/Arch» la mostra di pitture, sculture e installazioni realizzate interamente da architetti genovesi, nata sotto l’egida di Ibleto Fieschi. L’esposizione mette in luce un diverso aspetto della creatività degli architetti cresciuti all’ombra della Lanterna e propone un excursus attraverso le più recenti tematiche dell’arte contemporanea.
Numerose le opere di pittura e disegno, ove fa capolino un senso dello spazio che racconta di anni trascorsi a studiare delicati equilibri e proporzioni che «finalmente» possono essere trascesi nell’istintività del segno.
La natura aspra ma generosa del paesaggio ligure permea le opere dalle suggestioni informali di Renato Allegro, le tele di Mario Semino e i disegni «graffiati» su legno di Patrizia Pittaluga, che ne legge le coordinate nel mare di tetti d’ardesia del centro storico. La pittura conduce anche nelle suggestioni della Grande Mela e del jazz di Coltrane con gli olii di Antonella Agresti e ammicca al colorato mondo del pop con Anna Mantero. Gli assemblages di Claudia La Fauci e i collage di Grazia Elidia Cabano «introducono» alle opere che conquistano la terza dimensione.
In mostra ci sono, infatti, moltissime sculture, alcune realizzate con materiali tradizionali, come le ceramiche tempestate di volti di Giorgio Gnudi e i bronzi di Temistocle Mancini. Altre, prendono corpo dall’incontro di oggetti di diversa natura come lastre d’ardesia, floppy disk e radiografie nel caso di Federico Marconi, già da tempo impegnato nell’arte con installazioni e performance. Non manca all’appello nemmeno la coppia Stefano Porta e Patrizia Canepa, già rodata nella recente esposizione alla Biblioteca Berio, con sculture/composizioni di libri dall’aspetto antico lacerati da chiodi arrugginiti o da inquietanti teste di resina a dimensione quasi naturale.
L’esposizione, visitabile fino al 15 luglio, è un’occasione per confrontarsi con una versione inedita dei «nostri» architetti e conferma la volontà dell’Ordine di diventare uno stabile punto di riferimento nella vita culturale della città.