Qualità della vita: Milano batte Roma scesa al 70° posto

La capitale ha perso 15 posizioni a causa di smog, consumi idrici, rifiuti e traffico

Aumenta la produzione di rifiuti nelle grandi città, resta alto l’allarme smog, migliora di poco la raccolta differenziata. Ma la vera novità è il vistoso tracollo di Roma. Per qualità della vita la capitale scende al 70° posto, una Caporetto, il peggior risultato degli ultimi 10 anni. È quanto emerge dal dossier Ecosistema Urbano 2009, presentato ieri a Belluno da Legambiente e Sole 24 Ore, che ogni anno stila le pagelle dei comuni capoluogo. I dati sono riferiti al 2007. E mostrano che in piena era Veltroni Roma ha ceduto nettamente il passo a Milano.
In Italia, riconosce Legambiente, «le due metropoli più importanti hanno imboccato strade diverse». «Milano ha dato un colpo di reni» sottolinea il presidente Roberto Della Seta. Nella classifica di Ecosistema 2009 il capoluogo lombardo risale posizioni, si piazza al 49° posto. Segna, fra l’altro, un significativo 31 per cento di quota di raccolta differenziata. E contiene il tasso di motorizzazione a 56 auto ogni 100 abitanti, è fra le città con meno auto circolanti in Italia, undicesima assoluta. Fra le 103 città capoluogo, invece, Roma perde ben 15 posizioni, crolla dal 55° al 70° posto. I singoli indicatori dell’indagine non lasciano dubbi sul perché: smog. Per concentrazione di No2 (biossido di azoto) Roma è all’88° posto in Italia, l’aria della capitale è fra le meno salubri. Altissima anche la concentrazione di particelle Pm10, responsabili di malattie respiratorie e anche tumorali. Resta il fatto che anni di targhe alterne e domeniche a piedi di Veltroni e soci non hanno risolto granché. I consumi idrici sono alle stelle. Roma è vicinissima al fondo classifica (99° posto), con ben 238 litri di acqua potabile consumati ad abitante al giorno. Fra le grandi città, la capitale è quella che produce più immondizia in assoluto, con 657 kg ad abitante all’anno. Una situazione drammatica, che pesa sull’economia cittadina e potrebbe mettere presto la città in ginocchio, con pesantissime responsabilità però anche della Regione Lazio sul futuro di Malagrotta. Nella classifica della raccolta differenziata, rispetto alla media nazionale del 24,4 per cento, la città eterna è invece ferma a un misero 17 per cento. Un dato che è quello ufficiale dell’Ama. In realtà secondo l’Apat (Agenzia protezione ambiente, organo ufficiale del ministero dell’Ambiente) la differenziata 2007 in città non supera il 14 per cento. Roma mette a segno gli unici risultati positivi per offerta di trasporto pubblico e numero di passeggeri che ne usufruiscono. Considerando l’estensione della città non potrebbe essere altrimenti. Ma l’Urbe sprofonda di nuovo in graduatoria, al 98° posto, per tasso di motorizzazione, toccando quota 71 auto ogni 100 abitanti, compresi i neonati, gli ultra80enni e gli invalidi. E tocca il fondo anche per consumo di carburanti. Principale imputato del disastro, non il gusto masochista dei romani di passare due ore al giorno al volante, ma l’assenza di un’alternativa valida fornita dalla giunta Veltroni all’uso indiscriminato dell’auto. Per la capitale, insomma, un bilancio pesante. Traffico, smog, disastro spazzatura, consumi di acqua alle stelle. Si salva ben poco. Va un po’ meglio almeno sul fronte ambientale vero e proprio? Neppure a parlarne. Per quanto riguarda le isole pedonali, la superficie pedonalizzata è appena 0,14 mq per abitante, un fazzoletto. Tantomeno va bene per i cicloamatori, che hanno a disposizione solo 1,41 metri a testa, neppure per un colpo di pedale. Numeri impietosi, che spiegano meglio di ogni altra cosa perché i romani nel 2008 hanno voltato pagina.