Quando Varenne fu bocciato per «questioni di principio»

L’ippica è un mondo complesso come pochi, dove lo sport nazionale è pensare esclusivamente al proprio orticello e infischiarsi del bene comune. Non fa eccezione il settore stalloniero del trotto e, a dimostrazione di questa mia asserzione, vorrei ricordare alcuni fatti di cui sono stato protagonista come presidente dell’associazione allevatori. Un racconto, invero, molto poco edificante, sulla “qualità” di certi personaggi e di come gli allevatori non abbiano potuto acquisire lo stallone Varenne. Marzo 2000: trattammo l’acquisto del fuoriclasse Varenne per conto dell’Associazione. Portai in consiglio l’ipotesi di acquisto e le condizioni di pagamento. Già a quel punto i soliti, sempre “disinteressati” si erano scatenati con i pro ed i contro, soprattutto i contro. Posi in votazione la proposta, con il seguente risultato: sette consiglieri a favore e sette contro, tra cui chi oggi si propone quale “nuovo che avanza” come presidente. Il risultato di parità mi amareggiò non poco, non comprendendo quale fosse lo spirito dei consiglieri contrari all’acquisto di questo campione per una «questione di principio». Avrei potuto da statuto, fare prevalere il mio voto che avrebbe fatto pendere la bilancia a favore dell’acquisto. Prevalse il mio spirito democratico e anche la mia ingenuità. Vista la situazione, dal momento che erano emerse forti e per me incomprensibili contrarietà a questo acquisto, proposi di indire un’assemblea generale e demandare alla stessa una decisione in proposito. Non feci in tempo neanche ad indire l’assemblea che il cavallo venne comperato da altri ed il resto è storia di oggi. Anche allora, per inciso, fui attaccato dal rappresentante dell’allevamento Mangelli che manifestò in modo farneticante e folcloristico, la sua contrarietà all’acquisizione di Varenne da parte dell’Anact.
Giova altresì rilevare che all’epoca avevo ottenuto l’impegno, se l’acquisto si fosse definito, di un intervento economico consistente da parte dell’Unire attraverso il ministero delle Politiche agricole. Mi domando e vi chiedo: non era meglio che lo stallone divenisse nella disponibilità di tutti gli allevatori, e messo al servizio degli stessi ad un prezzo politico estremamente vantaggioso? Altra storia, altro giro. All’inizio dell’anno scorso: mi danno l’anima per avere la disponibilità di tre stalloni Usa, Malabar Man, Donerail e Lindy Lane, quest’ultimo anche solo al 50%. Non voglio tediarvi, il risultato è stato lo stesso; sempre per una questione di “principio”. Ma quale sarà questo “principio”? Questo è il clima quando si parla di stalloni.
Adesso passerei alla linea politica tenuta in questi anni dall’Associazione, tante volte contestata, soprattutto da parte di certe società di corse, a loro dire di totale e completo appoggio dell’Unire, dipingendomi ironicamente disteso a “pelle d’orso” nei confronti del segretario generale Panzironi.
Ho già detto che l’ippica ha vissuto una forte trasformazione con un risultato drammatico da gestire per il calo di entrate dovute alla stragrande offerta di alternative ai giochi sui cavalli. Come siamo riusciti a superare quasi indenni questo passaggio? Ve lo racconto con i numeri che rendono perfettamente l’idea: il ministero delle Politiche agricole è intervenuto per 39 milioni di euro nel 2003, per 42 milioni nel 2004, per 45 milioni nel 2005, per 22 milioni nel 2006 e per 22 milioni nel 2007. Senza questi interventi l’Unire avrebbe dovuto portare i libri in Tribunale, non vi pare? Nonostante ciò, le prospettive con l’apertura dei nuovi giochi, seconda Tris, quartè e quintè, probabilmente potranno portare ad un pareggio di bilancio nel 2007, con la relativa ragionevole prospettiva che il trend di crescita possa riprendere. Noi secondo questi strateghi, in una situazione del genere, avremmo dovuto erigere le barricate a favore delle Società di Corse, alle quali sono stati tolti gli spiccioli, come del resto agli allevatori che malgrado tutto hanno conservato ed anche migliorato le provvidenze a loro riservate.
* presidente Anact (Associazione nazionale allevatori cavallo trottatore)