QUANDO IL VARIETÀ PIACEVA A TUTTI

Signore e signora fu un varietà originale, assai diverso da quelli di grande spettacolarità del duo Antonello Falqui-Guido Sacerdote. Più che un varietà era una commedia con musiche sulla vita di una coppia, dai primi incontri alla scoperta dell’amore, dal fidanzamento al matrimonio. Gli autori, Antonio Amurri e Stefano Jurgens, due maestri del varietà televisivo, ebbero la felice intuizione di mettere accanto ai due protagonisti i personaggi di due suocere ben caratterizzate, la prima con il suo atteggiamento di superiorità, la seconda con la sua aggressività e con la sua mancanza di diplomazia. Il programma si avvaleva delle coreografie di un professionista del talento di Gino Landi, di un regista esperto e ricco di creatività come Eros Macchi e di un musicista dalla vena felice come Franco Pisano. Era uno show con i fiocchi, ma che aveva bisogno, assai più di quelli giocati sugli sketch dei comici e sui balletti, di attori in grado, prima di tutto, di interpretare dei personaggi. La carta vincente del programma, in onda dal 1° gennaio 1970 per sette puntate, furono proprio i due protagonisti, la coppia formata da Lando Buzzanca e da Delia Scala. Una coppia a prima vista non ideale, anzi rischiosa per uno show del genere. Buzzanca era un attore temperamentoso, spesso oltre le righe, con il gusto di una comicità colorita e chiassosa, che solo registi come Germi e Lattuada avevano saputo contenere. Delia Scala era la nostra soubrette di maggiore talento e simpatia, che si era rivelata una deliziosa conduttrice televisiva, accanto a Manfredi e a Panelli, nella trionfale Canzonissima di dieci anni prima. Inoltre aveva una misura, una cordialità e un’eleganza di modi che il teleschermo esaltava. Contro tutte le previsioni, questa coppia trovò un affiatamento e insieme una leggerezza che incantarono il pubblico. Un gran merito lo ebbe il regista Eros Macchi nel dirigere due interpreti così caratterialmente diversi, che però riuscirono a trovare un feeling anche sul piano personale. Li affiancavano, nei personaggi delle suocere, Clelia Matania con la sua verve meridionale e Paola Borboni con la sua gustosissima petulanza. Dal canto suo il maestro Pisano aveva scritto per i due protagonisti una canzone, L’amore non è bello se non è litigarello, che diventò popolarissima fra ogni coppia. Il risultato di Signore e signora fu trionfale, con una media di oltre 19 milioni di telespettatori e punte di 22, superiori all’audience di alcune partite internazionali della nostra squadra di calcio.