Quanta libertà creativa nel carcere di Tommaso Pincio

Panorama sembra un romanzo che celebra l'orgoglio di leggere. In realtà è un libro che riflette sulla non-necessità di scrivere

Panorama di Tommaso Pincio sembra un romanzo che celebra l'orgoglio di leggere. In realtà è un libro che riflette sulla non-necessità di scrivere. Il che ne fa un bellissimo romanzo.

Meta-romanzo che intesse un gioco serissimo sul rapporto tra realtà e finzione, tra prigione e libertà, tra virtuale e fisico, Panorama è un racconto-labirinto in cui è facilissimo perdersi. Ma una volta usciti si è contenti di esserci entrati. Invece, al centro di Panorama (che è il nome di un social network del futuro costruito sul modello del Panopticon, il carcere progettato in modo che il sorvegliante possa osservare tutti senza che alcuno possa capire se in quel momento è controllato o no) c'è un personaggio di nome Ottavio Tondi, studente fuoricorso e lettore micidiale. Il migliore. Lavora leggendo manoscritti per conto del suo editore (il più ambito dagli autori italiani), capace di pescare, tra mille libri inutili, il capolavoro. E infatti lo trova. È lui a capire le potenzialità del romanzo La vergine , il più grande caso letterario dai tempi del Gattopardo ... E così Ottavio Tondi diventa presto il Lettore, per antonomasia. Diventa un personaggio. Le sue letture pubbliche sono di moda. Tutti lo cercano. E lui, invece, troverà su Panorama una ragazza che ha la metà dei suoi anni e un nome che cita Edgar Allan Poe: Ligeia Tissot. Spia la sua camera, ci chatta, vede delle foto. Ma lei, esiste?

A complicare le cose c'è che Ottavio Tondi a un certo punto smette di leggere, però non inizia a scrivere, fatta eccezione per i Quaderni del letto e le Memorie delle cose lette prima di dire m'addormento che chissà perché (mi) ricordano le Note senza testo di un altro formidabile lettore-non scrittore, Bobi Bazlen; c'è che nessuno sa chi ha scritto il bestseller La vergine perché in casa editrice si è persa la lettera di accompagnamento e il frontespizio; c'è che la voce narrante del romanzo Panorama è un autore di successo, che si firma con uno pseudonimo. C'è che dentro il romanzo di Tommaso Pincio ci sono personaggi che hanno nomi di intellettuali suoi amici (Andrea Cortellessa, Teresa Ciabatti, Antonio Gnoli... e se uno di loro recensisse il libro, il cerchio-panopticon si chiuderebbe perfettamente); e c'è che fuori dal romanzo di Pincio esistono veri account Facebook dei protagonisti di Panorama .

E c'è, soprattutto, che Panorama - romanzo in cui la scrittura è un dovere - riconcilia col piacere della lettura.