Quando misurare il livello della glicemia

Oggi si sa che un controllo ottimale della glicemia è indispensabile per prevenire le complicanze del diabete. Negli ultimi 10 anni, tuttavia, è emerso che non tutte le misurazioni glicemiche hanno lo stesso valore: «In un soggetto diabetico, il tasso di glicemia nel sangue subisce diverse alterazioni nell’arco della giornata», spiega il professor Antonio Ceriello, titolare di tre cattedre universitarie a livello internazionale (endocrinologia a Udine, diabetologia e malattie del metabolismo a Warwick, in Inghilterra e medicina all’Oklahoma City, negli Stati Uniti). «In particolare, nella fase del dopo pranzo, l’elevazione dei tassi di glucosio è estremamente rapida e importante». L’argomento è talmente rilevante che l’IDF (Federazione Internazionale Diabete) ha affidato al professor Ceriello, in qualità di coordinatore mondiale, la definizione di Linee guida su come e quando misurare la glicemia post-prandiale, che saranno presentate al Congresso della Società europea di diabetologia nel prossimo autunno. Tra le numerose iniziative in proposito, spicca il convegno che fra pochi giorni, il prossimo 28 marzo, si terrà all’Hilton Airport di Roma, sul «Ruolo emergente dell’iperglicemia post-prandiale come fattore di rischio e target terapeutico». Continua il professor Ceriello: «In pratica, il controllo della glicemia post-prandiale viene considerato uno dei pilastri nel controllo del diabete, oltre al test di glicemia a digiuno e al livello di emoglobina glicata (un importante marcatore, che, attraverso l’analisi trimestrale del sangue, fornisce un’indicazione della media glicemia durante i tre mesi precedenti). Le fluttuazioni di glucosio dopo pranzo, infatti, non solo hanno un ruolo diretto nel danneggiare i vasi sanguigni, ma hanno anche un’importanza fondamentale nel determinare un aumento complessivo di questo particolare marcatore del fattore di rischio».
La raccomandazione al paziente diabetico è pertanto quella di misurare con costanza e accuratezza la glicemia del dopo pranzo (il picco glicemico è quello che si rileva circa due ore dopo il pasto): gli attuali misuratori di glicemia, del resto, ben si prestano a questo scopo, dato che sono estremamente maneggevoli e facili da usare. Tra questi, si segnala One Touch Ultra2. L’apparecchio può essere utilizzato sia nella modalità «classica» sia nella modalità «esperta», con possibilità di indicare il momento del test («pre» o «post» pasto) e persino inserire eventuali commenti. «La funzionalità dell’apparecchio può aiutare la persona con diabete a valutare meglio l’impatto dell’alimentazione sulla glicemia e a rendersi conto dei progressi sul proprio trend glicemico», sottolinea il professor Ceriello. «Nello stesso tempo, risulta estremamente utile al diabetologo per verificare i comportamenti alimentari del proprio paziente e valutare l’efficacia della terapia impostata».